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Alessandro Roma
personale del giovanissimo pittore Alessandro Roma, a cura di Luca Beatrice
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Giovedì 1 Dicembre la Galleria Marabini è lieta di presentare la mostra di Alessandro Roma, a cura di Luca Beatrice.
Possedere una casa è forse il primo tra i desideri degli italiani. Siamo infatti considerati un popolo di stanziali, addirittura ci sono alcune persone che nascono, vivono e muoiono sempre nella stessa dimora. Ciò, evidentemente, porta a investire gli oggetti di un valore particolare, caricando di affettività cose, elementi di arredo, ricordi ecc…
In altri luoghi del mondo cambiare casa è invece considerata una prassi normale. Gli americani ad esempio sono molto mobili, non si fanno troppi problemi nell’organizzare traslochi tutto sommato piuttosto contenuti e dovendosi spostare spesso anche di città in città tendono a stipulare contratti d’affitto non vincolanti nel tempo.
Con la generazione del ’68 il mito della casa si era affievolito perché nella fissità si leggeva la ritrosia a uscire in strada, a condividere con gli altri uscendo dall’istituzione chiusa, talora repressiva, della famiglia. Uno dei temi ricorrenti nella cultura americana è il road movie, che nel cinema si può tradurre come l’elegia dello spazio aperto dove scorrazzare liberi e nella letteratura equivale a una sorta di eterno romanzo di formazione. Wim Wenders ad esempio, che ha portato il road movie in Europa salvo poi tornare a vagare per le freeways d’America, utilizza spesso il motivo della casa sulle ruote anche nelle opere più recenti come in ‘Land of Plenty’ (‘La terra dell’abbondanza’, 2004).
Potremmo soffermarci a lungo su quanto incida il mito nella pittura di Alessandro Roma, che ha dedicato gli ultimi suoi quadri al rapporto tra lo spazio interno – il camper, questa strana casa mobile dotata di confort ma assillata dall’essenzialità- e la visione dello spazio esterno – dai luoghi in cui abitiamo il paesaggio è fisso e immutabile, potendoci invece spostare questo diventa un elemento variabile che incide sulla nostra psicologia.
I nuovi lavori di Roma risultano molto interessanti e personali, traducono la stessa libertà della gestione “mentale” dello spazio in un’altrettanta disinvoltura stilistica e formale. Aldilà del soggetto, dunque, sono opere in cui si esalta la quantità di sperimentalismo pittorico, la curiosità per soluzioni sempre nuove. Una predisposizione mobile alla libertà.
Luca Beatrice
Possedere una casa è forse il primo tra i desideri degli italiani. Siamo infatti considerati un popolo di stanziali, addirittura ci sono alcune persone che nascono, vivono e muoiono sempre nella stessa dimora. Ciò, evidentemente, porta a investire gli oggetti di un valore particolare, caricando di affettività cose, elementi di arredo, ricordi ecc…
In altri luoghi del mondo cambiare casa è invece considerata una prassi normale. Gli americani ad esempio sono molto mobili, non si fanno troppi problemi nell’organizzare traslochi tutto sommato piuttosto contenuti e dovendosi spostare spesso anche di città in città tendono a stipulare contratti d’affitto non vincolanti nel tempo.
Con la generazione del ’68 il mito della casa si era affievolito perché nella fissità si leggeva la ritrosia a uscire in strada, a condividere con gli altri uscendo dall’istituzione chiusa, talora repressiva, della famiglia. Uno dei temi ricorrenti nella cultura americana è il road movie, che nel cinema si può tradurre come l’elegia dello spazio aperto dove scorrazzare liberi e nella letteratura equivale a una sorta di eterno romanzo di formazione. Wim Wenders ad esempio, che ha portato il road movie in Europa salvo poi tornare a vagare per le freeways d’America, utilizza spesso il motivo della casa sulle ruote anche nelle opere più recenti come in ‘Land of Plenty’ (‘La terra dell’abbondanza’, 2004).
Potremmo soffermarci a lungo su quanto incida il mito nella pittura di Alessandro Roma, che ha dedicato gli ultimi suoi quadri al rapporto tra lo spazio interno – il camper, questa strana casa mobile dotata di confort ma assillata dall’essenzialità- e la visione dello spazio esterno – dai luoghi in cui abitiamo il paesaggio è fisso e immutabile, potendoci invece spostare questo diventa un elemento variabile che incide sulla nostra psicologia.
I nuovi lavori di Roma risultano molto interessanti e personali, traducono la stessa libertà della gestione “mentale” dello spazio in un’altrettanta disinvoltura stilistica e formale. Aldilà del soggetto, dunque, sono opere in cui si esalta la quantità di sperimentalismo pittorico, la curiosità per soluzioni sempre nuove. Una predisposizione mobile alla libertà.
Luca Beatrice
01
dicembre 2005
Alessandro Roma
Dal primo dicembre 2005 al 19 gennaio 2006
giovane arte
Location
GALLERIA MARABINI
Bologna, Vicolo Della Neve, 5, (Bologna)
Bologna, Vicolo Della Neve, 5, (Bologna)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 10,30-13 e 15-19,30
Vernissage
1 Dicembre 2005, ore 18
Autore
Curatore


