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Albano Morandi – Ambiguo / Antigrazioso
Si tratta di oggetti di basso profilo, a bon marché, inficiati con il collage, l’assemblaggio, il colore o la grafite
Comunicato stampa
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<> [Paul Auster].
Nonostante le dottrine spirituali ammoniscano sull'ineluttabilità del destino dall'altra ci confortano con la promessa di una rinascita Alla maniera in cui il fuoco trasforma in fuoco ciò che brucia, l'arte porta alla continua catarsi della realtà e così pure del suo fucinatore. Le opere di Albano Morandi paventano il distacco dal mondo con-dividendo la metafora delle cose e la definizione delle cose stesse. Esse rifiutano lo specifico quanto l'immediato, si fanno portatrici di quella che Walter Guadagnini ravvisa essere la certezza <>. Nell'imperante condizione del ready-made, l'atto del "recupero" sottende all'elisir di nuova, lunga vita; in tale processo di reversibilità - di ciò che non serve più ed è confinato nell'oblio - il divenire porta con sé sostanziali differenze (verrebbe da dire di carattere poetico) che scardinano l'oggetto ordinario.
Si tratta di oggetti di basso profilo, a bon marché, inficiati con il collage, l'assemblaggio, il colore o la grafite.
Morandi li chiama "Gesti quotidiani" poiché sono pervasi da una naturalezza del fare che accresce quella dell'essere. C'è poi l'ordine, di tipo geometrico, ottenuto con del nastro adesivo colorato, a tracciare bande regolari sulle superfici-supporti, bienséance dell'astrazione la cui autorità si è finalmente addolcita: meno intransingente verso l'assoluto, più incline al gioco. Le opere che si richiamano alla pittura si avvalgono di una patina "calda" come la cera, le opere che si rifanno alla scultura prediligono invece un materiale "freddo" quale il gesso, ma né le une né le altre si lasciano veramente incasellare nei generi, sconfinano di stile in stile, di accidente in accidente. Del resto sarebbe come voler rinchiudere una bestia in un serraglio, la contumacia le darà ragione su ogni altro guitto (bestia trionfans!) perché il fremito di vita e di libertà vince la paura della mortalità che tanto attanaglia il mondo occidentale.
Alberto Zanchetta
Nonostante le dottrine spirituali ammoniscano sull'ineluttabilità del destino dall'altra ci confortano con la promessa di una rinascita Alla maniera in cui il fuoco trasforma in fuoco ciò che brucia, l'arte porta alla continua catarsi della realtà e così pure del suo fucinatore. Le opere di Albano Morandi paventano il distacco dal mondo con-dividendo la metafora delle cose e la definizione delle cose stesse. Esse rifiutano lo specifico quanto l'immediato, si fanno portatrici di quella che Walter Guadagnini ravvisa essere la certezza <
Si tratta di oggetti di basso profilo, a bon marché, inficiati con il collage, l'assemblaggio, il colore o la grafite.
Morandi li chiama "Gesti quotidiani" poiché sono pervasi da una naturalezza del fare che accresce quella dell'essere. C'è poi l'ordine, di tipo geometrico, ottenuto con del nastro adesivo colorato, a tracciare bande regolari sulle superfici-supporti, bienséance dell'astrazione la cui autorità si è finalmente addolcita: meno intransingente verso l'assoluto, più incline al gioco. Le opere che si richiamano alla pittura si avvalgono di una patina "calda" come la cera, le opere che si rifanno alla scultura prediligono invece un materiale "freddo" quale il gesso, ma né le une né le altre si lasciano veramente incasellare nei generi, sconfinano di stile in stile, di accidente in accidente. Del resto sarebbe come voler rinchiudere una bestia in un serraglio, la contumacia le darà ragione su ogni altro guitto (bestia trionfans!) perché il fremito di vita e di libertà vince la paura della mortalità che tanto attanaglia il mondo occidentale.
Alberto Zanchetta
05
febbraio 2006
Albano Morandi – Ambiguo / Antigrazioso
Dal 05 al 17 febbraio 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA MIRALLI – PORTICO DELLA GIUSTIZIA XII SEC.
Viterbo, Via San Lorenzo, 57, (Viterbo)
Viterbo, Via San Lorenzo, 57, (Viterbo)
Orario di apertura
17,30-19,30 - esclusi festivi
Vernissage
5 Febbraio 2006, ore 11
Autore


