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Tito – Opere dal 1979 al 2005
25 sculture in legno, spesso di grandi dimensioni, e 22 disegni che ripercorrono 25 anni
Comunicato stampa
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Si inaugura sabato 30 settembre, alle ore 18, nelle sale del Vittoriano, a Roma, in Piazza Venezia, ingresso Aracoeli, la mostra di Tito, organizzata dall’Associazione Culturale Sala 1 e da Comunicare Organizzando, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano.
La mostra, a cura di Giuseppe Appella, presenta 25 sculture in legno, spesso di grandi dimensioni, e 22 disegni che ripercorrono 25 anni di lavoro di un artista che ha saputo coniugare, con perfetta coerenza e alta tensione meditativa, la vocazione sacerdotale alle più avanzate ricerche espressive del secolo appena trascorso rivelando una sicura personalità di scultore.
Gli ampi spazi del Vittoriano, quasi a voler mettere subito in luce le origini e la formazione di Tito, orientato a trasporre la realtà immediata mediante un’austera disciplina, si aprono con due legni del 1979, Sole caduto sulla piazza e Uccello in cima, dove l’oggetto insolito, il tema simbolico, estrapolato dalla campagna del suo paese e lentamente sottratto alla semplicità figurativa attraverso un concorso di idee riemerse dagli abissi della memoria, viene ricomposto con plastica musicalità, nella leggera e aerea geometria di forme librate nell’aria.
Da questo momento, la maggiore aspirazione di Tito è quella di rendere la continuità del volume riducendo all’estremo le forme, tenendo sempre di vista, però, la massa compatta, appena penetrata, con i contorni arrotondati, quasi dovesse riportare in vita gli utensili di una razza estinta di giganti, le immagini archetipe di una espressione rituale.
La tensione alla sobrietà e al calcolo geometrico, ampiamente sviluppate lungo tutti gli anni Ottanta, avendo alle spalle la lezione di Piero della Francesca, si farà più evidente negli anni Novanta con I Semi della Forma e con I Dioscuri dove l’attenzione viene concentrata sulla nitida disposizione dei vari elementi e su rapporti spaziali esatti che tengono conto del montaggio della forma, della sua sospensione, della molteplicità di direzioni, del dinamismo accumulato all’incrocio delle forze.
L’ispirazione, sempre serena, di Tito, tende ormai a una forma chiara e ideale, bloccata da una impostazione architettonica non tradizionale e da un ordine armonico che nel nuovo sistema di continuità figurale ritrova l’energia con la quale piegare la materia.
Il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni della Cometa, oltre al saggio del curatore e alle immagini di tutte le opere esposte, comprende un ampio capitolo dedicato a “Vita, opere e fortuna critica” preparato per l’occasione da Roberta Giulieni e Antonella Pisilli.
L’allestimento si avvale della collaborazione dell’arch. Alberto Zanmatti.
La mostra rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle ore 9.30 alle ore 18.30 con ingresso libero.
Per informazioni: Sala 1 Tel. Fax. 067008691 e-mail: salauno@salauno.com
BIOBIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Ferdinando Amodei nasce a nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926. Dopo aver frequentato le scuole medie presso il collegio dei Passionisti a Nettuno e a Firenze, nel 1944 entra nel noviziato dei Padri Passionisti a Monte Argentario. Ottenuta la maturità classica e compiuti gli studi di teologia, nel 1953 è ordinato sacerdote, col nome Tito, e inviato a Firenze. Qui si diploma all’Accademia di Belle Arti, avendo per insegnanti Primo Conti per la pittura e Giuseppe Viviani per la grafica.
A Firenze, nel 1962, ha la possibilità di aprire uno studio in Palazzo Pandolfini. Nello stesso anno, l’Editore De Luca pubblica, a Roma, il volume 50 artisti per la Passione. Segue, nel 1964, la sceneggiatura per il documentario di Giuseppe Esposito sulla Passione, acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione alla “XXXXIII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia”. Nello stesso anno, comincia a dedicarsi alla scultura, senza abbandonare la pittura e l’incisione.
Membro della Comunità Passionista della Scala Santa, nel 1966 viene trasferito a Roma dove, nel 1970, fonda, proprio di fronte al suo studio di Piazza San Giovanni 14, il Centro di Sperimentazione Artistica “Sala I” che inaugura la propria attività con la mostra Arazzi sulla Passione di Enrico Accattino. Nel 1971, con le Edizioni Sala I, pubblica L’arte sacra oggi, che raccoglie gli articoli scritti tra il 1965 e il 1970. Nel 1973 si reca a Bahia, in Brasile, dove impiega tre mesi per la decorazione della chiesa della sua Congregazione in Itabuna. Nel 1974, a Roma, nel Palazzo delle Esposizioni, dedica una mostra antologica al suo maestro Primo Conti e nella Sala I una mostra, dal titolo Bella Ciao-Dare alla vita una luce, a Sebastian Matta. Nel 1975, con Cesare Brandi, Luigi Firpo e Alessandro Parronchi, nella Protomoteca in Campidoglio, tiene una conferenza su Michelangelo.
Nel 1980 esegue una Crocefissione per la Chiesa della Sacra Famiglia di Prato; nel 1991, a Roma, decora, con un fregio di trenta metri, l’abside della cappella del Collegio Massimo all’Eur; nel 1998 destina a teatro uno degli spazi della Sala I. Realizza, inoltre, mosaici, vetrate e affreschi per chiese di Ceglie Messapico, Firenze, Prato, Nettuno e Pescara. Sue sculture all’aperto, in pietra e bronzo, sono sistemate a Catania, Chieti, Colli al Volturno, Monte Argentario, Chiampo, Prato, Guidonia, Andora, S. Giovanni a Piro, Matera, Avezzano.
ALCUNE MOSTRE PERSONALI: Palazzo Comunale, Porto Santo Stefano, 1958; Farsetti, Prato, 1964; Bottega d’Arte, Livorno, 1964; Vigna Nuova, Firenze, 1964; Viotti, Torino, 1964; Galleria Il Grido, Grosseto, 1965; Palazzo Strozzi, Firenze, 1965; Galleria Il Foglio, Roma, 1970; Galleria Spazio, Potenza, 1970; Galleria Il Seminario, Catania, 1972; Galleria La Stella, Perugia, 1972; Modigliani, Livorno, 1974; Galleria San Pancrazio, Tarquinia, 1974; Libreria Leoniana, Roma, 1975; Sala 1, Roma, 1976, 1985 e 1987; Galleria Il Gabbiano, Bari, 1977; Istituto Italiano di Cultura, Vienna, 1978; Galleria Silvana, Pistoia, 1978; Kama Studio, Roma, 1978; Centro Cepac, Prato, 1978; Claudiana, Innsbruck, 1979; Galleria San Fedele, Milano, 1980; Galleria Gregoriana, Roma, 1982; Galleria San Luca, Verona, 1983; Galleria Ghelfi, Montecatini, 1983; Galleria Il Brandale, Savona, 1984; Istituto Italiano di Cultura, Colonia, 1985; Galleria Rizzoli, Roma, 1986; Palazzo dei Consoli, Gubbio, 1990; Rocca Paolina, Perugia, 1992; Palazzo dei Papi, Viterbo, 1992; Chiesa di San Lorenzo, Aosta, 1993; Fortezza Spagnola, Porto Santo Stefano, 1994; Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, Roma, 1995; Museo Stauròs di Arte Sacra Contemporanea, San Gabriele, 1997; Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Termoli, 2000; La Scaletta, Matera, 2001.
ALCUNE MOSTRE COLLETTIVE: Premio Arezzo, Arezzo, 1959; Pittura italiana, Caracas, 1959; II e III Premio Nazionale Città di Fiesole, Fiesole, 1961, 1963; V Biennale Nazionale d’Arte Sacra Contemporanea, Bologna, 1962; IV Salone degli Incisori d’Italia, Ravenna, 1966; Prima mostra nazionale del piccolo bronzetto, Treviso, 1967; XVIII e XXXVIII Premio G. B. Salvi, Sassoferrato, 1968, 1988; IV e VI Biennale dell’Incisione Contemporanea in Italia, Taranto, 1970, 1978; IX Biennale di Arte Sacra, Bologna, 1971; Omaggio a Paolo VI, Città del Vaticano, 1977; XXIII Premio Avezzano, Avezzano, 1979; XVII Mostra Internazionale di Scultura all’aperto, Legnano, 1981; III Biennale di Arte Sacra Contemporanea, Reggio Emilia, 1983; I, III, IV Biennale d’Arte Sacra, Pescara, 1984, 1988, 1990; S. Paolo nell’arte contemporanea, Milano, 1985; La forma e l’idea, Roma, 1986; Passione di Cristo passione dell’Uomo, Rimini, 1986; Italy on stage, New York, 1987; Immagini per l’invisibile, Milano, 1987; Villa Massimo Arte, Roma, 1987; Immagini per l’invisibile, Milano, 1987; Biennale Internazionale, Bagdad, 1988; V, VII, VIII, IX, X, XI Biennale di Arte Sacra, San Gabriele, 1992, 1996, 1998, 2000, 2002, 2004; XLVII Premio Michetti, Francavilla a Mare, 1995 (primo premio); Palme d’autore, Palermo e Il Cairo, 1998; Toto Orbe In Pace Composito, Roma, 1999; Vigna Jacobini, proposte per un recupero ambientale, Roma, 2000; Scultura al Forte, Porto Ercole, 2000; Già…e non ancora, artisti e liturgia oggi, 51 Biennale di Venezia, 2005.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: 50 artisti per la Passione, De Luca Editore, Roma, 1962; E. Accatino, Tito pittore e religioso, in “La Fiera Letteraria”, Roma, 18 febbraio 1962; M. Novi, Cinquanta artisti per la Passione, in “Giornale del Mattino”, Firenze, 25 febbraio; S. Giannelli, Gli artisti e la Passione, in “Il Popolo”, Roma, 20 aprile; M. Bernardi, Tito, in “La Stampa”, Torino, 19 maggio 1964; L. Carluccio, Tito, in “Gazzetta del Popolo”, Torino, 4 giugno 1964; N. Lisi, Bianco e nero e scultura di Tito, in Tito, catalogo della mostra, Galleria Vigna Nuova, Firenze, 1964; G. Saviane, Tito, catalogo della mostra, Galleria Viotti, Torino, 1964; G. Saviane, La Donna del Legno, Milano, 1979; G. Mascherpa, Tito, in “Avvenire”, Milano, 19 gennaio 1980; D. Morosini, Tito, in Catalogo della scultura italiana n. 8, Bolaffi, Torino, 1984; E. Crispolti, Tito. Strutture di segni, catalogo della mostra, Sala 1, Roma, 1985; G. Kolberg, Il fantastico di Tito, catalogo della mostra, Istituto Italiano di Cultura, Colonia, 1985; F. Menna, Tito. La grande scultura, catalgo della mostra, Sala 1, Roma, 1987; E. Gallian, Tito. Legno e poesie, in “L’Unità”, Roma, 14 maggio 1988; C. Dardi, Tito. Le grandi sculture, Fratelli Palombi Editori, Roma, 1991; M. Carboni, Tito. Semi della forma, catalogo della mostra, Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, Roma, 1995; S. Orienti, Tito: il tema della Deposizione, in Tito. Le Deposizioni – Le Pietà 1960-1970, catalogo della mostra, Musaeo Stauròs di Arte Sacra Contemporanea, San Gabriele, 1997; S. Lux, Le grandi sculture…le tensioni, in Tito. Scultura pittura grafica 1962-2000, catalogo della mostra, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Termoli, 2000; G. Appella, Il Presepe stella di Tito, Edizioni della Cometa, Roma, 2001.
La mostra, a cura di Giuseppe Appella, presenta 25 sculture in legno, spesso di grandi dimensioni, e 22 disegni che ripercorrono 25 anni di lavoro di un artista che ha saputo coniugare, con perfetta coerenza e alta tensione meditativa, la vocazione sacerdotale alle più avanzate ricerche espressive del secolo appena trascorso rivelando una sicura personalità di scultore.
Gli ampi spazi del Vittoriano, quasi a voler mettere subito in luce le origini e la formazione di Tito, orientato a trasporre la realtà immediata mediante un’austera disciplina, si aprono con due legni del 1979, Sole caduto sulla piazza e Uccello in cima, dove l’oggetto insolito, il tema simbolico, estrapolato dalla campagna del suo paese e lentamente sottratto alla semplicità figurativa attraverso un concorso di idee riemerse dagli abissi della memoria, viene ricomposto con plastica musicalità, nella leggera e aerea geometria di forme librate nell’aria.
Da questo momento, la maggiore aspirazione di Tito è quella di rendere la continuità del volume riducendo all’estremo le forme, tenendo sempre di vista, però, la massa compatta, appena penetrata, con i contorni arrotondati, quasi dovesse riportare in vita gli utensili di una razza estinta di giganti, le immagini archetipe di una espressione rituale.
La tensione alla sobrietà e al calcolo geometrico, ampiamente sviluppate lungo tutti gli anni Ottanta, avendo alle spalle la lezione di Piero della Francesca, si farà più evidente negli anni Novanta con I Semi della Forma e con I Dioscuri dove l’attenzione viene concentrata sulla nitida disposizione dei vari elementi e su rapporti spaziali esatti che tengono conto del montaggio della forma, della sua sospensione, della molteplicità di direzioni, del dinamismo accumulato all’incrocio delle forze.
L’ispirazione, sempre serena, di Tito, tende ormai a una forma chiara e ideale, bloccata da una impostazione architettonica non tradizionale e da un ordine armonico che nel nuovo sistema di continuità figurale ritrova l’energia con la quale piegare la materia.
Il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni della Cometa, oltre al saggio del curatore e alle immagini di tutte le opere esposte, comprende un ampio capitolo dedicato a “Vita, opere e fortuna critica” preparato per l’occasione da Roberta Giulieni e Antonella Pisilli.
L’allestimento si avvale della collaborazione dell’arch. Alberto Zanmatti.
La mostra rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle ore 9.30 alle ore 18.30 con ingresso libero.
Per informazioni: Sala 1 Tel. Fax. 067008691 e-mail: salauno@salauno.com
BIOBIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Ferdinando Amodei nasce a nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926. Dopo aver frequentato le scuole medie presso il collegio dei Passionisti a Nettuno e a Firenze, nel 1944 entra nel noviziato dei Padri Passionisti a Monte Argentario. Ottenuta la maturità classica e compiuti gli studi di teologia, nel 1953 è ordinato sacerdote, col nome Tito, e inviato a Firenze. Qui si diploma all’Accademia di Belle Arti, avendo per insegnanti Primo Conti per la pittura e Giuseppe Viviani per la grafica.
A Firenze, nel 1962, ha la possibilità di aprire uno studio in Palazzo Pandolfini. Nello stesso anno, l’Editore De Luca pubblica, a Roma, il volume 50 artisti per la Passione. Segue, nel 1964, la sceneggiatura per il documentario di Giuseppe Esposito sulla Passione, acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione alla “XXXXIII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia”. Nello stesso anno, comincia a dedicarsi alla scultura, senza abbandonare la pittura e l’incisione.
Membro della Comunità Passionista della Scala Santa, nel 1966 viene trasferito a Roma dove, nel 1970, fonda, proprio di fronte al suo studio di Piazza San Giovanni 14, il Centro di Sperimentazione Artistica “Sala I” che inaugura la propria attività con la mostra Arazzi sulla Passione di Enrico Accattino. Nel 1971, con le Edizioni Sala I, pubblica L’arte sacra oggi, che raccoglie gli articoli scritti tra il 1965 e il 1970. Nel 1973 si reca a Bahia, in Brasile, dove impiega tre mesi per la decorazione della chiesa della sua Congregazione in Itabuna. Nel 1974, a Roma, nel Palazzo delle Esposizioni, dedica una mostra antologica al suo maestro Primo Conti e nella Sala I una mostra, dal titolo Bella Ciao-Dare alla vita una luce, a Sebastian Matta. Nel 1975, con Cesare Brandi, Luigi Firpo e Alessandro Parronchi, nella Protomoteca in Campidoglio, tiene una conferenza su Michelangelo.
Nel 1980 esegue una Crocefissione per la Chiesa della Sacra Famiglia di Prato; nel 1991, a Roma, decora, con un fregio di trenta metri, l’abside della cappella del Collegio Massimo all’Eur; nel 1998 destina a teatro uno degli spazi della Sala I. Realizza, inoltre, mosaici, vetrate e affreschi per chiese di Ceglie Messapico, Firenze, Prato, Nettuno e Pescara. Sue sculture all’aperto, in pietra e bronzo, sono sistemate a Catania, Chieti, Colli al Volturno, Monte Argentario, Chiampo, Prato, Guidonia, Andora, S. Giovanni a Piro, Matera, Avezzano.
ALCUNE MOSTRE PERSONALI: Palazzo Comunale, Porto Santo Stefano, 1958; Farsetti, Prato, 1964; Bottega d’Arte, Livorno, 1964; Vigna Nuova, Firenze, 1964; Viotti, Torino, 1964; Galleria Il Grido, Grosseto, 1965; Palazzo Strozzi, Firenze, 1965; Galleria Il Foglio, Roma, 1970; Galleria Spazio, Potenza, 1970; Galleria Il Seminario, Catania, 1972; Galleria La Stella, Perugia, 1972; Modigliani, Livorno, 1974; Galleria San Pancrazio, Tarquinia, 1974; Libreria Leoniana, Roma, 1975; Sala 1, Roma, 1976, 1985 e 1987; Galleria Il Gabbiano, Bari, 1977; Istituto Italiano di Cultura, Vienna, 1978; Galleria Silvana, Pistoia, 1978; Kama Studio, Roma, 1978; Centro Cepac, Prato, 1978; Claudiana, Innsbruck, 1979; Galleria San Fedele, Milano, 1980; Galleria Gregoriana, Roma, 1982; Galleria San Luca, Verona, 1983; Galleria Ghelfi, Montecatini, 1983; Galleria Il Brandale, Savona, 1984; Istituto Italiano di Cultura, Colonia, 1985; Galleria Rizzoli, Roma, 1986; Palazzo dei Consoli, Gubbio, 1990; Rocca Paolina, Perugia, 1992; Palazzo dei Papi, Viterbo, 1992; Chiesa di San Lorenzo, Aosta, 1993; Fortezza Spagnola, Porto Santo Stefano, 1994; Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, Roma, 1995; Museo Stauròs di Arte Sacra Contemporanea, San Gabriele, 1997; Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Termoli, 2000; La Scaletta, Matera, 2001.
ALCUNE MOSTRE COLLETTIVE: Premio Arezzo, Arezzo, 1959; Pittura italiana, Caracas, 1959; II e III Premio Nazionale Città di Fiesole, Fiesole, 1961, 1963; V Biennale Nazionale d’Arte Sacra Contemporanea, Bologna, 1962; IV Salone degli Incisori d’Italia, Ravenna, 1966; Prima mostra nazionale del piccolo bronzetto, Treviso, 1967; XVIII e XXXVIII Premio G. B. Salvi, Sassoferrato, 1968, 1988; IV e VI Biennale dell’Incisione Contemporanea in Italia, Taranto, 1970, 1978; IX Biennale di Arte Sacra, Bologna, 1971; Omaggio a Paolo VI, Città del Vaticano, 1977; XXIII Premio Avezzano, Avezzano, 1979; XVII Mostra Internazionale di Scultura all’aperto, Legnano, 1981; III Biennale di Arte Sacra Contemporanea, Reggio Emilia, 1983; I, III, IV Biennale d’Arte Sacra, Pescara, 1984, 1988, 1990; S. Paolo nell’arte contemporanea, Milano, 1985; La forma e l’idea, Roma, 1986; Passione di Cristo passione dell’Uomo, Rimini, 1986; Italy on stage, New York, 1987; Immagini per l’invisibile, Milano, 1987; Villa Massimo Arte, Roma, 1987; Immagini per l’invisibile, Milano, 1987; Biennale Internazionale, Bagdad, 1988; V, VII, VIII, IX, X, XI Biennale di Arte Sacra, San Gabriele, 1992, 1996, 1998, 2000, 2002, 2004; XLVII Premio Michetti, Francavilla a Mare, 1995 (primo premio); Palme d’autore, Palermo e Il Cairo, 1998; Toto Orbe In Pace Composito, Roma, 1999; Vigna Jacobini, proposte per un recupero ambientale, Roma, 2000; Scultura al Forte, Porto Ercole, 2000; Già…e non ancora, artisti e liturgia oggi, 51 Biennale di Venezia, 2005.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: 50 artisti per la Passione, De Luca Editore, Roma, 1962; E. Accatino, Tito pittore e religioso, in “La Fiera Letteraria”, Roma, 18 febbraio 1962; M. Novi, Cinquanta artisti per la Passione, in “Giornale del Mattino”, Firenze, 25 febbraio; S. Giannelli, Gli artisti e la Passione, in “Il Popolo”, Roma, 20 aprile; M. Bernardi, Tito, in “La Stampa”, Torino, 19 maggio 1964; L. Carluccio, Tito, in “Gazzetta del Popolo”, Torino, 4 giugno 1964; N. Lisi, Bianco e nero e scultura di Tito, in Tito, catalogo della mostra, Galleria Vigna Nuova, Firenze, 1964; G. Saviane, Tito, catalogo della mostra, Galleria Viotti, Torino, 1964; G. Saviane, La Donna del Legno, Milano, 1979; G. Mascherpa, Tito, in “Avvenire”, Milano, 19 gennaio 1980; D. Morosini, Tito, in Catalogo della scultura italiana n. 8, Bolaffi, Torino, 1984; E. Crispolti, Tito. Strutture di segni, catalogo della mostra, Sala 1, Roma, 1985; G. Kolberg, Il fantastico di Tito, catalogo della mostra, Istituto Italiano di Cultura, Colonia, 1985; F. Menna, Tito. La grande scultura, catalgo della mostra, Sala 1, Roma, 1987; E. Gallian, Tito. Legno e poesie, in “L’Unità”, Roma, 14 maggio 1988; C. Dardi, Tito. Le grandi sculture, Fratelli Palombi Editori, Roma, 1991; M. Carboni, Tito. Semi della forma, catalogo della mostra, Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, Roma, 1995; S. Orienti, Tito: il tema della Deposizione, in Tito. Le Deposizioni – Le Pietà 1960-1970, catalogo della mostra, Musaeo Stauròs di Arte Sacra Contemporanea, San Gabriele, 1997; S. Lux, Le grandi sculture…le tensioni, in Tito. Scultura pittura grafica 1962-2000, catalogo della mostra, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Termoli, 2000; G. Appella, Il Presepe stella di Tito, Edizioni della Cometa, Roma, 2001.
30
settembre 2005
Tito – Opere dal 1979 al 2005
Dal 30 settembre al 25 ottobre 2005
arte contemporanea
Location
COMPLESSO DEL VITTORIANO
Roma, Via Di San Pietro In Carcere, (Roma)
Roma, Via Di San Pietro In Carcere, (Roma)
Orario di apertura
tutti i giorni 9.30-18.30, ingresso piazza dell'Ara Coeli
Vernissage
30 Settembre 2005, ore 18
Autore
Curatore