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Gianfranco Asveri – La luna nel pozzo
Una selezione di venti opere storiche, dal 1972 al 1977, verrà esposta nel Torrione del Duca. Il Salone superiore del Palazzo del Podestà sarà invece teatro per l’esposizione delle dieci grandi opere
Comunicato stampa
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Castell’Arquato, uno dei Borghi più belli d’Italia, ospita la mostra nelle sue due strutture più preziose.
Una selezione di venti opere storiche, dal 1972 al 1977, verrà esposta nel Torrione del Duca; la struttura atipica e con andamento irregolare ben si presta ad ospitare la selezione che prevede solo piccoli e medi formati. Questa piccola sezione è dedicata soprattutto ai paesaggi piacentini che in quegli anni erano il fulcro del suo cammino artistico e delle sue preferenze stilistiche.
Il Salone superiore del Palazzo del Podestà sarà invece teatro per l’esposizione delle dieci grandi opere che appartengono al filone intitolato La luna nel pozzo; tema: la luna, ovviamente, ambientata nei paesaggi più amati.
Il catalogo della mostra, curato dalla Galleria Spirale Arte artecontemporanea, conterrà tutte le opere esposte in entrambe le sezioni; il testo critico sarà a cura dello storico e critico dell’arte Beatrice Buscaroli (Il Giornale; Il Domenicale). Pubblicate nello stesso catalogo saranno anche alcune liriche, ispirate a Castell’Arquato, del poeta Ferdinando Cogni. A corredo del catalogo alcune foto di Asveri e Cogni per le vie di Castell’Arquato, realizzate da Gianfranco Negri.
Gianfranco Asveri nasce nel 1948 a Fiorenzuola d’Arda, la provincia più occidentale dell’Emilia. Di estrazione contadina, con un’infanzia tribolata, anziché frequentare istituti e scuole d’arte si dedica a pratici studi meccanici. Nel ’69 incomincia a dipingere e questa forma d’arte diviene la sua ragione di vita.
Nel ’76 espone per la prima volta i suoi lavori a Fidenza, alla Galleria La Bottega. Seguono alcune esposizioni ma è dell’83 la sua prima mostra importante, presenta dal critico d’arte Mario Ghilardi, si tiene alla Galleria L’Angolo di Piacenza. Da questo momento in avanti è tutto un susseguirsi di personali e collettive in note gallerie italiane (Cremona, Novara, Bergamo) ed estere (Londra, Bruxelles, Lille, Parigi, Copenaghen). Nel 1996 incomincia a lavorare con la Galleria Spirale Arte. Al termine del 1996 Il Sole 24 ore lo segnala tra i dieci artisti di punta del mercato dell’arte italiano. Oggi prosegue con le sue mostre, i cataloghi, i volumi con le raccolte di disegni – i suoi amati cani – a carboncino; e intanto vive e lavora ai Gasperini, sui colli piacentini, in compagnia dei suoi cani.
La quotidianità del suo territorio combinata con la memoria delle immagini viene espressa con uno stile pittorico istintuale e rapido. Il suo «meticciato culturale», come lo definisce Asveri, lo avvicina ai cani randagi e bastardi che infatti comprende e ama e che raccoglie intorno a sé; un atteggiamento che rivive potentemente nella vitalità della sua pittura. I suoi quadri sono spesso popolati da animali, innocenti, spontanei e colorati, partoriti dall’immaginario dell’artista e inseriti nei paesaggi essenziali, dal tratto quasi giapponese.
Una selezione di venti opere storiche, dal 1972 al 1977, verrà esposta nel Torrione del Duca; la struttura atipica e con andamento irregolare ben si presta ad ospitare la selezione che prevede solo piccoli e medi formati. Questa piccola sezione è dedicata soprattutto ai paesaggi piacentini che in quegli anni erano il fulcro del suo cammino artistico e delle sue preferenze stilistiche.
Il Salone superiore del Palazzo del Podestà sarà invece teatro per l’esposizione delle dieci grandi opere che appartengono al filone intitolato La luna nel pozzo; tema: la luna, ovviamente, ambientata nei paesaggi più amati.
Il catalogo della mostra, curato dalla Galleria Spirale Arte artecontemporanea, conterrà tutte le opere esposte in entrambe le sezioni; il testo critico sarà a cura dello storico e critico dell’arte Beatrice Buscaroli (Il Giornale; Il Domenicale). Pubblicate nello stesso catalogo saranno anche alcune liriche, ispirate a Castell’Arquato, del poeta Ferdinando Cogni. A corredo del catalogo alcune foto di Asveri e Cogni per le vie di Castell’Arquato, realizzate da Gianfranco Negri.
Gianfranco Asveri nasce nel 1948 a Fiorenzuola d’Arda, la provincia più occidentale dell’Emilia. Di estrazione contadina, con un’infanzia tribolata, anziché frequentare istituti e scuole d’arte si dedica a pratici studi meccanici. Nel ’69 incomincia a dipingere e questa forma d’arte diviene la sua ragione di vita.
Nel ’76 espone per la prima volta i suoi lavori a Fidenza, alla Galleria La Bottega. Seguono alcune esposizioni ma è dell’83 la sua prima mostra importante, presenta dal critico d’arte Mario Ghilardi, si tiene alla Galleria L’Angolo di Piacenza. Da questo momento in avanti è tutto un susseguirsi di personali e collettive in note gallerie italiane (Cremona, Novara, Bergamo) ed estere (Londra, Bruxelles, Lille, Parigi, Copenaghen). Nel 1996 incomincia a lavorare con la Galleria Spirale Arte. Al termine del 1996 Il Sole 24 ore lo segnala tra i dieci artisti di punta del mercato dell’arte italiano. Oggi prosegue con le sue mostre, i cataloghi, i volumi con le raccolte di disegni – i suoi amati cani – a carboncino; e intanto vive e lavora ai Gasperini, sui colli piacentini, in compagnia dei suoi cani.
La quotidianità del suo territorio combinata con la memoria delle immagini viene espressa con uno stile pittorico istintuale e rapido. Il suo «meticciato culturale», come lo definisce Asveri, lo avvicina ai cani randagi e bastardi che infatti comprende e ama e che raccoglie intorno a sé; un atteggiamento che rivive potentemente nella vitalità della sua pittura. I suoi quadri sono spesso popolati da animali, innocenti, spontanei e colorati, partoriti dall’immaginario dell’artista e inseriti nei paesaggi essenziali, dal tratto quasi giapponese.
08
aprile 2006
Gianfranco Asveri – La luna nel pozzo
Dall'otto aprile al 14 maggio 2006
arte contemporanea
Location
ANTICO PALAZZO DELLA PRETURA
Castell'arquato, Piazza Del Municipio, (Piacenza)
Castell'arquato, Piazza Del Municipio, (Piacenza)
Orario di apertura
weekend e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; infrasettimanale su richiesta all’Ufficio Turistico (Tel. 0523 803091)
Vernissage
8 Aprile 2006, ore 17
Ufficio stampa
VALDA'
Autore

