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Beppe Sabatino – Tempiduri
Dipinge la vita ordinaria, quella moderna ed urbana, persa tra corse e attese alle fermate degli autobus, tra file agli uffici postali e soste solitarie in spogli giardini
Comunicato stampa
Segnala l'evento
TEMPIDURI è la personale dell’artista Beppe Sabatino che si terrà allo SPAZIOINMOSTRA dal 23 febbraio al 10 marzo 2006.
Dipinge la vita ordinaria, quella moderna ed urbana, persa tra corse e attese alle fermate degli autobus, tra file agli uffici postali e soste solitarie in spogli giardini.
Racconta la metropoli contemporanea, ma lo fa senza inquadrare edifici o strade.
A fare la città per l’artista sono gli abitanti.
“TEMPIDURI” così Sabatino intitola questo viaggio all’insegna della faticosa vita cittadina e nel farlo, ci presenta figure di uomini che hanno la sagoma di fantasmi, ma che non ne vogliono sapere di scomparire, piuttosto s’impongono con la loro massiccia struttura fisica.
Le persone ritratte sono dimessi impiegati e rampanti avventori di happy-hours, non è che sia così importante, lo è il fatto che dietro il loro affaccendarsi quotidiano e cangiante, possiamo tuttavia ancora immaginare un minimo d’avventura intima e sentimentale, almeno ci piace pensarlo.
A convincerci di questo è lo stile scarno come la pietra che graffia e definisce ogni figura, e ancora, l’assenza di uno sfondo che rutila di superflui dettagli.
E poi ci sono i colori, caldi e vibranti, i gialli che neppure i contorni neri riescono a contenere.
Una pittura lavorata direttamente sulla tela, dalle campiture ampie e distese, dalla qualità cromatica varia, stesa a più strati di cui percepiamo la consistenza mutevole.
Con i suoi dipinti concepiti come una grande installazione, Beppe Sabatino si diverte ad uscire dalla pittura. E, tuttavia, ne resta sedotto, incantato, ma è come se non gli fosse possibile rimanerle fedele.
Il visitatore che si trova davanti ai suoi quadri, allestiti insieme, senza soluzione di continuità, ha la sensazione di vedere scorrere le immagini davanti a sé come se si trovasse davanti ad uno schermo.
Secondo la definizione dell’artista queste opere “vivono di vita propria”.
E’ evidente: se lo facessero magari sarebbero solamente quadri….
Non che non lo siano, ma hanno scelto di muoversi su una specie di doppio binario, di contenere una vita parallela.
Questo perché le immagini di cui parliamo nascono da un movimento, da un cammino, anzi da una passeggiata.
Da diverse giornate spese in quell’attività meravigliosa e per qualche fortunato individuo anche feconda, ricca di stimoli e di suggestioni, che è quella del flaneur. Ed è questo che vogliono restituire.
Lea Mattarella
Rosanna Ruscio
Dipinge la vita ordinaria, quella moderna ed urbana, persa tra corse e attese alle fermate degli autobus, tra file agli uffici postali e soste solitarie in spogli giardini.
Racconta la metropoli contemporanea, ma lo fa senza inquadrare edifici o strade.
A fare la città per l’artista sono gli abitanti.
“TEMPIDURI” così Sabatino intitola questo viaggio all’insegna della faticosa vita cittadina e nel farlo, ci presenta figure di uomini che hanno la sagoma di fantasmi, ma che non ne vogliono sapere di scomparire, piuttosto s’impongono con la loro massiccia struttura fisica.
Le persone ritratte sono dimessi impiegati e rampanti avventori di happy-hours, non è che sia così importante, lo è il fatto che dietro il loro affaccendarsi quotidiano e cangiante, possiamo tuttavia ancora immaginare un minimo d’avventura intima e sentimentale, almeno ci piace pensarlo.
A convincerci di questo è lo stile scarno come la pietra che graffia e definisce ogni figura, e ancora, l’assenza di uno sfondo che rutila di superflui dettagli.
E poi ci sono i colori, caldi e vibranti, i gialli che neppure i contorni neri riescono a contenere.
Una pittura lavorata direttamente sulla tela, dalle campiture ampie e distese, dalla qualità cromatica varia, stesa a più strati di cui percepiamo la consistenza mutevole.
Con i suoi dipinti concepiti come una grande installazione, Beppe Sabatino si diverte ad uscire dalla pittura. E, tuttavia, ne resta sedotto, incantato, ma è come se non gli fosse possibile rimanerle fedele.
Il visitatore che si trova davanti ai suoi quadri, allestiti insieme, senza soluzione di continuità, ha la sensazione di vedere scorrere le immagini davanti a sé come se si trovasse davanti ad uno schermo.
Secondo la definizione dell’artista queste opere “vivono di vita propria”.
E’ evidente: se lo facessero magari sarebbero solamente quadri….
Non che non lo siano, ma hanno scelto di muoversi su una specie di doppio binario, di contenere una vita parallela.
Questo perché le immagini di cui parliamo nascono da un movimento, da un cammino, anzi da una passeggiata.
Da diverse giornate spese in quell’attività meravigliosa e per qualche fortunato individuo anche feconda, ricca di stimoli e di suggestioni, che è quella del flaneur. Ed è questo che vogliono restituire.
Lea Mattarella
Rosanna Ruscio
23
febbraio 2006
Beppe Sabatino – Tempiduri
Dal 23 febbraio al 10 marzo 2006
arte contemporanea
Location
SPAZIOINMOSTRA
Milano, Via Luigi Cagnola, 26, (Milano)
Milano, Via Luigi Cagnola, 26, (Milano)
Orario di apertura
da lunedì a giovedì 16-20, venerdì 12-16, fuori orario su appuntamento
Vernissage
23 Febbraio 2006, ore 19
Autore


