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Tino Stefanoni – in caso di neve
La mostra sara’ composta di otto piccole tele imperniate sul paesaggio innevato
Comunicato stampa
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Niente è mai ovvio. La neve che si adagia sul paesaggio disperde il senso del colore, pochi toni di rosso, qualche verde, solo grandi campiture di bianco sotto la volta di un cielo ora plumbeo, ora serotino, mentre albeggia oppure tramonta. È una sensazione alquanto strana; di solito quando si guarda il mondo fuori da una finestra è il grigio a coprire le cose, grigio è il cemento, la pietra, l’acciaio di cui sono fatte le case, grigie come la routine o la sporcizia. Molte, troppe cose si tingono di grigio ma per una volta è il bianco a trascolorarle. La neve adempie al ruolo del prisma newtoniano: anche se non si vedono, i blu, i gialli, i viola, gli arancio non se ne sono andati, sono tutti lì, nel bianco-nulla che assorbe ogni colore. In un candore che mistifica la banalità perché, come recita un paradosso, anche all’inferno può nevicare! Poche tracce, pochi elementi è quanto serve ai rarefatti e silenti paesaggi di Tino Stefanoni. Sono luoghi slavati, assoluti, ineffabili, simboli che [si] nascondono e [si] rivelano nel teatro del mondo. In essi concorre tanto la logica quanto l’immaginazione dacché ci appaiono “relativamente conosciuti” (l’etimologia della parola conoscenza si rifà all’espressione “nascere con/nascere insieme”, ed è ciò che accade a questi quadri, concepiti in simultanea con l’orasis e la noesis, così lontani dall’uomo, così diversi dalla natura, eppur così affini a loro). Paesaggi inabitati se non dal pittore stesso che non ha bisogno di farne parte, mantengono una distanza rispetto al piano frontale, retrocedono senza fuggire dalla realtà che ben conosciamo. La specificità dei soggetti si fa memore degli inventari e degli elenchi di cose dipinti da Stefanoni con esemplare perizia negli anni Settanta-Ottanta, rappresentazioni corali, perentorie, che cedono il passo alla souplesse di un’architettura solitaria. Ma all’economia dell’immagine corrisponde il dispendio della pittura, nient’affatto ovvia, impossibilitata d’esserlo. E nel tutto che non è mai banale ritroviamo sia lo screziato sia il murmure della vita che credevamo nascosti chissà dove. Alberto Zanchetta
AndreA Arte ContemporaneA inaugua giovedi' 19 gennaio alle ore 18 una mostra personale di Tino Stefanoni nello spazio A2 in Via dell'Edilizia 56 a Vicenza. Tino Stefanoni e' nato a Lecco nel 1937 dove attualmente vive e lavora. La mostra sara' composta di otto piccole tele imperniate sul paesaggio innevato. Per l'occasione viene pubblicato un piccolo catalogo/oggetto con testo di Alberto Zanchetta. Sara' presente l'artista.
AndreA Arte ContemporaneA inaugua giovedi' 19 gennaio alle ore 18 una mostra personale di Tino Stefanoni nello spazio A2 in Via dell'Edilizia 56 a Vicenza. Tino Stefanoni e' nato a Lecco nel 1937 dove attualmente vive e lavora. La mostra sara' composta di otto piccole tele imperniate sul paesaggio innevato. Per l'occasione viene pubblicato un piccolo catalogo/oggetto con testo di Alberto Zanchetta. Sara' presente l'artista.
19
gennaio 2006
Tino Stefanoni – in caso di neve
Dal 19 gennaio al 19 febbraio 2006
arte contemporanea
Location
A2 GALLERY
Vicenza, Via Dell'edilizia, 56, (Vicenza)
Vicenza, Via Dell'edilizia, 56, (Vicenza)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 16,30-19,30
Vernissage
19 Gennaio 2006, ore 18
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