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Pietro Fortuna – Saulo
Pietro Fortuna presenta una serie di lavori che per sua consuetudine sono l’espressione di un unico momento progettuale
Comunicato stampa
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Saulo è Paolo, colui che fa esperienza della presenza di dio attraverso una luce abbagliante, una luce così intensa da negare alla vista ogni cosa. In realtà non si tratta di un vero accecamento o di un'amnesia visiva, Saulo in quella luce vede l'inesistenza stessa delle cose. Vede le creature come un nulla poiché dio ha l'essere di tutte le creature in sé. Egli è un essere che ha l'essere in sé. Dunque si possono trarre due conclusioni: che dio si esperisce nel nulla e che riconoscere tutte le creature in dio significa conoscerle come un nulla.
Pietro Fortuna presenta una serie di lavori che per sua consuetudine sono l'espressione di un unico momento progettuale.
La loro presenza non innesca delle relazioni, quanto la compresenza di oggetti presi così come si ritaglia una porzione di paesaggio attraverso lo sguardo.
Le migliaia di immagini pellicolari, quasi inconsistenti (che nella mostra vengo presentate avvolte in forma di cilindro), si ispessiscono sino a gettarsi in una forma. E' questo un tema caro all'artista: ovvero l'andare del disegno verso il volume nella flagranza di un'azione elementare, quasi biologica. Il farsi corpo di cui l'ultima immagine è pura nudità.
Al di là di una lettura con riferimento al sacro, all'artista qui interessa cogliere ancora una volta l'aspetto improduttivo dell'immagine che si rimette al silenzio senza l'artificio della riduzione o dell'astrazione. Non viene indicata alcuna via che porta le cose a esaurirsi nel nulla, né vengono offerti indizi sulla loro provenienza di cui il nulla si identificherebbe come atto originario.
Soltanto la distrazione dello sguardo, sembra suggerirci l'artista, potrà inaugurare una nuova visione.
Completano la mostra un'installazione in ferro e una serie di grandi disegni a parete.
Pietro Fortuna presenta una serie di lavori che per sua consuetudine sono l'espressione di un unico momento progettuale.
La loro presenza non innesca delle relazioni, quanto la compresenza di oggetti presi così come si ritaglia una porzione di paesaggio attraverso lo sguardo.
Le migliaia di immagini pellicolari, quasi inconsistenti (che nella mostra vengo presentate avvolte in forma di cilindro), si ispessiscono sino a gettarsi in una forma. E' questo un tema caro all'artista: ovvero l'andare del disegno verso il volume nella flagranza di un'azione elementare, quasi biologica. Il farsi corpo di cui l'ultima immagine è pura nudità.
Al di là di una lettura con riferimento al sacro, all'artista qui interessa cogliere ancora una volta l'aspetto improduttivo dell'immagine che si rimette al silenzio senza l'artificio della riduzione o dell'astrazione. Non viene indicata alcuna via che porta le cose a esaurirsi nel nulla, né vengono offerti indizi sulla loro provenienza di cui il nulla si identificherebbe come atto originario.
Soltanto la distrazione dello sguardo, sembra suggerirci l'artista, potrà inaugurare una nuova visione.
Completano la mostra un'installazione in ferro e una serie di grandi disegni a parete.
24
febbraio 2006
Pietro Fortuna – Saulo
Dal 24 febbraio all'undici aprile 2006
arte contemporanea
Location
LA NUOVA PESA CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Via Del Corso, 530, (Roma)
Roma, Via Del Corso, 530, (Roma)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 10.30-13 e 15.30-19
Vernissage
24 Febbraio 2006, ore 19
Autore
Curatore


