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Teodosio Magnoni – Sculture
La sua scultura sin dall’inizio degli anni ’60 è l’espressione di una ricerca sullo spazio assolutamente originale
Comunicato stampa
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Teodosio Magnoni nasce a Offanengo (CR) nel 1934.
Inizia la sua attività espositiva nel 1954 allestendo oltre quaranta mostre personali in prestigiose gallerie private, musei italiani ed esteri.
Partecipa alle Biennali di Venezia del '76 e del '78 e alla Quadriennale di Roma del '78.
Realizza opere di grandi dimensioni a Roma per il Palazzo della FAO, l'aeroporto Leonardo da Vinci e per la Galleria Giovanni XXIII.
La sua scultura sin dall'inizio degli anni '60 è l'espressione di una ricerca sullo spazio assolutamente originale. “L'operazione di Magnoni inverte il segno dell'intervento, nel senso che il punto centrale non è dato più dall'occupazione dello spazio quanto dallo svuotamento” (Filiberto Menna, catalogo della personale al Karl Ernst Osthaus museum, Hagen, Germania, 1978).
“Per Magnoni la struttura vale in quanto continuo strumento di riscontri entro la definizione dello spazio virtuale: è struttura in evidenza mentale, e che tuttavia si definisce in un rapporto spaziale concreto che non esclude né annulla la scala umana” (Enrico Crispolti, catalogo Biennale di Venezia, 1978).
“L'opera di Magnoni.... presuppone uno spazio antimetafisico, antistatico, certo fortemente spiritualizzato, non di meno così poco dogmatico da resistere alle tentazioni di costitursi in sistema, in circuito totalizzante..... Ma la forza di queste affilate figure sta soprattutto nel rendersi imprevedibili partendo dal massimo della prevedibilità, cioè dalle scansioni quantistico-geometriche, quindi dalla razionalità apparente della forma” (Enrico Mascelloni, catalogo mostra “Luoghi e figure”, Rocca di Umbertide, 1997).
Luigi Lambertini (catalogo Galleria Fioretto, Padova, 1992) sottolinea che “lo spazio è ricreato e l'opera, in luogo di essere presuntuoso emblema di una verità imposta, prospetta ben altre certezze, quelle del dubbio, alla ricerca di risposte che poi alla fine sono plasmate solo dalle domande. E tutto questo sul piano formale, senza alcuna provocazione declamatoria o variamente esibita. E' l'immagine in sé, è il suo modo di esistere e di essere messa in evidenza a determinare il fenomeno”.
Inizia la sua attività espositiva nel 1954 allestendo oltre quaranta mostre personali in prestigiose gallerie private, musei italiani ed esteri.
Partecipa alle Biennali di Venezia del '76 e del '78 e alla Quadriennale di Roma del '78.
Realizza opere di grandi dimensioni a Roma per il Palazzo della FAO, l'aeroporto Leonardo da Vinci e per la Galleria Giovanni XXIII.
La sua scultura sin dall'inizio degli anni '60 è l'espressione di una ricerca sullo spazio assolutamente originale. “L'operazione di Magnoni inverte il segno dell'intervento, nel senso che il punto centrale non è dato più dall'occupazione dello spazio quanto dallo svuotamento” (Filiberto Menna, catalogo della personale al Karl Ernst Osthaus museum, Hagen, Germania, 1978).
“Per Magnoni la struttura vale in quanto continuo strumento di riscontri entro la definizione dello spazio virtuale: è struttura in evidenza mentale, e che tuttavia si definisce in un rapporto spaziale concreto che non esclude né annulla la scala umana” (Enrico Crispolti, catalogo Biennale di Venezia, 1978).
“L'opera di Magnoni.... presuppone uno spazio antimetafisico, antistatico, certo fortemente spiritualizzato, non di meno così poco dogmatico da resistere alle tentazioni di costitursi in sistema, in circuito totalizzante..... Ma la forza di queste affilate figure sta soprattutto nel rendersi imprevedibili partendo dal massimo della prevedibilità, cioè dalle scansioni quantistico-geometriche, quindi dalla razionalità apparente della forma” (Enrico Mascelloni, catalogo mostra “Luoghi e figure”, Rocca di Umbertide, 1997).
Luigi Lambertini (catalogo Galleria Fioretto, Padova, 1992) sottolinea che “lo spazio è ricreato e l'opera, in luogo di essere presuntuoso emblema di una verità imposta, prospetta ben altre certezze, quelle del dubbio, alla ricerca di risposte che poi alla fine sono plasmate solo dalle domande. E tutto questo sul piano formale, senza alcuna provocazione declamatoria o variamente esibita. E' l'immagine in sé, è il suo modo di esistere e di essere messa in evidenza a determinare il fenomeno”.
01
ottobre 2005
Teodosio Magnoni – Sculture
Dal primo ottobre al 17 novembre 2005
arte contemporanea
Location
FIORETTO ARTE CONTEMPORANEA – GALLERIA AL MONTIRONE
Abano Terme, Via Pietro D'abano, 20, (Padova)
Abano Terme, Via Pietro D'abano, 20, (Padova)
Orario di apertura
da martedi a sabato 11-19.30. Domenica e lunedì su appuntamento
Vernissage
1 Ottobre 2005, ore 18
Autore

