Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Daniela Comani – Un matrimonio felice_Eine glückliche Ehe.
Sono io stessa il soggetto del lavoro, autoritratta due volte: nel ruolo di marito e di moglie, una felice coppia sposata
Comunicato stampa
Segnala l'evento
“Sono io stessa il soggetto del lavoro, autoritratta due volte: nel ruolo di marito e di moglie, rappresentati come felice coppia sposata”. Queste le parole con cui Daniela Comani - artista italiana residente a Berlino - introduce il progetto fotografico Eine glückliche Ehe/Un matrimonio felice (2003-2005), presentato a Careof dal 18 gennaio all’8 febbraio 2006.
Ritratti in diversi momenti del quotidiano – mentre passeggiano lungo la spiaggia, seduti una di fronte all'altro in cucina, stesi sul letto o durante le vacanze in Giappone – solo ad un esame attento i protagonisti del Matrimonio felice svelano la strana e inquietante somiglianza. “Non si tratta di stilizzazione sessuale o travestimento” precisa l’artista, quanto piuttosto di una ricerca sui codici di comportamento e sulla propria identità, con un continuo rimando dal micro al macrocosmo. Attraverso la banale riproduzione del cliché maschile-femminile, Comani indaga nel profondo individuale e sociale: ‘viaggiare, andare in auto, spiegare’ rappresentano il campo di competenza maschile; ‘ascoltare, comunicare, lasciarsi guidare, essere dediti’ qualità femminili.
Un matrimonio felice ha in sè una forte componente performativa. Una fase lunga e riservata di costruzione del personaggio precede lo scatto fotografico, seguito poi dal lavoro minuzioso di rifinitura e di fotomontaggio digitale: “i vestiti e gli accessori che indosso nelle riprese fotografiche fanno parte del mio guardaroba quotidiano. I volti non sono stati manipolati al computer; mimica e portamento determinano, assieme a barba e trucco, la riuscita dei due differenti ruoli”.
Quasi trame che si sviluppano nel corso del tempo con coerenza, ma anche con una sorta di positiva ossessione, i lavori di Daniela Comani sottolineano spesso la molteplicità e il pluralismo possibile di quanto ci circonda. Non esiste un’unica verità, piuttosto infinite possibilità.
Allo spettatore, con cui l’artista sviluppa una forma di complicità, resta il piacere di decifrare i segni di cui l’opera è disseminata, andando a ricostruire il racconto di Un matrimonio felice, così come – altrove - l’immagine di un puzzle (Spiel doch mit! Gioca anche tu, 1999), che riproduce rappresentazioni salvate dal flusso televisivo, o le sorti di un’ipotetico ‘Io’ che nell’installazione sonora Ich war’s. Tagenbuch 1900-1999 (Sono stata io. Diario 1900-1999) legge il proprio diario, dove sono raccolti 365 fatti di portata storica, descritti come se accaduti a quell’unica voce narrante, che impersona dunque Einstein, Hitler, Hiroito...
Vincitrice di numerose borse di studio quali International Exchange of Contemporary Artist in Residence Kanazawa, Giappone, Daniela Comani (Bologna 1965) vive e lavora a Berlino dal 1989. www.danielacomani.net // Selezione mostre: 2005: Orientalismi, Studio la Città, Verona; Goldrausch 2005, Kunstraum Kreuzberg/Bethanien, Berlin; A happy Marriage #3, Kanazawa Yuwaku sousako no mori, Giappone. 2004: Portraits, Esso Gallery, New York. 2003: Catch me if you can, National Gallery of Arts, Tirana. 2001: Maebashi Festival of Arts, Center of Art Maebashi, Giappone. 1997: Zeichnungen, Fotoarbeiten, Kunstverein Braunschweig. 1993: More than zero, Centre National d´Art Contemporain de Grenoble, Francia.
Ritratti in diversi momenti del quotidiano – mentre passeggiano lungo la spiaggia, seduti una di fronte all'altro in cucina, stesi sul letto o durante le vacanze in Giappone – solo ad un esame attento i protagonisti del Matrimonio felice svelano la strana e inquietante somiglianza. “Non si tratta di stilizzazione sessuale o travestimento” precisa l’artista, quanto piuttosto di una ricerca sui codici di comportamento e sulla propria identità, con un continuo rimando dal micro al macrocosmo. Attraverso la banale riproduzione del cliché maschile-femminile, Comani indaga nel profondo individuale e sociale: ‘viaggiare, andare in auto, spiegare’ rappresentano il campo di competenza maschile; ‘ascoltare, comunicare, lasciarsi guidare, essere dediti’ qualità femminili.
Un matrimonio felice ha in sè una forte componente performativa. Una fase lunga e riservata di costruzione del personaggio precede lo scatto fotografico, seguito poi dal lavoro minuzioso di rifinitura e di fotomontaggio digitale: “i vestiti e gli accessori che indosso nelle riprese fotografiche fanno parte del mio guardaroba quotidiano. I volti non sono stati manipolati al computer; mimica e portamento determinano, assieme a barba e trucco, la riuscita dei due differenti ruoli”.
Quasi trame che si sviluppano nel corso del tempo con coerenza, ma anche con una sorta di positiva ossessione, i lavori di Daniela Comani sottolineano spesso la molteplicità e il pluralismo possibile di quanto ci circonda. Non esiste un’unica verità, piuttosto infinite possibilità.
Allo spettatore, con cui l’artista sviluppa una forma di complicità, resta il piacere di decifrare i segni di cui l’opera è disseminata, andando a ricostruire il racconto di Un matrimonio felice, così come – altrove - l’immagine di un puzzle (Spiel doch mit! Gioca anche tu, 1999), che riproduce rappresentazioni salvate dal flusso televisivo, o le sorti di un’ipotetico ‘Io’ che nell’installazione sonora Ich war’s. Tagenbuch 1900-1999 (Sono stata io. Diario 1900-1999) legge il proprio diario, dove sono raccolti 365 fatti di portata storica, descritti come se accaduti a quell’unica voce narrante, che impersona dunque Einstein, Hitler, Hiroito...
Vincitrice di numerose borse di studio quali International Exchange of Contemporary Artist in Residence Kanazawa, Giappone, Daniela Comani (Bologna 1965) vive e lavora a Berlino dal 1989. www.danielacomani.net // Selezione mostre: 2005: Orientalismi, Studio la Città, Verona; Goldrausch 2005, Kunstraum Kreuzberg/Bethanien, Berlin; A happy Marriage #3, Kanazawa Yuwaku sousako no mori, Giappone. 2004: Portraits, Esso Gallery, New York. 2003: Catch me if you can, National Gallery of Arts, Tirana. 2001: Maebashi Festival of Arts, Center of Art Maebashi, Giappone. 1997: Zeichnungen, Fotoarbeiten, Kunstverein Braunschweig. 1993: More than zero, Centre National d´Art Contemporain de Grenoble, Francia.
18
gennaio 2006
Daniela Comani – Un matrimonio felice_Eine glückliche Ehe.
Dal 18 gennaio all'otto febbraio 2006
arte contemporanea
Location
CAREOF – FABBRICA DEL VAPORE
Milano, Via Giulio Cesare Procaccini, 4, (Milano)
Milano, Via Giulio Cesare Procaccini, 4, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30
Vernissage
18 Gennaio 2006, ore 18.30
Autore
Curatore




