Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Benedetta Alfieri – Non calpestare le margherite
attraverso il mezzo fotografico abiti e oggetti sviluppano una riflessione sul senso dell’abitare, sull’identità e sul corpo
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Sabato 11 febbraio alle ore 18.00 inaugura, presso Orfeo Hotel contemporary art project, la mostra di Benedetta Alfieri dal titolo Non calpestare le margherite.
La mostra, presentata e curata da Comunicattive, che firma il testo critico, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 22 febbraio 2006.
L'opera di Benedetta Alfieri muove dalla pratica di raccolta di indumenti usati e dal racconto fotografico di un'umanità dissolta; attraverso il mezzo fotografico abiti e oggetti sviluppano una riflessione sul senso dell'abitare, sull'identità e sul corpo. Per la mostra bolognese l’artista presenta un’installazione composta da stampe fotografiche a dimensioni reali, su fondo bianco, e una moltitudine di piccole immagini. Il gioco dell'autrice si esplicita nel movimento di aggregazione e disgregazione che l'occhio esercita tra l'abito e il modulo decorativo dell'abito stesso e nel movimento di senso tra il titolo della mostra e gli oggetti fotografati. Il motivo floreale del vestito si ripete centinaia di volte, grazie a piccole stampe allestite a terra come una seconda pelle, andando a creare un simbolico campo di margherite ma anche un campo di forze materiali e simboliche quale è appunto il corpo o meglio, nel caso specifico, l’assenza di corpo. A completare l'evento artistico saranno i comportamenti dei fruitori della mostra che decideranno se assecondare la vena esplicitamente giocosa del titolo: calpestare, raccogliere o contemplare le margherite fotografiche.
Testo critico a cura di Comunicattive
Il presente postmoderno, in cui ogni traccia della linearità del Progresso sembra essersi dissolta insieme alla Storia, ha ingerito e ormai digerito trasformazioni profonde delle strutture del pensiero umano, della percezione dello spazio e del tempo, del senso del mondo e dell’immagine che gli individui elaborano di se stessi. In un mondo sempre più compatto e al contempo frammentato, in cui l’immediatezza della comunicazione elimina le distanze fisiche e i flussi virtuali smaterializzano i processi sociali, in un mondo in cui le grandi meta-narrazioni sono scomparse, sommerse dall’esplosione delle micronarrazioni, e l’ipertrofia di racconti e immaginari supera qualsiasi possibilità di riconoscimento di senso, cosa accade all’identità di donne e uomini, che fine fanno i corpi? Attraverso il suo lavoro, Benedetta Alfieri ci suggerisce, con la leggerezza ed essenzialità del suo tratto fotografico, che il corpo si smaterializza, ma senza eclissarsi totalmente, di esso rimane infatti la sagoma disegnata nello spazio da un vestito, la pelle sociale che il corpo abita, lo “spazio tra” che separa e al contempo collega il corpo e il mondo. L’identità di questo corpo invisibile si frammenta come un frattale in un motivo ripetuto all’infinito, si decompone e ricompone, si moltiplica in una distesa di margherite, evocando l’identità nomade di Rosi Braidotti, il rizoma di Deleuze e Guattari. Come a dire che l’identità, ritagliata su uno sfondo bianco, esiste solo come idea, come figurazione in un astratto fuori dal tempo e al di là dello spazio, nel momento in cui noi la costruiamo come tale, e che nel flusso in divenire della vita essa si dà come percorso tra tracce disseminate. L’identità di questo corpo incorporeo che esiste, nonostante la sua assenza, nell’abito che essa abita, si costituisce in questa mostra nel movimento di aggregazione e disgregazione che l'occhio esercita tra l'abito e il motivo decorativo dell'abito stesso.
L’identità diventa allora un gioco, un puzzle, un movimento, un moltiplicarsi di identità multiple, interrelate e posizionate, tenute insieme dalla trama di un tessuto. E questa trama si fa memoria, memoria del vissuto del corpo che l’abito in-corpora. In questa memoria l’abito ci racconta la storia di una discendenza tra donne, evocando, attraverso le strofe fotografiche di una poesia per immagini, corpi e vite femminili e le loro relazioni materiali, simboliche, affettive che nell’abito convergono. Nel percorso di ricerca ed elaborazione artistica di Benedetta, l’abito si fa così segno di un vissuto femminile che nel suo ordito si traccia come tessuto della relazione con l’altra, l’abito è il racconto che con il suo passaggio o ritrovamento si compie, è, al di là di qualsiasi documentazione, un reperto delle memorie individuali che si fanno memoria condivisa delle donne.
Note Biografiche
Comunicattive è una giovane realtà creativa che opera in modo trasversale e versatile nel campo della comunicazione. Nata dall’incontro progettuale e professionale di tre giovani donne, con percorsi formativi e lavorativi nell’ambito dell’arte, del cinema e della comunicazione sociale, il gruppo si caratterizza per la sperimentazione di modalità comunicative gender-oriented, per la ricerca stilistica e l’approfondimento tematico, per l’attenzione alle nuove esperienze e ai percorsi femminili nell’ambito della produzione artistica e culturale. Fortemente motivata all’incontro, alla messa in rete e alla collaborazione con esperienze creative animate da donne, Comunicattive ha realizzato, in collaborazione con Orfeo Hotel e Interno 9, una mostra collettiva di giovani artiste (Benedetta Alfieri, Elisa La Raia, Elisa Gattafoni, Barbara Gaddi) in occasione dell’inaugurazione della propria sede. Impegnata nella costruzione di un database digitale di artisti/e, Comunicattive dedica ogni mese una vetrina sul proprio sito alla presentazione dell’opera di un’artista. Attualmente sta collaborando a due differenti produzioni: il progetto di video arte Training di Margherita Moscardini e il progetto coreografico per immagini e corpo Movimento Futurista di Sabrina Naspi.
Benedetta Alfieri nasce a Parma nel 1973. Si è laureata in Filosofia presso l'Università di Bologna e si è successivamente diplomata in Fotografia presso il CFP Bauer di Milano, ex Umanitaria. A questa formazione si aggiunge la partecipazione a numerosi seminari e laboratori di fotografia, ultimi dei quali condotti da John Gossage (2003) e da Dominique Auerbacher (2004) presso l’associazione culturale Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera (RE).
Le sue opere sono state inserite in numerose mostre collettive e selezioni nazionali, tra cui Premio Interfacce: Fotoesordio 03, organizzato dal MIFAV (Museo dell’Immagine Fotografica e delle Arti Visuali) dell’Università Tor Vergata; nel 2004 Foto Around, una selezione di 15 nuovi autori a cura della Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino; nel 2004 ha vinto il primo premio nella IX edizione del “Premio Nazionale di Fotografia Riccardo Pezza” esponendo al Palazzo della Triennale di Milano e sempre nel 2004 è uno dei quattro fotografi scelti per “Praiano 04 – Il racconto di un altro luogo – Work in progress”, campagna fotografica a cura di Laure Boudet, con il coordinamento di Roberta Valtorta e Mara Campana. Nel 2005 presenta, a cura di Lucia Miodini, la personale Album bianco presso il Laboratorio delle Arti di Piacenza e il suo lavoro viene inserito nell'archivio on line www.fotodonna.net insieme ad altre fotografe italiane tra cui Isabella Balena, Giuliana Sgrena, Maura Banfo.
11
febbraio 2006
Benedetta Alfieri – Non calpestare le margherite
Dall'undici al 22 febbraio 2006
arte contemporanea
Location
ORFEO HOTEL
Bologna, Via Orfeo, 4A, (Bologna)
Bologna, Via Orfeo, 4A, (Bologna)
Orario di apertura
tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00
il mercoledì e il giovedì dalle 10.30 alle 12.30
Vernissage
11 Febbraio 2006, ore 18
Ufficio stampa
COMUNICATTIVE
Autore

