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Anna Valeria Borsari – Se i Papi non hanno più bisogno dell’arte
Dopo un esordio concettuale a metà degli anni ’70, Anna Valeria Borsari, ha ideato le sue opere attraverso la partecipazione personale, esperienziale, di un’apertura agli agenti esterni, al caso, all’imprevedibile
Comunicato stampa
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Il 5 luglio 2005 presso la sala tecno del MLAC si inaugura la mostra personale di Anna Valeria Borsari dal titolo Se i Papi non hanno più bisogno dell’arte. L’Arte come cura del mondo / Il mondo come cura dell’arte – 2 a cura di Simonetta Lux e Domenico Scudero.
Dopo un esordio concettuale a metà degli anni ’70, Anna Valeria Borsari, ha ideato le sue opere attraverso la partecipazione personale, esperienziale, di un’apertura agli agenti esterni, al caso, all’imprevedibile. Oltre all’uso di fotografie e video, lavora con strumenti pittorici e con interventi diretti in luoghi pubblici destinati a costituire parte integrante delle opere sino ad assorbirle completamente.
L’installazione realizzata appositamente per il MLAC consiste nella partecipazione obiettiva ad elementi occasionali dovuti alla storia dei nostri giorni. L’artista ha preso spunto dalla full immersion mediatica cui siamo stati sottoposti dal momento della morte di Papa Giovanni Paolo II sino all’elezione ed all’insediamento del suo successore. Un evento che oltre a trascinare la partecipazione di folle di giovani e meno giovani da tutto il mondo, ha indotto alcuni a considerazioni sul rapporto tra arte visiva e fede (in particolare fede cattolica): rapporto che ai tempi di Giotto o Beato Angelico era strettissimo ed indiscutibile, ai tempi di Michelangelo era stretto anche se a volte conflittuale ed è poi divenuto semprte più carente, fino a cessare del tutto ai nostri giorni. Il ruolo che un tempo aveva l’arte visiva nei confronti della Chiesa è stato assunto dai media e da oggettistica a basso costo e produzione industriale più che artigianale.
Esponendo nel Museo Laboratorio registrazioni televisive fatte in questo recente periodo e sequenze di videocassette per l’occasione immesse in gran numero sul mercato, assieme a gadget acquistati prevalentemente in via della Conciliazione, alle porte del Vaticano, Anna Valeria Borsari intende riaprire un dibattito su queste tematiche, dibattito cui sono invitati a partecipare, in un secondo momento, studiosi di storia dell’arte, teologi, filosofi, sociologi, oltre che artisti. Da quando ha iniziato a lavorare, verso la fine degli anni Settanta, Anna Valeria Borsari ha operato prevalentemente con interventi su territorio, in vecchi ospedali, corsi d’acqua, edifici fatiscenti, producendo arte pubblica.
La mostra è realizzata nella programmazione Laboratorio del MLAC con il contributo della Regione Lazio per le ricerche in “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea”, voluti dal direttore Simonetta Lux e realizzate dal curatore del MLAC Domenico Scudero.
Dopo un esordio concettuale a metà degli anni ’70, Anna Valeria Borsari, ha ideato le sue opere attraverso la partecipazione personale, esperienziale, di un’apertura agli agenti esterni, al caso, all’imprevedibile. Oltre all’uso di fotografie e video, lavora con strumenti pittorici e con interventi diretti in luoghi pubblici destinati a costituire parte integrante delle opere sino ad assorbirle completamente.
L’installazione realizzata appositamente per il MLAC consiste nella partecipazione obiettiva ad elementi occasionali dovuti alla storia dei nostri giorni. L’artista ha preso spunto dalla full immersion mediatica cui siamo stati sottoposti dal momento della morte di Papa Giovanni Paolo II sino all’elezione ed all’insediamento del suo successore. Un evento che oltre a trascinare la partecipazione di folle di giovani e meno giovani da tutto il mondo, ha indotto alcuni a considerazioni sul rapporto tra arte visiva e fede (in particolare fede cattolica): rapporto che ai tempi di Giotto o Beato Angelico era strettissimo ed indiscutibile, ai tempi di Michelangelo era stretto anche se a volte conflittuale ed è poi divenuto semprte più carente, fino a cessare del tutto ai nostri giorni. Il ruolo che un tempo aveva l’arte visiva nei confronti della Chiesa è stato assunto dai media e da oggettistica a basso costo e produzione industriale più che artigianale.
Esponendo nel Museo Laboratorio registrazioni televisive fatte in questo recente periodo e sequenze di videocassette per l’occasione immesse in gran numero sul mercato, assieme a gadget acquistati prevalentemente in via della Conciliazione, alle porte del Vaticano, Anna Valeria Borsari intende riaprire un dibattito su queste tematiche, dibattito cui sono invitati a partecipare, in un secondo momento, studiosi di storia dell’arte, teologi, filosofi, sociologi, oltre che artisti. Da quando ha iniziato a lavorare, verso la fine degli anni Settanta, Anna Valeria Borsari ha operato prevalentemente con interventi su territorio, in vecchi ospedali, corsi d’acqua, edifici fatiscenti, producendo arte pubblica.
La mostra è realizzata nella programmazione Laboratorio del MLAC con il contributo della Regione Lazio per le ricerche in “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea”, voluti dal direttore Simonetta Lux e realizzate dal curatore del MLAC Domenico Scudero.
05
luglio 2005
Anna Valeria Borsari – Se i Papi non hanno più bisogno dell’arte
Dal 05 al 29 luglio 2005
arte contemporanea
Location
MLAC – MUSEO LABORATORIO DI ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Piazzale Aldo Moro, 5, (Roma)
Roma, Piazzale Aldo Moro, 5, (Roma)
Orario di apertura
Lun – Ven ore 10:00 – 19:30
Vernissage
5 Luglio 2005, ore 18:30
Autore
Curatore




