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Astraendo e figurando – Marco Grimaldi
Personale
Comunicato stampa
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Marco Grimaldi
È nato a Udine nel 1967 e vive a Seriate (BG). Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera – sezione Pittura, a Milano nel 1989.
di Alberto Veca
…….Il dipinto di Marco Grimaldi si presenta come luogo di una plurisensorialità, evidentemente allusa: ecco la radice del fare in cui la sollecitazione tattile, nella limitata cangianza di una sostanziale monocromia, è il punto privilegiato del discorso: questo il motivo del carattere imitativo del dipingere. Un suo quadro invita a una doppia lettura: la prima si riferisce a una superficie dove con bande cromatiche di andamento orizzontale o verticale non importa, continue o spezzettate in frammenti, in una elementare cadenza di chiaro e scuro normalmente monocromo – ma può essere anche la presenza eminente del bianco – a definire la singola figura, si suggerisce il tempo del fare, del dipingere, e il tempo del leggere. La seconda indagine, legata evidentemente al tempo dell’illusione, è invece una ricognizione nella profondità, fra aggetto, primo piano e orizzonte lontano.
Il sistema espressivo si basa sulla dialettica fra l’immagine risultante dal variare delle dimensioni delle bande e della loro intensità cromatica e la lettura in successione delle stesse, o meglio nella relazione fra singole zone del quadro che, significativamente, non conosce centro, né terra o cielo, neppure quinte laterali ma si propone costantemente omogeneo in ogni sua parte. ………si limita a cogliere i dati essenziali nel nostro percepire tempo e spazio: in altre parole vi è “narrazione” ma non “descrizione”…..Il luogo della pittura è allora quello dell’artificio, alla soglia dell’inganno ottico, del trompe l’oeil, ma anche quello della registrazione del fare, esplicito nel suo formarsi. ….Registrare il movimento, rendere durevole il gesto, trascriverlo, farlo diventare elemento di un’architettura ….. dipingere è creare una “sintassi”, una coerenza per bande cromatiche realizzate in successione, se vogliamo un’apparente contraddizione fra la fisicità del gesto e la ragione che controlla la coerenza fra le stesse, fino a giungere a un’immagine risultante dalla connessione. La banda può conoscere tanto la figura della sovrapposizione, dell’adiacenza o, in altre soluzioni può dislocarsi, fra vicinanze e distanze, nel cuore del dipinto o ai suoi margini, proponendo un effetto di figura/fondo altrimenti non indagato, quando il campo è interamente interessato dal fluire delle bande.
L’effetto delle varianti impaginative appena descritte è quello di un andamento di fattura e lettura quasi scritturale. Si può immaginare una pagina stampata e confonderne le regole d’impaginazione; noi leggiamo le righe di un testo nell’ovvietà dell’interlinea, magari privilegiamo una determinata spaziatura o un certo carattere: Grimaldi sembra giocare, proprio violando le regole impaginative della stesura, realizzata secondo regole variabili, come tali suscettibili di ulteriori sviluppi.
di Alberto Veca
È nato a Udine nel 1967 e vive a Seriate (BG). Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera – sezione Pittura, a Milano nel 1989.
di Alberto Veca
…….Il dipinto di Marco Grimaldi si presenta come luogo di una plurisensorialità, evidentemente allusa: ecco la radice del fare in cui la sollecitazione tattile, nella limitata cangianza di una sostanziale monocromia, è il punto privilegiato del discorso: questo il motivo del carattere imitativo del dipingere. Un suo quadro invita a una doppia lettura: la prima si riferisce a una superficie dove con bande cromatiche di andamento orizzontale o verticale non importa, continue o spezzettate in frammenti, in una elementare cadenza di chiaro e scuro normalmente monocromo – ma può essere anche la presenza eminente del bianco – a definire la singola figura, si suggerisce il tempo del fare, del dipingere, e il tempo del leggere. La seconda indagine, legata evidentemente al tempo dell’illusione, è invece una ricognizione nella profondità, fra aggetto, primo piano e orizzonte lontano.
Il sistema espressivo si basa sulla dialettica fra l’immagine risultante dal variare delle dimensioni delle bande e della loro intensità cromatica e la lettura in successione delle stesse, o meglio nella relazione fra singole zone del quadro che, significativamente, non conosce centro, né terra o cielo, neppure quinte laterali ma si propone costantemente omogeneo in ogni sua parte. ………si limita a cogliere i dati essenziali nel nostro percepire tempo e spazio: in altre parole vi è “narrazione” ma non “descrizione”…..Il luogo della pittura è allora quello dell’artificio, alla soglia dell’inganno ottico, del trompe l’oeil, ma anche quello della registrazione del fare, esplicito nel suo formarsi. ….Registrare il movimento, rendere durevole il gesto, trascriverlo, farlo diventare elemento di un’architettura ….. dipingere è creare una “sintassi”, una coerenza per bande cromatiche realizzate in successione, se vogliamo un’apparente contraddizione fra la fisicità del gesto e la ragione che controlla la coerenza fra le stesse, fino a giungere a un’immagine risultante dalla connessione. La banda può conoscere tanto la figura della sovrapposizione, dell’adiacenza o, in altre soluzioni può dislocarsi, fra vicinanze e distanze, nel cuore del dipinto o ai suoi margini, proponendo un effetto di figura/fondo altrimenti non indagato, quando il campo è interamente interessato dal fluire delle bande.
L’effetto delle varianti impaginative appena descritte è quello di un andamento di fattura e lettura quasi scritturale. Si può immaginare una pagina stampata e confonderne le regole d’impaginazione; noi leggiamo le righe di un testo nell’ovvietà dell’interlinea, magari privilegiamo una determinata spaziatura o un certo carattere: Grimaldi sembra giocare, proprio violando le regole impaginative della stesura, realizzata secondo regole variabili, come tali suscettibili di ulteriori sviluppi.
di Alberto Veca
27
agosto 2005
Astraendo e figurando – Marco Grimaldi
Dal 27 agosto al 23 settembre 2005
arte contemporanea
Location
BAR TESTA
Albissola Marina, Piazza Del Popolo, 2, (Savona)
Albissola Marina, Piazza Del Popolo, 2, (Savona)
Orario di apertura
tutto il giorno – tutto i giorni
Vernissage
27 Agosto 2005, ore 18.30
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