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Antonietta Campilongo – Metamorfosi di un sogno
Mostra d’arte contemporanea nell’ambito della XIII edizione del Festival delle Serre
Comunicato stampa
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Il viaggio nella pittura di Antonietta Campilongo inizia con Sogno d’inverno, un quadro che apre cronologicamente la mostra intitolata Metamorfosi di un sogno e che dichiara a priori la natura onirica delle 13 tele esposte dal 3 all’11 Settembre nel cinquecentesco Palazzo Sersale di Cerisano. La Mostra si inserisce nell’ambito del tradizionale appuntamento con il Festival delle Serre giunto alla sua XIII edizione e che quest’anno ha voluto aprire, oltre alle già collaudate sezioni di musica jazz, classica teatro e cinema, anche una sezione dedicata alle arti figurative pregiandosi di esporre per la prima volta in Calabria, le opere di un’artista già apprezzata in molte parti d’Europa.
Quella esposta al Sersale di Cerisano è la produzione più recente di Antonietta Campilongo, almeno nella maggior parte delle opere (soltanto tre i quadri appartenenti al 2003 ed al 2004). Sono tele che narrano pittoricamente un sogno che l’artista racconta attraverso immagini che si rincorrono da un quadro all’altro. Già nella prima tela si colgono i tratti caratteristici della pittura della Campilongo: colori liquidi, quasi trasparenti, indizi di una poetica espressa nitidamente nei tratti decisi delle sagome e dei profili. I colori sono spesso quelli essenziali, a volte lividi, a volte sgargianti, utili a suggerire atmosfere o tensioni emotive; i toni diventano prolungamento cromatico dei personaggi che popolano le tele; come gli azzurri e i verdi interrotti dal rosso vivo a cui è aggrappato l’acrobata funambolo de Il gioco della natura. Guardando le opere di Antonietta Campilongo non si può evitare di pensare ad Hopper, cambia però il registro semantico. Simile è l’attenzione per i particolari architettonici (dovuti in parte agli studi universitari dell’artista), somigliante anche la scelta delle figure i cui abiti riproducono un’epoca precisa e un preciso contesto sociale, più urgente nella Campilongo, rispetto al grande Hopper, la necessità di raccontare emozioni e sentimenti. I quadri diventano immediate introspezioni capaci di catturare magneticamente lo sguardo di chi le osserva.
Quella esposta al Sersale di Cerisano è la produzione più recente di Antonietta Campilongo, almeno nella maggior parte delle opere (soltanto tre i quadri appartenenti al 2003 ed al 2004). Sono tele che narrano pittoricamente un sogno che l’artista racconta attraverso immagini che si rincorrono da un quadro all’altro. Già nella prima tela si colgono i tratti caratteristici della pittura della Campilongo: colori liquidi, quasi trasparenti, indizi di una poetica espressa nitidamente nei tratti decisi delle sagome e dei profili. I colori sono spesso quelli essenziali, a volte lividi, a volte sgargianti, utili a suggerire atmosfere o tensioni emotive; i toni diventano prolungamento cromatico dei personaggi che popolano le tele; come gli azzurri e i verdi interrotti dal rosso vivo a cui è aggrappato l’acrobata funambolo de Il gioco della natura. Guardando le opere di Antonietta Campilongo non si può evitare di pensare ad Hopper, cambia però il registro semantico. Simile è l’attenzione per i particolari architettonici (dovuti in parte agli studi universitari dell’artista), somigliante anche la scelta delle figure i cui abiti riproducono un’epoca precisa e un preciso contesto sociale, più urgente nella Campilongo, rispetto al grande Hopper, la necessità di raccontare emozioni e sentimenti. I quadri diventano immediate introspezioni capaci di catturare magneticamente lo sguardo di chi le osserva.
03
settembre 2005
Antonietta Campilongo – Metamorfosi di un sogno
Dal 03 all'undici settembre 2005
arte contemporanea
Location
PALAZZO SERSALE
Cerisano, Centro storico, (Cosenza)
Cerisano, Centro storico, (Cosenza)
Orario di apertura
9.30-24
Sito web
www.festivaldelleserre.it
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