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Stanislao Farri – Percorsi di ricerca
una trentina di fotografie scelte tra le oltre 650 che il fotografo reggiano ha realizzato nel periodo 1955-1975
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Presso la Saletta Esposizioni della Biblioteca Panizzi, in Via
Farini 3, apre da sabato 1 ottobre 2005 la mostra:
STANISLAO FARRI
Percorsi di ricerca
nella quale sono presentate una trentina di fotografie scelte tra le
oltre 650 che il fotografo reggiano ha realizzato nel periodo 1955 -
1975 e che sono state da lui donate alla Fototeca della Biblioteca
Panizzi.
Come scrive Massimo Mussini nel testo di presentazione della
mostra: “Per comprendere correttamente le immagini di Stanislao Farri è
necessario ricordare che ha iniziato a scattare fotografie negli anni
Quaranta del Novecento, in un mondo ancora legato alla tradizione della
“bella” immagine fine a se stessa. La sua ricerca è poi proseguita nel
dopoguerra, intensificandosi progressivamente e continua ancora oggi, a
ottant’anni compiuti, nella convinzione che non si è mai imparato
abbastanza. Due sono i filoni nei quali si è mosso: il primo investe
l’aspetto tecnico formale e il secondo il significato dell’immagine, il
suo valore informativo”.
Per Farri, diventato fotografo professionista nel campo della
pubblicità, della fotografia industriale e della riproduzione di opere
d’arte, la fotografia è rimasta anche una passione, un interesse
creativo che lo ha portato a sviluppare una continua ricerca tecnica,
rivolta sia all’analisi della produzione dei fotografi più rinomati sia
allo studio delle possibilità offerte dai materiali. “Le solarizzazioni
alla Man Ray – continua Mussini - le potenzialità offerte sul piano
creativo dalle pellicole piane per litografia, gli effetti di mosso che
compaiono nelle sue immagini degli anni Sessanta e Settanta sono
appunto il risultato di questa ricerca da autodidatta, in cui la
sperimentazione in camera oscura si è sempre coniugata con l’innata
capacità di cogliere gli aspetti più singolari offerti dall’universo
indifferenziato della visione. In molte delle sue fotografie di questo
periodo si colgono le suggestioni dell’astrazione, che conducono
all’uso di forti contrasti e di inquadrature rigorosamente geometriche,
ma anche dell’arte informale europea, con la valorizzazione dei
caratteri materici dell’immagine. Le sue fotografie si allontanano così
progressivamente dai modelli della tradizione fotoamatoriale per
proporre nuovi esempi di visione, nuovi ambiti di ricerca. Proprio in
questo campo Farri compie un passo decisivo, utilizzando la fotocamera
per avviare una meticolosa ricerca sul territorio, registrandone
caratteri paesaggistici ed architettonici, attività lavorative, oggetti
e tradizioni esistenziali. È questo il secondo filone della sua
ricerca, che privilegia il significato dell’immagine sugli aspetti
meramente estetici”.
Farini 3, apre da sabato 1 ottobre 2005 la mostra:
STANISLAO FARRI
Percorsi di ricerca
nella quale sono presentate una trentina di fotografie scelte tra le
oltre 650 che il fotografo reggiano ha realizzato nel periodo 1955 -
1975 e che sono state da lui donate alla Fototeca della Biblioteca
Panizzi.
Come scrive Massimo Mussini nel testo di presentazione della
mostra: “Per comprendere correttamente le immagini di Stanislao Farri è
necessario ricordare che ha iniziato a scattare fotografie negli anni
Quaranta del Novecento, in un mondo ancora legato alla tradizione della
“bella” immagine fine a se stessa. La sua ricerca è poi proseguita nel
dopoguerra, intensificandosi progressivamente e continua ancora oggi, a
ottant’anni compiuti, nella convinzione che non si è mai imparato
abbastanza. Due sono i filoni nei quali si è mosso: il primo investe
l’aspetto tecnico formale e il secondo il significato dell’immagine, il
suo valore informativo”.
Per Farri, diventato fotografo professionista nel campo della
pubblicità, della fotografia industriale e della riproduzione di opere
d’arte, la fotografia è rimasta anche una passione, un interesse
creativo che lo ha portato a sviluppare una continua ricerca tecnica,
rivolta sia all’analisi della produzione dei fotografi più rinomati sia
allo studio delle possibilità offerte dai materiali. “Le solarizzazioni
alla Man Ray – continua Mussini - le potenzialità offerte sul piano
creativo dalle pellicole piane per litografia, gli effetti di mosso che
compaiono nelle sue immagini degli anni Sessanta e Settanta sono
appunto il risultato di questa ricerca da autodidatta, in cui la
sperimentazione in camera oscura si è sempre coniugata con l’innata
capacità di cogliere gli aspetti più singolari offerti dall’universo
indifferenziato della visione. In molte delle sue fotografie di questo
periodo si colgono le suggestioni dell’astrazione, che conducono
all’uso di forti contrasti e di inquadrature rigorosamente geometriche,
ma anche dell’arte informale europea, con la valorizzazione dei
caratteri materici dell’immagine. Le sue fotografie si allontanano così
progressivamente dai modelli della tradizione fotoamatoriale per
proporre nuovi esempi di visione, nuovi ambiti di ricerca. Proprio in
questo campo Farri compie un passo decisivo, utilizzando la fotocamera
per avviare una meticolosa ricerca sul territorio, registrandone
caratteri paesaggistici ed architettonici, attività lavorative, oggetti
e tradizioni esistenziali. È questo il secondo filone della sua
ricerca, che privilegia il significato dell’immagine sugli aspetti
meramente estetici”.
01
ottobre 2005
Stanislao Farri – Percorsi di ricerca
Dal primo al 29 ottobre 2005
fotografia
Location
BIBLIOTECA PANIZZI
Reggio Nell'emilia, Via Luigi Carlo Farini, 3, (Reggio Nell'emilia)
Reggio Nell'emilia, Via Luigi Carlo Farini, 3, (Reggio Nell'emilia)
Orario di apertura
lunedì, venerdì e sabato 9-19;
martedì, mercoledì e giovedì 9-22
Autore

