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Silvia Camporesi – Il Secondo Viaggio
Seconda parte della trilogia iniziata con “Geografia” (2004), “Il Secondo Viaggio” è il proseguimento del percorso iniziato dall’artista con l’esplorazione delle carte geografiche
Comunicato stampa
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Giovedì 6 ottobre dalle ore 18.00 alle ore 24.00 si inaugurerà presso Rebecca Container Gallery (Piazza Grillo Cattaneo 2R - Genova) la mostra personale di Silvia Camporesi “Il Secondo Viaggio”.
Seconda parte della trilogia iniziata con “Geografia” (2004), “Il Secondo Viaggio” è il proseguimento del percorso iniziato dall’artista con l’esplorazione delle carte geografiche. Se la prima parte raccontava la sensazione di spaesamento, la ricerca della strada e dei punti di riferimento – ricerca disseminata di dubbi e cadute – in questo secondo atto è presente il riconoscimento/ritrovamento della strada da percorrere: quella strada indicata durante il momento del passaggio dalla veglia al sonno. Si tratta di un tempo in cui le immagini si susseguono velocemente e si è contemporaneamente in due mondi. Il sogno rivela “la verità” in un linguaggio che sembra essere spesso incomprensibile: “il sonno conduce al contatto con la materia, luogo mediatore che riporta l’uomo indifeso al campo gravitazionale, dove lo sostiene” come afferma Maria Zambrano.
Il sonno viene indagato come momento di passaggio ad uno stato di sospensione dal mondo della vita diurna: “quel momento in cui siamo vulnerabili perché privi di confini materiali e tutto prende una forma diversa, le paure si allargano, le cose acquistano nomi diversi”, dice l’artista. Ecco il perché di The Rescue Squad: una bizzarra schiera di personaggi evidentemente provenienti da un mondo altro è ordinatamente disposta a sorvegliare il nostro accesso all’incoscienza. Il colore predominante di tutti gli scatti è il bianco, luce da cui ciascuno di noi accetta di lasciarsi inondare quando chiude gli occhi e si abbandona, si espone ed elabora pensieri che spesso rimangono non rivelati e segreti. In questo stato si riesce a ritrovare una strada di ritorno, muovendosi in un mondo che ha regole differenti da quello quotidiano. Ciò che è pesante, ad esempio, non solo schiaccia a terra, ma può anche innalzare e guidare, come suggerito dall’immagine di un sasso legato dietro la schiena di una donna che risale una strada. Con questa serie fotografica Silvia Camporesi analizza la scoperta stessa di un percorso, che duplica la strada propria del giorno e rimane a questa comunque parallelo. Emerge una sorta di “mappa” del rapporto sonno/veglia: durante il sonno ci troviamo in uno stato di “piccola morte”. Berenice, ispirata ad una delle figure femminili create da E.A.Poe, esprime questo dualismo di inquieta bellezza e morte, fedele all’idea che il sogno contenga un sessantesimo di profezia e un sessantesimo di morte. E’ cessando di prestare attenzione al gioco imposto dalla cosiddetta realtà, basata su quelle che in verità sono le apparenze più false e pericolose, che confessiamo noi stessi attraverso il sogno, attraverso il lungo silenzio in cui tutto si può incontrare. O forse incontriamo solo e sempre il nostro doppio – come Camporesi suggerisce con Doppelganger – che a volte ci comunica il segreto per poter proseguire.
L’inaugurazione della mostra ha luogo nell’ambito di START, iniziativa di tutte le gallerie genovesi che hanno deciso una data comune di opening della stagione, con l’idea di far conoscere la propria attività al pubblico genovese e non.
Seconda parte della trilogia iniziata con “Geografia” (2004), “Il Secondo Viaggio” è il proseguimento del percorso iniziato dall’artista con l’esplorazione delle carte geografiche. Se la prima parte raccontava la sensazione di spaesamento, la ricerca della strada e dei punti di riferimento – ricerca disseminata di dubbi e cadute – in questo secondo atto è presente il riconoscimento/ritrovamento della strada da percorrere: quella strada indicata durante il momento del passaggio dalla veglia al sonno. Si tratta di un tempo in cui le immagini si susseguono velocemente e si è contemporaneamente in due mondi. Il sogno rivela “la verità” in un linguaggio che sembra essere spesso incomprensibile: “il sonno conduce al contatto con la materia, luogo mediatore che riporta l’uomo indifeso al campo gravitazionale, dove lo sostiene” come afferma Maria Zambrano.
Il sonno viene indagato come momento di passaggio ad uno stato di sospensione dal mondo della vita diurna: “quel momento in cui siamo vulnerabili perché privi di confini materiali e tutto prende una forma diversa, le paure si allargano, le cose acquistano nomi diversi”, dice l’artista. Ecco il perché di The Rescue Squad: una bizzarra schiera di personaggi evidentemente provenienti da un mondo altro è ordinatamente disposta a sorvegliare il nostro accesso all’incoscienza. Il colore predominante di tutti gli scatti è il bianco, luce da cui ciascuno di noi accetta di lasciarsi inondare quando chiude gli occhi e si abbandona, si espone ed elabora pensieri che spesso rimangono non rivelati e segreti. In questo stato si riesce a ritrovare una strada di ritorno, muovendosi in un mondo che ha regole differenti da quello quotidiano. Ciò che è pesante, ad esempio, non solo schiaccia a terra, ma può anche innalzare e guidare, come suggerito dall’immagine di un sasso legato dietro la schiena di una donna che risale una strada. Con questa serie fotografica Silvia Camporesi analizza la scoperta stessa di un percorso, che duplica la strada propria del giorno e rimane a questa comunque parallelo. Emerge una sorta di “mappa” del rapporto sonno/veglia: durante il sonno ci troviamo in uno stato di “piccola morte”. Berenice, ispirata ad una delle figure femminili create da E.A.Poe, esprime questo dualismo di inquieta bellezza e morte, fedele all’idea che il sogno contenga un sessantesimo di profezia e un sessantesimo di morte. E’ cessando di prestare attenzione al gioco imposto dalla cosiddetta realtà, basata su quelle che in verità sono le apparenze più false e pericolose, che confessiamo noi stessi attraverso il sogno, attraverso il lungo silenzio in cui tutto si può incontrare. O forse incontriamo solo e sempre il nostro doppio – come Camporesi suggerisce con Doppelganger – che a volte ci comunica il segreto per poter proseguire.
L’inaugurazione della mostra ha luogo nell’ambito di START, iniziativa di tutte le gallerie genovesi che hanno deciso una data comune di opening della stagione, con l’idea di far conoscere la propria attività al pubblico genovese e non.
06
ottobre 2005
Silvia Camporesi – Il Secondo Viaggio
Dal 06 al 31 ottobre 2005
arte contemporanea
Location
REBECCA CONTAINER GALLERY
Genova, Piazza Grillo Cattaneo, 2R, (Genova)
Genova, Piazza Grillo Cattaneo, 2R, (Genova)
Orario di apertura
da giovedì a sabato 16-19 o su appuntamento
Vernissage
6 Ottobre 2005, ore 18-24
Autore


