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Le forme della coscienza
mostra in occasione della Giornata della Memoria
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Tra le numerose manifestazioni che Genova organizza per la Giornata della Memoria, l’Assessorato alla Cultura del Comune e il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, in collaborazione con il Centro Culturale Primo Levi, promuovono l’iniziativa Le forme della coscienza a Palazzo Ducale nella Loggia degli Abati fino al 12 febbraio.
Per questa importante ricorrenza Fabio Mauri presenta l’installazione Il Muro Occidentale o del Pianto. L’opera, già esposta alla Biennale di Venezia del 1993, è un muro di quattro metri realizzato con valigie di cuoio, legno, stoffa, tutte appartenute a persone che hanno subito la deportazione. Simboli drammatici di varia umanità unita nel destino di sradicamento e di esilio, dove l’elemento di ingombro fisico e di separazione, cioè il muro, diviene prevalente. Lo spettatore si ritrova sempre immerso in una realtà in cui non può fare a meno di sentirsi partecipe e responsabile. I linguaggi come l’ideologia e i messaggi di prevalenza etica vengono considerati come cose, oggetti, con tutta la pesantezza e la corporeità. Nelle sue opere Fabio Mauri ha sempre affrontato la tematica del dolore e della memoria in maniera intensa, impegnata e allo stesso tempo poetica, rielaborando l’esperienza collettiva della guerra e lo shock provocato dalla scoperta degli orrori dei campi di concentramento attraverso un linguaggio artistico che combina impegno pubblico e politico, affrontando temi come la violenza sociale e la responsabilità dell’individuo nel contesto storico.
Il Muro del Pianto quindi, testimonianza della persecuzione subita dal popolo ebraico, nel suo forte impatto plastico e architettonico si erge a monito per una collettiva esigenza a non dimenticare.
Sempre nella Loggia degli Abati, Giuliano Menegon in questa circostanza espone nel ciclo pittorico Rammenta con me. Du denk mit mir (Paul Celan) la sua recente produzione artistica ispirata, sul tema della memoria, ai versi poetici di Paul Celan.
LA sua pittura è da sempre caratterizzata da una totale adesione alla musicalità dei versi poetici e allo spirito narrativo di alcuni tra i più significativi episodi letterari del ‘900, da Eliot a Rilke, da Montale a Bernhard, in una costante sinergia tra differenti contesti linguistici che hanno segnato il passaggio da una radicale astrazione ad una larvata figurazione, attraverso la riduzione della tavolozza cromatica, fino ad arrivare a una quasi totale alternanza tra bianco e nero.
Per questa importante ricorrenza Fabio Mauri presenta l’installazione Il Muro Occidentale o del Pianto. L’opera, già esposta alla Biennale di Venezia del 1993, è un muro di quattro metri realizzato con valigie di cuoio, legno, stoffa, tutte appartenute a persone che hanno subito la deportazione. Simboli drammatici di varia umanità unita nel destino di sradicamento e di esilio, dove l’elemento di ingombro fisico e di separazione, cioè il muro, diviene prevalente. Lo spettatore si ritrova sempre immerso in una realtà in cui non può fare a meno di sentirsi partecipe e responsabile. I linguaggi come l’ideologia e i messaggi di prevalenza etica vengono considerati come cose, oggetti, con tutta la pesantezza e la corporeità. Nelle sue opere Fabio Mauri ha sempre affrontato la tematica del dolore e della memoria in maniera intensa, impegnata e allo stesso tempo poetica, rielaborando l’esperienza collettiva della guerra e lo shock provocato dalla scoperta degli orrori dei campi di concentramento attraverso un linguaggio artistico che combina impegno pubblico e politico, affrontando temi come la violenza sociale e la responsabilità dell’individuo nel contesto storico.
Il Muro del Pianto quindi, testimonianza della persecuzione subita dal popolo ebraico, nel suo forte impatto plastico e architettonico si erge a monito per una collettiva esigenza a non dimenticare.
Sempre nella Loggia degli Abati, Giuliano Menegon in questa circostanza espone nel ciclo pittorico Rammenta con me. Du denk mit mir (Paul Celan) la sua recente produzione artistica ispirata, sul tema della memoria, ai versi poetici di Paul Celan.
LA sua pittura è da sempre caratterizzata da una totale adesione alla musicalità dei versi poetici e allo spirito narrativo di alcuni tra i più significativi episodi letterari del ‘900, da Eliot a Rilke, da Montale a Bernhard, in una costante sinergia tra differenti contesti linguistici che hanno segnato il passaggio da una radicale astrazione ad una larvata figurazione, attraverso la riduzione della tavolozza cromatica, fino ad arrivare a una quasi totale alternanza tra bianco e nero.
21
gennaio 2006
Le forme della coscienza
Dal 21 gennaio al 12 febbraio 2006
arte contemporanea
serata - evento
serata - evento
Location
PALAZZO DUCALE
Genova, Piazza Giacomo Matteotti, 9, (Genova)
Genova, Piazza Giacomo Matteotti, 9, (Genova)
Orario di apertura
da martedì a domenica 10.00-13-00 e 15.30-19.00
Vernissage
21 Gennaio 2006, ore 18.30
Autore


