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Carla, Salvo e i siciliani
Anche la storia dell’arte è fatta di migrazioni, trasferimenti, viaggi di sola andata, intrisi di stupore e di nostalgia. Carla, Salvo e i siciliani parte da due racconti condivisibili da diverse generazioni di padri e figli nell’Italia dal secondo dopoguerra a oggi
Comunicato stampa
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Anche la storia dell’arte è fatta di migrazioni, trasferimenti, viaggi di sola andata, intrisi di stupore e di nostalgia. Carla, Salvo e i siciliani parte da due racconti condivisibili da diverse generazioni di padri e figli nell’Italia dal secondo dopoguerra a oggi.
Carla Accardi, una delle prime pittrici italiane a meritarsi così tanto credito fin da giovane da essere accettata in un gruppo di artisti uomini, é nata a Trapani nel 1924. Nel 1946 si trasferisce a Roma dove è tra i fondatori di Forma con Sanfilippo, Dorazio, Perilli, Consagra e Turcato. Una lunga carriera caratterizzata dalla sperimentazione cromatica – dalle linee nere su fogli bianchi ai colori luminescenti – dalla ricerca sui materiali – dalle tele grezze ai fogli di silicofoil - fino a quella sullo spazio - dalle superfici bidimensionali alle creazioni percorribili.
Salvo é nato a Leonforte (Enna) nel 1947. Dai primi anni ‘60 si trasferisce a Torino, dove vive tuttora. Ancora molto giovane frequenta l’ambiente dell’Arte Povera, ma é nella pittura che sviluppa la propria ricerca, diventando uno dei più importanti artisti della sua generazione, mescolando da sempre con abilità il dipingere con la concettualità.
Roma e Torino, insieme a Milano, offrivano allora un panorama artistico fertile, innovativo e stimolante, molto distante dalla realtà siciliana del tempo.
Al pari di altre regioni italiane, o forse anche di più, da almeno un decennio la Sicilia é invece un luogo aperto alle nuove tendenze dell’arte contemporanea e ai suoi linguaggi espressivi, al punto che sia nella pittura sia in altri linguaggi come il cinema, già negli anni ’90 si è parlato di scuola siciliana. Alcuni artisti come Alessandro Bazan, i Saccardi, Di Piazza, Di Marco, insieme ai più giovani Abbate, Buglisi e Prestia usciti dall’Accademia di via del Papireto a Palermo (dove ha insegnato anche il curatore Luca Beatrice), hanno deciso di restare a vivere in Sicilia perché la considerano fonte di ispirazione eccezionale. Altri come Lauretta e De Grandi pur essendosi trasferirti da tempo a Torino e Milano conservano nel lavoro e nella parlata un’atmosfera e un accento inconfondibili.
Carla, Salvo e i siciliani è dunque una mostra su passato, presente e futuro nell’arte di questa terra. Ne sono una testimonianza il tratto pittorico veloce e fortemente comunicativo di Alessandro Bazan, le preziose e variopinte stoffe di Andrea Buglisi, la pittura dissacrante e irriverente del Laboratorio Saccardi, i lavori volubili, impietosi e graffianti di Francesco De Grandi. E ancora, ci sono i dipinti realistici di Francesco Lauretta che raccontano storie e luoghi di Sicilia, ma anche l’arte fluida e versatile di Adalberto Abbate, le figure e i luoghi stravaganti e surreali di Fulvio Di Piazza, i paesaggi di Andrea Di Marco e gli scatti fotografici cinici e ironici Marco Prestia.
Carla Accardi, una delle prime pittrici italiane a meritarsi così tanto credito fin da giovane da essere accettata in un gruppo di artisti uomini, é nata a Trapani nel 1924. Nel 1946 si trasferisce a Roma dove è tra i fondatori di Forma con Sanfilippo, Dorazio, Perilli, Consagra e Turcato. Una lunga carriera caratterizzata dalla sperimentazione cromatica – dalle linee nere su fogli bianchi ai colori luminescenti – dalla ricerca sui materiali – dalle tele grezze ai fogli di silicofoil - fino a quella sullo spazio - dalle superfici bidimensionali alle creazioni percorribili.
Salvo é nato a Leonforte (Enna) nel 1947. Dai primi anni ‘60 si trasferisce a Torino, dove vive tuttora. Ancora molto giovane frequenta l’ambiente dell’Arte Povera, ma é nella pittura che sviluppa la propria ricerca, diventando uno dei più importanti artisti della sua generazione, mescolando da sempre con abilità il dipingere con la concettualità.
Roma e Torino, insieme a Milano, offrivano allora un panorama artistico fertile, innovativo e stimolante, molto distante dalla realtà siciliana del tempo.
Al pari di altre regioni italiane, o forse anche di più, da almeno un decennio la Sicilia é invece un luogo aperto alle nuove tendenze dell’arte contemporanea e ai suoi linguaggi espressivi, al punto che sia nella pittura sia in altri linguaggi come il cinema, già negli anni ’90 si è parlato di scuola siciliana. Alcuni artisti come Alessandro Bazan, i Saccardi, Di Piazza, Di Marco, insieme ai più giovani Abbate, Buglisi e Prestia usciti dall’Accademia di via del Papireto a Palermo (dove ha insegnato anche il curatore Luca Beatrice), hanno deciso di restare a vivere in Sicilia perché la considerano fonte di ispirazione eccezionale. Altri come Lauretta e De Grandi pur essendosi trasferirti da tempo a Torino e Milano conservano nel lavoro e nella parlata un’atmosfera e un accento inconfondibili.
Carla, Salvo e i siciliani è dunque una mostra su passato, presente e futuro nell’arte di questa terra. Ne sono una testimonianza il tratto pittorico veloce e fortemente comunicativo di Alessandro Bazan, le preziose e variopinte stoffe di Andrea Buglisi, la pittura dissacrante e irriverente del Laboratorio Saccardi, i lavori volubili, impietosi e graffianti di Francesco De Grandi. E ancora, ci sono i dipinti realistici di Francesco Lauretta che raccontano storie e luoghi di Sicilia, ma anche l’arte fluida e versatile di Adalberto Abbate, le figure e i luoghi stravaganti e surreali di Fulvio Di Piazza, i paesaggi di Andrea Di Marco e gli scatti fotografici cinici e ironici Marco Prestia.
10
dicembre 2005
Carla, Salvo e i siciliani
Dal 10 dicembre 2005 al 26 gennaio 2006
arte contemporanea
giovane arte
giovane arte
Location
ANDREA ARTE CONTEMPORANEA
Vicenza, Corso Andrea Palladio, 165, (Vicenza)
Vicenza, Corso Andrea Palladio, 165, (Vicenza)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 16,30-19,30
Vernissage
10 Dicembre 2005, ore 18-21
Autore
Curatore


