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Agostino Bonalumi – I colori nello spazio
circa quaranta opere, tra tele e carte, dagli anni ’60 agli anni ’90
Comunicato stampa
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Giovedì 10 Novembre, fino a Gennaio 2006, la galleria Lattuada Studio ha il piacere di presentare la grande mostra di Agostino Bonalumi, che vede riunite circa quaranta opere, tra tele e carte, dagli anni ’60 agli anni ’90.
“Un segno fende la superficie e, al tempo stesso, la determina. La sua è un’apparenza mossa che non esclude riferimenti naturalistici pur non implicandoli necessariamente. La sua presenza determina una tensione, uno sforzo delle fibre della tela, sforzo volto ad assumere la forma, a diventare forma. Ripercorrendo sinteticamente tutto il lungo itinerario di Agostino Bonalumi a partire dal 1959, anno “abbagliante”,…in cui si afferma piena e quasi improvvisa una nuova idea dell’arte….Bonalumi sfugge già alle costrizioni della superficie incrostandola di elementi naturali, di tessuti, di cannicci, di fibre, di tubi, di buchi e di concrezioni. Una scelta che deriva probabilmente, in qualche modo dall’assimilazione profonda delle invenzioni di Lucio Fontana….e che porta queste opere ad apparentarsi, di fatto, più con certe esperienze new dada ( Rauschenberg soprattutto) che con i sussulti stanchi dell’art autre nostrana….Le opere di Bonalumi risultano fisicamente e concettualmente, espressione di una dialettica, di un equlibrio, sempre suscettibile di produrre nuove variazioni: l’equilibrio imperfetto, per esempio, tra rigore geometrico e deviazione dalla stessa norma geometrica che ispira i primi, straordinari, cicli degli anni Sessanta; la dialettica tra l’interesse verso soluzioni formali quasi optical e il rigore con cui l’oggettualizzazione dell’opera viene perseguita, al di qua di qualunque ricerca dell’effetto; la dialettica tra contenimento nei limiti fisici dell’opera e l’apertura verso l’ambiente; la dialettica, infine, tra definizione e provvisorietà, sostenuta da un’idea dell’opera come embrione di forma, come qualcosa di sospeso, qualcosa che sta per essere.
(Da testo in catalogo di Martina Corgnati)
“Un segno fende la superficie e, al tempo stesso, la determina. La sua è un’apparenza mossa che non esclude riferimenti naturalistici pur non implicandoli necessariamente. La sua presenza determina una tensione, uno sforzo delle fibre della tela, sforzo volto ad assumere la forma, a diventare forma. Ripercorrendo sinteticamente tutto il lungo itinerario di Agostino Bonalumi a partire dal 1959, anno “abbagliante”,…in cui si afferma piena e quasi improvvisa una nuova idea dell’arte….Bonalumi sfugge già alle costrizioni della superficie incrostandola di elementi naturali, di tessuti, di cannicci, di fibre, di tubi, di buchi e di concrezioni. Una scelta che deriva probabilmente, in qualche modo dall’assimilazione profonda delle invenzioni di Lucio Fontana….e che porta queste opere ad apparentarsi, di fatto, più con certe esperienze new dada ( Rauschenberg soprattutto) che con i sussulti stanchi dell’art autre nostrana….Le opere di Bonalumi risultano fisicamente e concettualmente, espressione di una dialettica, di un equlibrio, sempre suscettibile di produrre nuove variazioni: l’equilibrio imperfetto, per esempio, tra rigore geometrico e deviazione dalla stessa norma geometrica che ispira i primi, straordinari, cicli degli anni Sessanta; la dialettica tra l’interesse verso soluzioni formali quasi optical e il rigore con cui l’oggettualizzazione dell’opera viene perseguita, al di qua di qualunque ricerca dell’effetto; la dialettica tra contenimento nei limiti fisici dell’opera e l’apertura verso l’ambiente; la dialettica, infine, tra definizione e provvisorietà, sostenuta da un’idea dell’opera come embrione di forma, come qualcosa di sospeso, qualcosa che sta per essere.
(Da testo in catalogo di Martina Corgnati)
10
novembre 2005
Agostino Bonalumi – I colori nello spazio
Dal 10 novembre 2005 al 31 gennaio 2006
arte contemporanea
Location
LATTUADA STUDIO – ARTE CENTRO
Milano, Via Senato, 15, (Milano)
Milano, Via Senato, 15, (Milano)
Vernissage
10 Novembre 2005, ore 18.30
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