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Tracey Moffatt / Hugo Race – Sguardi australiani 4
un cinema lounge a Palazzo dedicato per la prima volta al cinema di una straordinaria fotografa e cineasta, Tracey Moffatt, e ai mondi musicali di Hugo Race
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La quarta edizione del festival sguardi australiani, curata da Lorenzo Perrona e organizzata dall’associazione Lacunae, con il contributo della Regione Liguria e in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e Promozione della Città, con Palazzo Ducale spa, è un nuovissimo evento di tendenza, un cinema lounge a Palazzo dedicato per la prima volta al cinema di una straordinaria fotografa e cineasta, Tracey Moffatt, e ai mondi musicali di Hugo Race.
Dall’ora dell’aperitivo fino alle ore piccole, visioni suadenti e crudeli fra i colonnati del Palazzo, con gli sguardi australiani di Tracey Moffatt e di Hugo Race. Artisti dallo stile personalissimo e rigoroso, opere da interrogare per iniziare un percorso che il festival intende sviluppare, l’indagine sull’idea di “appartenenza”, City/House, World/City, intesa come bisogno di radici e come bisogno di proiezione nel mondo.
La serata inizia alle 18, con ospiti presentati e intervistati da critici d’arte e letterari sui temi affrontati dal libro appena uscito da Le Mani, Sguardi australiani. Idee immaginari e cinema degli antipodi, a cura di Silvana Tuccio, prefazione di Stefano Della Casa (13 €).
Si inoltra nella notte del 9 settembre, trasformando il cortile maggiore di Palazzo Ducale in un inedito lounge con tavolini, divanetti e drinks.
Tracey Moffatt, australiana ma da anni residente a New York, è nota e apprezzata in tutto il mondo come artista e fotografa (sue foto sono nelle collezioni del MOMA di New York e della Tate Gallery di Londra; Il Museum of Modern Art di Sydney le ha dedicato una grande retrospettiva nel 2003). La scopriamo a Genova come regista con due lavori dei primi anni ’90. Alle 20,30, il “corto” Night Cries: A Rural Tragedy (1990) affonda il suo discorso, muto ed eloquente, nella più inquietante realtà della storia contemporanea australiana, il dramma esistenziale delle aborigene “generazioni rubate”. Alle 21, il lungometraggio Bedevil (1993) mette in gioco, in modo quasi beffardo, tutte le nostre aspettative riguardo a una ghost story australiana: dietro le sfavillanti immagini turistiche dell’Australia sono in agguato i sogni, che ci accorgiamo provenire dal ricordo, dal vissuto, e che parlano il linguaggio dei miti: il cinema costruito sulla palude che inghiottì lo yankee e il suo carroarmato; i fantasmi che si scatenano nella mente di una donna al fischiare del treno; la danza invitante dei due amanti da anni scomparsi nel nulla.
Alle 23 il concerto di Hugo Race e Marta Collica, live set semiacustico del progetto dei Sepiatone, Dark Summer, con la voce di Marta densa, intima ed evocativa, e le leggere venature blues di Hugo su pezzi dall'andatura fuligginosa, ballate intime ed acustiche. Un’attualissima rilettura di stili e trame soniche “sixties&seventies”, in piena consonanza con le visioni “artefatte” di Tracey Moffatt.
Dall’ora dell’aperitivo fino alle ore piccole, visioni suadenti e crudeli fra i colonnati del Palazzo, con gli sguardi australiani di Tracey Moffatt e di Hugo Race. Artisti dallo stile personalissimo e rigoroso, opere da interrogare per iniziare un percorso che il festival intende sviluppare, l’indagine sull’idea di “appartenenza”, City/House, World/City, intesa come bisogno di radici e come bisogno di proiezione nel mondo.
La serata inizia alle 18, con ospiti presentati e intervistati da critici d’arte e letterari sui temi affrontati dal libro appena uscito da Le Mani, Sguardi australiani. Idee immaginari e cinema degli antipodi, a cura di Silvana Tuccio, prefazione di Stefano Della Casa (13 €).
Si inoltra nella notte del 9 settembre, trasformando il cortile maggiore di Palazzo Ducale in un inedito lounge con tavolini, divanetti e drinks.
Tracey Moffatt, australiana ma da anni residente a New York, è nota e apprezzata in tutto il mondo come artista e fotografa (sue foto sono nelle collezioni del MOMA di New York e della Tate Gallery di Londra; Il Museum of Modern Art di Sydney le ha dedicato una grande retrospettiva nel 2003). La scopriamo a Genova come regista con due lavori dei primi anni ’90. Alle 20,30, il “corto” Night Cries: A Rural Tragedy (1990) affonda il suo discorso, muto ed eloquente, nella più inquietante realtà della storia contemporanea australiana, il dramma esistenziale delle aborigene “generazioni rubate”. Alle 21, il lungometraggio Bedevil (1993) mette in gioco, in modo quasi beffardo, tutte le nostre aspettative riguardo a una ghost story australiana: dietro le sfavillanti immagini turistiche dell’Australia sono in agguato i sogni, che ci accorgiamo provenire dal ricordo, dal vissuto, e che parlano il linguaggio dei miti: il cinema costruito sulla palude che inghiottì lo yankee e il suo carroarmato; i fantasmi che si scatenano nella mente di una donna al fischiare del treno; la danza invitante dei due amanti da anni scomparsi nel nulla.
Alle 23 il concerto di Hugo Race e Marta Collica, live set semiacustico del progetto dei Sepiatone, Dark Summer, con la voce di Marta densa, intima ed evocativa, e le leggere venature blues di Hugo su pezzi dall'andatura fuligginosa, ballate intime ed acustiche. Un’attualissima rilettura di stili e trame soniche “sixties&seventies”, in piena consonanza con le visioni “artefatte” di Tracey Moffatt.
09
settembre 2005
Tracey Moffatt / Hugo Race – Sguardi australiani 4
09 settembre 2005
arte contemporanea
serata - evento
serata - evento
Location
PALAZZO DUCALE
Genova, Piazza Giacomo Matteotti, 9, (Genova)
Genova, Piazza Giacomo Matteotti, 9, (Genova)
Vernissage
9 Settembre 2005, ore 18
Sito web
www.sguardiaustraliani.com
Autore
Curatore

