Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Jean Toche – Burn baby burn
Oltre cinquanta opere fotografiche per la prima personale italiana di Jean Toche
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Artandgallery inaugura il 2006 con la personale di Jean Toche, intitolata ³Burn baby burn², curata da Manuela Gandini,.
L¹artista belga, naturalizzato americano, fondatore negli anni settanta del Gaag il Guerilla Action Art Group - realizza giorno dopo giorno, come un monaco nel suo eremo a Staten Island, cartoline che commentano la situazione politica internazionale determinata dalle azioni del governo di Gorge W. Bush. In questo modo Toche mette in circolo una forma di disturbo e controinformazione tra politica e poetica - diretta a artisti, giornalisti, critici, abitanti in varie parti del mondo. Ogni mattina Toche imbuca una cinquantina di cartoline tutte uguali, che denunciano la violenta distorsione del potere attraverso la descrizione di fatti contingenti. I fatti dichiarati, tratti da commentatori politici e arricchiti delle sue osservazioni, sono sempre accompagnati da una foto dell¹autore, che si descrive attraverso l¹autoscatto, a seconda delle ultime dichiarazioni di Bush, degli ultimi ostaggi occidentali, dei nuovi bombardamenti o delle periferie incendiate. Toche, sorvegliato speciale del governo americano, è diventato per i destinatari delle ³cartoline², una presenza costante, insinuante e delicata: la coscienza sporca dell¹america puritana. Le sue osservazioni sono caustiche e attente, al punto che anche alcuni giornalisti del ³New York Time² inseriti nella sua mailing list, traggono spunto, alcuni giorni dopo il ricevimento dell¹opera, dalle sue affermazioni.
Il rapporto tra l¹eremita Jean Toche e il mondo, si esplica attraverso la parola pubblica e l¹immagine privata, nella creazione di una minuscola rete d¹informazione che ribalta l¹ufficialità. Il volto dell¹artista Jean Toche, attraverso manipolazioni grafiche o particolari mise en scene, assume l¹aspetto del fatto commentato. E nei 365 giorni si forma un diario minimo, una biografia pubblica e privata che circola nel mondo.
Le cartoline, nella mostra ³Burn baby burn², sono diventate come manifesti, hanno assunto un aspetto movimentista e parlano il linguaggio degli anni duemila.
L¹artista belga, naturalizzato americano, fondatore negli anni settanta del Gaag il Guerilla Action Art Group - realizza giorno dopo giorno, come un monaco nel suo eremo a Staten Island, cartoline che commentano la situazione politica internazionale determinata dalle azioni del governo di Gorge W. Bush. In questo modo Toche mette in circolo una forma di disturbo e controinformazione tra politica e poetica - diretta a artisti, giornalisti, critici, abitanti in varie parti del mondo. Ogni mattina Toche imbuca una cinquantina di cartoline tutte uguali, che denunciano la violenta distorsione del potere attraverso la descrizione di fatti contingenti. I fatti dichiarati, tratti da commentatori politici e arricchiti delle sue osservazioni, sono sempre accompagnati da una foto dell¹autore, che si descrive attraverso l¹autoscatto, a seconda delle ultime dichiarazioni di Bush, degli ultimi ostaggi occidentali, dei nuovi bombardamenti o delle periferie incendiate. Toche, sorvegliato speciale del governo americano, è diventato per i destinatari delle ³cartoline², una presenza costante, insinuante e delicata: la coscienza sporca dell¹america puritana. Le sue osservazioni sono caustiche e attente, al punto che anche alcuni giornalisti del ³New York Time² inseriti nella sua mailing list, traggono spunto, alcuni giorni dopo il ricevimento dell¹opera, dalle sue affermazioni.
Il rapporto tra l¹eremita Jean Toche e il mondo, si esplica attraverso la parola pubblica e l¹immagine privata, nella creazione di una minuscola rete d¹informazione che ribalta l¹ufficialità. Il volto dell¹artista Jean Toche, attraverso manipolazioni grafiche o particolari mise en scene, assume l¹aspetto del fatto commentato. E nei 365 giorni si forma un diario minimo, una biografia pubblica e privata che circola nel mondo.
Le cartoline, nella mostra ³Burn baby burn², sono diventate come manifesti, hanno assunto un aspetto movimentista e parlano il linguaggio degli anni duemila.
17
gennaio 2006
Jean Toche – Burn baby burn
Dal 17 gennaio al 15 febbraio 2006
arte contemporanea
Location
ARTANDGALLERY
Milano, Via Francesco Arese, 5, (Milano)
Milano, Via Francesco Arese, 5, (Milano)
Vernissage
17 Gennaio 2006, ore 19-23
Ufficio stampa
SILVIA PALOMBI
Autore
Curatore

