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Lorenzo Banci – ReAbita
Con la mostra “reabita” di Lorenzo Banci inaugura la nuova galleria di arte contemporanea di Teresa Poggioli facente parte di Artsinergy
Comunicato stampa
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Con la mostra “reabita” di Lorenzo Banci inaugura la nuova galleria di arte contemporanea di Teresa Poggioli facente parte di Artsinergy. Dopo la recente apertura - il 18 giugno scorso- a San Benedetto del Tronto della prima galleria, nonchè sede centrale ed organizzativa, l’attività di Artsinergy prosegue col programma che prevede l’apertura entro l’anno di altri spazi in sinergia nelle città di Palermo, Pavia e Roma, dotati di un’unica direzione artistica centralizzata, che si avvarrà di volta in volta della collaborazione di diversi curatori italiani e stranieri che presenteranno mostre di artisti, sia giovani che affermati, tutte incentrate sulla pittura.
Lorenzo Banci è uno dei pittori più interessanti della sua generazione, una affermazione, questa, per se inabituale, che è il frutto di una contemplazione sulle sue opere accompagnata dalla conoscenza del suo pensiero e della sua attitudine a fare pittura oggi.
Lorenzo documenta una realtà che si nasconde dietro un’altra realtà, così come dietro ogni pensiero si nasconde un’altro pensiero.
La luce è il nucleo della sua pittura, è insieme il punto di partenza e il punto di arrivo. [ …]
Orti di luce – Amnon Barzel
Immagini poetiche, quelle di Lorenzo Banci, silenziose, spettanti. Oggetti architettonici essenziali, nudi. Spazi quotidiani invasi dal silenzio, una finestra aperta, una scala, un semplice pavimento, una sedia abbandonata. Nessuna presenza umana visualizzabile abita quei luoghi o meglio, quegli oggetti. Ad animare l’immagine della “realtà”la luce.
E’ la luce che scorre morbida sulle pareti, sulle cose dell’abitare che rivela il mondo, la presenza del fare umano. Così è chiaro che gli oggetti, la materia, si offrono alla percezione attraverso l’energia della luce che, appunto, materia non è. E’ un guardare diverso quello di Banci, è un vedere attraverso la pittura che trasforma il percepito della realtà oggettuale in altro, in visione forse. Gli spazi che Banci costruisce con pure linee non sono luoghi deserti, al contrario, sono frammenti di esperienza vissuta, frammenti di presenza umana che, pur lasciando un segno nel pensiero, non possono dirsi ricordi. Atmosfere.
Momenti in cui il tempo rallenta, si dilata. Tempo in cui la visione delle cose, non più chiara e certa, lascia il posto alle sensazioni. Non si tratta di rievocare il percepito, la realtà delle cose, ma di reinventare poeticamente il mondo.
Ma la poesia è parola e la pittura è silenzio. Ciò che rende possibile il nesso con l’opera di Banci è l’origine intima dell’immagine, gli impercettibili sussurri del pensiero. Questa è una pittura meticolosa, sensibile al minimo sfavillio di luce che prende corpo attraverso il lento intrecciarsi delle velature. Una prassi pittorica che richiede pause, sospensioni ed infine attese.
Il titolo della mostra REABITA fonde la parola abita, da abitare, con il prefisso re. Il riferimento è allo spazio inventato che è quello del già vissuto. Questi limpidi spazi architettonici, silenziosamente, attendono e chiedono di essere nuovamente e, forse, diversamente “abitati”. Desiderano altri pensieri, altre storie.
di Silvia Piolo
Lorenzo Banci è uno dei pittori più interessanti della sua generazione, una affermazione, questa, per se inabituale, che è il frutto di una contemplazione sulle sue opere accompagnata dalla conoscenza del suo pensiero e della sua attitudine a fare pittura oggi.
Lorenzo documenta una realtà che si nasconde dietro un’altra realtà, così come dietro ogni pensiero si nasconde un’altro pensiero.
La luce è il nucleo della sua pittura, è insieme il punto di partenza e il punto di arrivo. [ …]
Orti di luce – Amnon Barzel
Immagini poetiche, quelle di Lorenzo Banci, silenziose, spettanti. Oggetti architettonici essenziali, nudi. Spazi quotidiani invasi dal silenzio, una finestra aperta, una scala, un semplice pavimento, una sedia abbandonata. Nessuna presenza umana visualizzabile abita quei luoghi o meglio, quegli oggetti. Ad animare l’immagine della “realtà”la luce.
E’ la luce che scorre morbida sulle pareti, sulle cose dell’abitare che rivela il mondo, la presenza del fare umano. Così è chiaro che gli oggetti, la materia, si offrono alla percezione attraverso l’energia della luce che, appunto, materia non è. E’ un guardare diverso quello di Banci, è un vedere attraverso la pittura che trasforma il percepito della realtà oggettuale in altro, in visione forse. Gli spazi che Banci costruisce con pure linee non sono luoghi deserti, al contrario, sono frammenti di esperienza vissuta, frammenti di presenza umana che, pur lasciando un segno nel pensiero, non possono dirsi ricordi. Atmosfere.
Momenti in cui il tempo rallenta, si dilata. Tempo in cui la visione delle cose, non più chiara e certa, lascia il posto alle sensazioni. Non si tratta di rievocare il percepito, la realtà delle cose, ma di reinventare poeticamente il mondo.
Ma la poesia è parola e la pittura è silenzio. Ciò che rende possibile il nesso con l’opera di Banci è l’origine intima dell’immagine, gli impercettibili sussurri del pensiero. Questa è una pittura meticolosa, sensibile al minimo sfavillio di luce che prende corpo attraverso il lento intrecciarsi delle velature. Una prassi pittorica che richiede pause, sospensioni ed infine attese.
Il titolo della mostra REABITA fonde la parola abita, da abitare, con il prefisso re. Il riferimento è allo spazio inventato che è quello del già vissuto. Questi limpidi spazi architettonici, silenziosamente, attendono e chiedono di essere nuovamente e, forse, diversamente “abitati”. Desiderano altri pensieri, altre storie.
di Silvia Piolo
30
giugno 2005
Lorenzo Banci – ReAbita
Dal 30 giugno al 15 settembre 2005
arte contemporanea
Location
GALLERIA TERESA POGGIOLI
Bologna, Via Sant'Isaia, 7B, (Bologna)
Bologna, Via Sant'Isaia, 7B, (Bologna)
Orario di apertura
dal lunedì al sabato 17-20
Vernissage
30 Giugno 2005, ore 19
Autore


