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La misura del tempo
la mostra che racconta la storia dell’orologeria italiana dal XV al XVIII secolo
Comunicato stampa
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In mostra oltre 350 preziosi esemplari dell'ingegno umano, un magnifico connubio tra scienza ed arte.
Gli orologi notturni e silenziosi di papa Alessandro VII Chigi, realizzati a metà '600 dai fratelli Pier Tommaso e Giuseppe Campani, il celebre orologio astronomico di Maria Teresa d'Austria costruito nel '700 dai maestri Borghesi e Bertolla, proveniente dal Museo di Storia e Tecnologia di Washington, ed ancora l'orologio di San Filippo Neri del Barocci o il preziosissimo orologio da saccoccia in cristallo di rocca realizzato dal Mascarone nel 1560.
Sono solo alcuni dei più rari e preziosi pezzi che si potranno ammirare al Castello del Buonconsiglio di Trento dal 25 giugno al 6 novembre 2005 nella più completa mostra mai allestita in Europa sulla storia dell'orologeria italiana dalla fine del XV al XVIII secolo.
Oltre 350 pezzi provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche, racconteranno la nascita e lo sviluppo dell'orologio, da quelli solari, agli astronomici, dagli astrolabi alle clessidre, da quelli con automi semoventi a quelli a piano inclinato, a cremagliera, ed ancora i notturni, le pendole, gli orologi a proiezione, quelli da petto o saccoccia. In mostra sarà anche ricostruito un laboratorio con gli strumenti di lavoro, gli ingranaggi, i compassi, le frese, i libri prestati dal Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" di Milano, del maestro orologiaio trentino Bartolomeo Antonio Bertolla ( 1702 - 1789).
Nove le sezioni della mostra: si inizia con gli orologi solari, realizzati attraverso gli studi della gnomica, la scienza relativa alla rappresentazione della sfera celeste. Saranno esposte meridiane portatili di autori italiani, basate sui differenti principi di costruzione, e alcuni astrolabi, dischi traforati che rappresentano la mappa delle stelle fisse con il polo nord celeste al centro.
Nella seconda sezione troveranno posto alcuni prototipi dell'orologio meccanico e fini modelli di svegliatori monastici, orologi che servivano nei monasteri per segnare la cadenza dei servizi religiosi.
Una sezione è dedicata ai primi orologi pubblici e planetari con indicazioni astrologiche per la popolazione destinati alle torri civiche e agli edifici religiosi.
Nella quarta sezione saranno esposti gli automi, tra i più particolari ed accattivanti manufatti della mostra, e i prestigiosi orologi rinascimentali. Gli automi nel '500 sono oggetti di lusso che rispecchiano l'importanza dell'aristocrazia che incarica ebanisti, orafi ed artisti per impreziosili e decorarli. Nascono gli stupefacenti orologi con sculture di animali che si muovono allo scoccare delle ore.In questa sezione vengono esposti anche gli orologi rinascimentali. Tra i pochissimi orologi italiani da persona di metà '500 che si sono conservati in mostra vi è lo straordinario orologio di San Filippo Neri realizzato da Giovan Maria Barocci, fratello del famoso pittore, e l'esemplare in cristallo di rocco firmato da Giovan Battista Mascarone di Milano.
La sesta sezione è dedicata agli orologi notturni: opere d' arte e tecnologia furono costruiti a metà del '600 per risolvere l'insonnia di papa Alessandro VII Chigi. Il merito spetta ai fratelli Campani che realizzarono un orologio silenzioso e che si poteva leggere anche di notte. Usarono il mercurio come forza motrice che non facesse rumore, quindi sfruttarono il principio della lanterna magica per illuminarlo di notte. Alcuni orologi notturni furono decorati da pittori importanti, in mostra quello con la raffigurazione del tempo e le quattro stagioni dipinto dal Maratta.
La settima sezione mette in luce le diverse scuole regionali di orologeria del '700, da Milano a Venezia, Roma, Genova, Napoli, Firenze.
L'ottava sezione rappresenta un omaggio alla storia dell'orologeria trentina rappresentata dall'opera del suo più insigne protagonista: Antonio Bartolomeo Bertolla (1702 - 1789) sarà infatti esposto il famoso orologio astronomico progettato da Francesco Borghesi (1723 - 1802) e costruito dal Bertolla proveniente da Washington.
L'ultima sezione sarà dedicata all'iconografia dell'orologio con una trentina tra incisioni e quadri, soprattutto ritratti, che daranno modo di capire come gli orologi abbiamo assunto nel tempo la valenza di status symbol.Tra le opere più interessanti spiccano il ritratto di papa Alessandro VII Chigi dipinto da Giovanni Battista Gualli detto il Baciccia( 1639 - 1709) , famoso per aver affrescato il soffitto della chiesa del Gesù a Roma, il ritratto del conte Nicola Soderini per mano del celebre pittore Pompeo Batoni ( 1708 - 1787), il ritratto di dama con orologio di Alessandro Longhi ( 1733 - 1813) ed infine il ritratto di dama di Lavina Fontana (1552 - 1614).
Il comitato scientifico della mostra è coordinato dal professore Giuseppe Brusa, uno dei massimi esperti di storia dell'orologeria, mentre l'allestimento è curato da Michelangelo Lupo.
Gli orologi notturni e silenziosi di papa Alessandro VII Chigi, realizzati a metà '600 dai fratelli Pier Tommaso e Giuseppe Campani, il celebre orologio astronomico di Maria Teresa d'Austria costruito nel '700 dai maestri Borghesi e Bertolla, proveniente dal Museo di Storia e Tecnologia di Washington, ed ancora l'orologio di San Filippo Neri del Barocci o il preziosissimo orologio da saccoccia in cristallo di rocca realizzato dal Mascarone nel 1560.
Sono solo alcuni dei più rari e preziosi pezzi che si potranno ammirare al Castello del Buonconsiglio di Trento dal 25 giugno al 6 novembre 2005 nella più completa mostra mai allestita in Europa sulla storia dell'orologeria italiana dalla fine del XV al XVIII secolo.
Oltre 350 pezzi provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche, racconteranno la nascita e lo sviluppo dell'orologio, da quelli solari, agli astronomici, dagli astrolabi alle clessidre, da quelli con automi semoventi a quelli a piano inclinato, a cremagliera, ed ancora i notturni, le pendole, gli orologi a proiezione, quelli da petto o saccoccia. In mostra sarà anche ricostruito un laboratorio con gli strumenti di lavoro, gli ingranaggi, i compassi, le frese, i libri prestati dal Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" di Milano, del maestro orologiaio trentino Bartolomeo Antonio Bertolla ( 1702 - 1789).
Nove le sezioni della mostra: si inizia con gli orologi solari, realizzati attraverso gli studi della gnomica, la scienza relativa alla rappresentazione della sfera celeste. Saranno esposte meridiane portatili di autori italiani, basate sui differenti principi di costruzione, e alcuni astrolabi, dischi traforati che rappresentano la mappa delle stelle fisse con il polo nord celeste al centro.
Nella seconda sezione troveranno posto alcuni prototipi dell'orologio meccanico e fini modelli di svegliatori monastici, orologi che servivano nei monasteri per segnare la cadenza dei servizi religiosi.
Una sezione è dedicata ai primi orologi pubblici e planetari con indicazioni astrologiche per la popolazione destinati alle torri civiche e agli edifici religiosi.
Nella quarta sezione saranno esposti gli automi, tra i più particolari ed accattivanti manufatti della mostra, e i prestigiosi orologi rinascimentali. Gli automi nel '500 sono oggetti di lusso che rispecchiano l'importanza dell'aristocrazia che incarica ebanisti, orafi ed artisti per impreziosili e decorarli. Nascono gli stupefacenti orologi con sculture di animali che si muovono allo scoccare delle ore.In questa sezione vengono esposti anche gli orologi rinascimentali. Tra i pochissimi orologi italiani da persona di metà '500 che si sono conservati in mostra vi è lo straordinario orologio di San Filippo Neri realizzato da Giovan Maria Barocci, fratello del famoso pittore, e l'esemplare in cristallo di rocco firmato da Giovan Battista Mascarone di Milano.
La sesta sezione è dedicata agli orologi notturni: opere d' arte e tecnologia furono costruiti a metà del '600 per risolvere l'insonnia di papa Alessandro VII Chigi. Il merito spetta ai fratelli Campani che realizzarono un orologio silenzioso e che si poteva leggere anche di notte. Usarono il mercurio come forza motrice che non facesse rumore, quindi sfruttarono il principio della lanterna magica per illuminarlo di notte. Alcuni orologi notturni furono decorati da pittori importanti, in mostra quello con la raffigurazione del tempo e le quattro stagioni dipinto dal Maratta.
La settima sezione mette in luce le diverse scuole regionali di orologeria del '700, da Milano a Venezia, Roma, Genova, Napoli, Firenze.
L'ottava sezione rappresenta un omaggio alla storia dell'orologeria trentina rappresentata dall'opera del suo più insigne protagonista: Antonio Bartolomeo Bertolla (1702 - 1789) sarà infatti esposto il famoso orologio astronomico progettato da Francesco Borghesi (1723 - 1802) e costruito dal Bertolla proveniente da Washington.
L'ultima sezione sarà dedicata all'iconografia dell'orologio con una trentina tra incisioni e quadri, soprattutto ritratti, che daranno modo di capire come gli orologi abbiamo assunto nel tempo la valenza di status symbol.Tra le opere più interessanti spiccano il ritratto di papa Alessandro VII Chigi dipinto da Giovanni Battista Gualli detto il Baciccia( 1639 - 1709) , famoso per aver affrescato il soffitto della chiesa del Gesù a Roma, il ritratto del conte Nicola Soderini per mano del celebre pittore Pompeo Batoni ( 1708 - 1787), il ritratto di dama con orologio di Alessandro Longhi ( 1733 - 1813) ed infine il ritratto di dama di Lavina Fontana (1552 - 1614).
Il comitato scientifico della mostra è coordinato dal professore Giuseppe Brusa, uno dei massimi esperti di storia dell'orologeria, mentre l'allestimento è curato da Michelangelo Lupo.
24
giugno 2005
La misura del tempo
Dal 24 giugno al 06 novembre 2005
Location
CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Trento, Via Bernardo Clesio, 5, (Trento)
Trento, Via Bernardo Clesio, 5, (Trento)
Biglietti
intero 6 euro - ridotto 3 euro
Orario di apertura
10.00 - 18.00 chiuso il lunedì
Vernissage
24 Giugno 2005, ore 18

