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Maria Pia Daidone – Orme e Sagome
recentissime opere, in tecnica mista, dell’artista partenopea Maria Pia Daidone
Comunicato stampa
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Maria Pia Daidone conta in Campania numerosissime mostre, ed, in particolare, in varie località della penisola sorrentina: ad esempio, a luglio del 2002 ha concretizzato la monografica “Birilli Mediterranei” al “Palazzo Comunale” di Vico Equense, ad agosto del 2003 nel prestigioso “Museo Mineralogico Campano - Fondazione Discepolo”, sempre della Città di Vico Equense, sapientemente diretto da Umberto Celentano, ha, con “Sagome per un trittico”, delineato e motivato le stimate ricerche e tra dicembre 2004 e gennaio 2005 ha esposto con “Sagome Mediterranee”, mostra glocal, un momento di transito contemporaneo adeguato al luogo dato dal Museo Archeologico “Silio Italico”, dipendente per la cura scientifica dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta, tappa finale del circuito espositivo nella Città di Vico Equense, che l’ha saputa ben accogliere ed apprezzare totalmente, dalle amministrazioni agli artisti peninsulari, sino ai “viaggiatori” e agli “uomini di cultura”, che frequentano la “riviera campana” o la “costa diva”. L’artista ha, ultimamente, esposto alla “Libreria Guida” di Capua dove è riuscita, con “Sagome Capuane”, a condensare, saggiamente e con motivata partecipazione, l’orizzonte culturale del suo profilo di intendimenti visivi, in un contesto di indubbio valore. L’artista, invitata dall’Assessorato per le Pari Opportunità della Regione Campania ha partecipato, poi, dal 7 al 13 marzo, alla rassegna di arti visive, con altre bravissime artiste, nell’ambito delle manifestazione intitolata “La Città delle Donne”.
Espone in questo frangente, e quasi in contemporanea, “Sagome Minime” (26 maggio – 30 giugno), a “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere, spazio diretto da Gennaro Stanislao, e con “Sagome svelate” (11 giugno – 13 luglio), alla “Neoartgallery” di Roma, diretta da Angelo Andriuolo e Giorgio Bertozzi.
La mostra, intitolata “Orme e Sagome”, allestita a “Studio Aperto” di Fornacelle di Vico Equense, conclude un soggiorno. Sono presenti gli ultimissimi lavori, in tecnica mista, dell’artista partenopea, che così saluta Fornacelle, appartata frazione di Vico Equense, dove è stata sei anni ed ha incontrato artisti ed operatori in vacanza.
Le opere di Maria Pia Daidone provengono dall’icasticità del mondo antico e si offrono nella qualità di una teoria di dettagli antropologici contemporanei di rilievo. Queste magiche sagome, di recentissima datazione, su cui insistono anche segni, segnacoli, segnature, graffi, incisioni, strofinature, accostamenti di sacro e profano, raccolgono le vertigini del nostro tempo e ci rimandano a tempi antichi, in cui un graffito si poneva come primo elemento segnico-simbolico di interpretazione e comunicazione sociale.
Il ventaglio di definizioni dell’artista consacra un “plafond” visivo di caratura storica, che accoglie nella sua estensione rilievi epocali e caratteri attuali. Vediamo, ora, in quest’ultimissima situazione espositiva (25 – 30 giugno 2005) degli interessanti lavori di proporzioni medie, che vivono sull’onda di alcuni colori, quali l’ocra, il nero, il blu, il rosso eletti dall’artista a momentanei vettori cromatici della sua lunga ricerca, che già appassiona, da tempo, collezionisti ed attenti critici di rilievo nazionale. La grande artista partenopea è sempre più in ascesa, perché sempre più invitata ad esporre fuori Italia, dove riscuote unanimi consensi ed apprezzamenti.
Da ricordare, infine, che la singolare ed unica “Sagoma-Totò”, dedicata al grandissimo artista, consegnata alla figlia Liliana de Curtis alla “Neoartgallery” di Roma, entrerà a far parte del costituendo museo dedicato a Totò, definito il “principe del sorriso”, in allestimento al Palazzo dello Spagnolo, nella zona dei Vergini, a Napoli.
Maurizio Vitiello
Espone in questo frangente, e quasi in contemporanea, “Sagome Minime” (26 maggio – 30 giugno), a “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere, spazio diretto da Gennaro Stanislao, e con “Sagome svelate” (11 giugno – 13 luglio), alla “Neoartgallery” di Roma, diretta da Angelo Andriuolo e Giorgio Bertozzi.
La mostra, intitolata “Orme e Sagome”, allestita a “Studio Aperto” di Fornacelle di Vico Equense, conclude un soggiorno. Sono presenti gli ultimissimi lavori, in tecnica mista, dell’artista partenopea, che così saluta Fornacelle, appartata frazione di Vico Equense, dove è stata sei anni ed ha incontrato artisti ed operatori in vacanza.
Le opere di Maria Pia Daidone provengono dall’icasticità del mondo antico e si offrono nella qualità di una teoria di dettagli antropologici contemporanei di rilievo. Queste magiche sagome, di recentissima datazione, su cui insistono anche segni, segnacoli, segnature, graffi, incisioni, strofinature, accostamenti di sacro e profano, raccolgono le vertigini del nostro tempo e ci rimandano a tempi antichi, in cui un graffito si poneva come primo elemento segnico-simbolico di interpretazione e comunicazione sociale.
Il ventaglio di definizioni dell’artista consacra un “plafond” visivo di caratura storica, che accoglie nella sua estensione rilievi epocali e caratteri attuali. Vediamo, ora, in quest’ultimissima situazione espositiva (25 – 30 giugno 2005) degli interessanti lavori di proporzioni medie, che vivono sull’onda di alcuni colori, quali l’ocra, il nero, il blu, il rosso eletti dall’artista a momentanei vettori cromatici della sua lunga ricerca, che già appassiona, da tempo, collezionisti ed attenti critici di rilievo nazionale. La grande artista partenopea è sempre più in ascesa, perché sempre più invitata ad esporre fuori Italia, dove riscuote unanimi consensi ed apprezzamenti.
Da ricordare, infine, che la singolare ed unica “Sagoma-Totò”, dedicata al grandissimo artista, consegnata alla figlia Liliana de Curtis alla “Neoartgallery” di Roma, entrerà a far parte del costituendo museo dedicato a Totò, definito il “principe del sorriso”, in allestimento al Palazzo dello Spagnolo, nella zona dei Vergini, a Napoli.
Maurizio Vitiello
25
giugno 2005
Maria Pia Daidone – Orme e Sagome
Dal 25 al 30 giugno 2005
arte contemporanea
Location
STUDIO APERTO
Vico Equense (loc. Fornacelle), Via Boza, (NAPOLI)
Vico Equense (loc. Fornacelle), Via Boza, (NAPOLI)
Orario di apertura
19.30-21.30
Vernissage
25 Giugno 2005, ore 19.30. Interventi critici, alle ore 20, di Stefano Arcella e di Maurizio Vitiello.
Autore
Curatore
