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Stefano Pala – Omaggio a Salvador Dalì
Nelle sue composizioni, il tempo tiene sospesi elementi a volte ironici a volte tristi
Comunicato stampa
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Sovente il mondo in cui viviamo ci sembra troppo crudo, non ci permette di sognare, di stare bene con noi stessi, di vivere come vorremmo le emozioni.
Le contaminazioni negative della società, il malessere che si percepisce nella e dalla comunicazione - sovente manipolata o più semplicemente approssimativa - crea turbamenti collettivi, noie, stress, depressioni; grandi ombre del secolo che ci scorre veloce sotto i piedi.
Ci pare di non riuscire a dominare le situazioni, come in una corsa ad ostacoli, una roulette, una grande centrifuga; ruotiamo insieme al mondo, che non ha tempo per aspettarci mentre quello dell’arte è una grande Babilonia.
Da una parte il mercato detta gli schemi. La domanda e l’offerta creano situazioni a volte tragicomiche. Le giurie dei concorsi sovente non conoscono “il mestiere”- rare volte partecipano gli artisti – quindi si partoriscono letture imbarazzanti od insensate!
Dal lato opposto c’è un tipo di uomo diverso, che intende semplicemente comunicare, si confronta con una società troppo frenetica e indifferente. Quell’uomo è l’artista, come una spugna assimila le informazioni, le elabora e le trasforma in un messaggio tutto suo, opera vivendo intensamente cercando qualcuno che parli la sua lingua.
Stefano Pala ha 36 anni, suo padre amava già i colori e la tavolozza, è un’autodidatta, ma la parla bene la lingua dell’arte, condivide questa passione in modo ininterrotto dal ’92, con gli amici artisti del Gruppo Fossanese, città dove abita e lavora.
Dipingendo ha imparato ad osservare e forti sono state le influenze dei grandi maestri quali Picasso, Guttuso, De Chirico e Magritte.
Nel Surrealismo di Salvador Dalì, Pala permette ai suoi fantasmi di teatrale. Gli oggetti vagano in ambienti insoliti in un apparente disordine della visione figurativa.
Nelle sue composizioni, il tempo tiene sospesi elementi a volte ironici a volte tristi.
Le carte fanno il loro gioco. L’osservatore, disarmato, diventa realmente il liquido rilevatore di immagini quanto mai oniriche.
Diciamo che l’esempio suggerito dal Dalì del dopo guerra, è assimilato in una ricerca personale tecnica ed emotiva dall’artista.
Nella stesura degli impasti dei colori, sempre più freschi, puliti e vivaci, soprattutto degli ultimi lavori - più equilibrati e strutturati - l’artista narra la sua visione fiabesca del tempo.
Questa prende forma in poetiche più profonde a volte nostalgiche, ora in ali di farfalle – la farfalla si sa è bellissima ma vive poco!- ora in orizzonti lontani.
Ivo VIGNA
Stefano Pala ha esposto in numerose personali, collettive e concorsi in diverse città.
Hanno scritto di lui: La Nazione di Firenze, La Stampa, Il Secolo XIX, Pegaso Arte e Cultura, L’Ancora, Menabò, L’Alta Val Bormida ed Il Corriere di Alba.
Le contaminazioni negative della società, il malessere che si percepisce nella e dalla comunicazione - sovente manipolata o più semplicemente approssimativa - crea turbamenti collettivi, noie, stress, depressioni; grandi ombre del secolo che ci scorre veloce sotto i piedi.
Ci pare di non riuscire a dominare le situazioni, come in una corsa ad ostacoli, una roulette, una grande centrifuga; ruotiamo insieme al mondo, che non ha tempo per aspettarci mentre quello dell’arte è una grande Babilonia.
Da una parte il mercato detta gli schemi. La domanda e l’offerta creano situazioni a volte tragicomiche. Le giurie dei concorsi sovente non conoscono “il mestiere”- rare volte partecipano gli artisti – quindi si partoriscono letture imbarazzanti od insensate!
Dal lato opposto c’è un tipo di uomo diverso, che intende semplicemente comunicare, si confronta con una società troppo frenetica e indifferente. Quell’uomo è l’artista, come una spugna assimila le informazioni, le elabora e le trasforma in un messaggio tutto suo, opera vivendo intensamente cercando qualcuno che parli la sua lingua.
Stefano Pala ha 36 anni, suo padre amava già i colori e la tavolozza, è un’autodidatta, ma la parla bene la lingua dell’arte, condivide questa passione in modo ininterrotto dal ’92, con gli amici artisti del Gruppo Fossanese, città dove abita e lavora.
Dipingendo ha imparato ad osservare e forti sono state le influenze dei grandi maestri quali Picasso, Guttuso, De Chirico e Magritte.
Nel Surrealismo di Salvador Dalì, Pala permette ai suoi fantasmi di teatrale. Gli oggetti vagano in ambienti insoliti in un apparente disordine della visione figurativa.
Nelle sue composizioni, il tempo tiene sospesi elementi a volte ironici a volte tristi.
Le carte fanno il loro gioco. L’osservatore, disarmato, diventa realmente il liquido rilevatore di immagini quanto mai oniriche.
Diciamo che l’esempio suggerito dal Dalì del dopo guerra, è assimilato in una ricerca personale tecnica ed emotiva dall’artista.
Nella stesura degli impasti dei colori, sempre più freschi, puliti e vivaci, soprattutto degli ultimi lavori - più equilibrati e strutturati - l’artista narra la sua visione fiabesca del tempo.
Questa prende forma in poetiche più profonde a volte nostalgiche, ora in ali di farfalle – la farfalla si sa è bellissima ma vive poco!- ora in orizzonti lontani.
Ivo VIGNA
Stefano Pala ha esposto in numerose personali, collettive e concorsi in diverse città.
Hanno scritto di lui: La Nazione di Firenze, La Stampa, Il Secolo XIX, Pegaso Arte e Cultura, L’Ancora, Menabò, L’Alta Val Bormida ed Il Corriere di Alba.
12
giugno 2005
Stefano Pala – Omaggio a Salvador Dalì
Dal 12 giugno al 05 luglio 2005
arte contemporanea
Location
CAFFE’ MONTE CRISTO
Busca, Via Roberto D'azeglio, 35, (Cuneo)
Busca, Via Roberto D'azeglio, 35, (Cuneo)
Orario di apertura
dal martedì alla domenica 07-01
Vernissage
12 Giugno 2005, ore 11
Autore


