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Mario Rizzi – Il sofà di Jung
Sarà Mario Rizzi – 41 anni, abitazione e lavoro a Berlino – con la sua installazione “Il sofà di Jung”, il protagonista della “project room” del Mart di Rovereto, dal 10 dicembre 2004.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Artista ormai apprezzato e affermato a livello internazionale nel suo
prestigioso curriculum Rizzi vanta partecipazioni alle biennali di Praga,
Tirana e Sydney, un invito al Printemps de Septembre ed al Fresnoy,
residenze d'artista alla Cité Internationale des Arts ed all'Amsterdams
Fonds voor de Kunst, mostre al P.S.1, al Center for the Visual Art di
Gerusalemme, all'Helsinki City Art Museum, alla Galerie Diana Stigter di
Amsterdam, al Centraal Museum di Utrecht, oltre alla realizzazione di due
progetti a Berlino, alla Künstlerhaus Bethanien e nella S-Bahn Nordbahnhof.
Ultima in ordine di tempo la sua partecipazione - unico italiano invitato -
alla Biennale di Sidney, ove ha presentato proprio questa affascinante
installazione sonora, coprodotta dal Mart di Rovereto.
Lo sradicamento è il principio fondante del lavoro di Mario Rizzi: la sua
condizione di eterno viaggiatore in perenne partenza, in continuo transito.
La mancanza di radici rende l'artista libero di ricercare nei luoghi che
incontra stimoli e suggestioni, nelle relazioni antropologiche e culturali
che riesce a sondare; d'altro canto la precarietà, il senso del limite e il
sentimento attanagliante di nostalgia - per la mancanza di "una comunità di
riferimento" e di un rifugio sicuro - emergono evidenti in tutti i suoi
lavori, ricercando storie e persone "moralmente" nella sua stessa condizione
e dunque spesso realtà di "diversità " e di "emarginazione".
La sua opera nasce dall'incontro con gli altri, dalla relazione tra i suo
occhio esterno, il suo fare d'artista, e la realtà medesima, ovvero dai
continui interscambi tra chi ha pensato il progetto e la sua estensione.
"Il sofà di Jung" è la storia di una relazione, di una passione, ma è anche
lo specchio della passione di chi guarda e interagisce con l'ìnstallazione
che avvolge i visitatori attraverso vibrazioni e suoni.
Di primo acchito sembrano mobili di un alloggio d'epoca quelli collocati da
Rizzi: moquette e pareti in tono, mobili di modernariato; ma se si ascolta
attentamente si percepiscono voci che bisbigliano nell'aria.
In realtà il lavoro di Rizzi rievoca il famoso studio psichiatrico di Carl
Jung e in particolare ricorda il rapporto tra Sabina Spielrein - ebrea
russa, che a diciannove anni venne ricoverata a Zurigo nella clinica di
Jung, affetta da un grave forma di isteria - e il grande psichiatra
Ad ispirare Rizzi sono stati soprattutto i diari di Sabine, alcuni dei quali
rinvenuti a Zurigo solo nel 1977: fino ad allora poco si sapeva della donna
alla quale Jung diagnosticò l'isteria psicotica e che, guarita, si dedicò
alla medicina divenendo analista e psicologa infantile.
Sabine, uccisa dai nazisti nel 1942, corrispose lungamente con Jung e con il
suo maestro Sigmund Freud e influenzò notevolmente il dibattito
psicoanalitico di quegli anni.
prestigioso curriculum Rizzi vanta partecipazioni alle biennali di Praga,
Tirana e Sydney, un invito al Printemps de Septembre ed al Fresnoy,
residenze d'artista alla Cité Internationale des Arts ed all'Amsterdams
Fonds voor de Kunst, mostre al P.S.1, al Center for the Visual Art di
Gerusalemme, all'Helsinki City Art Museum, alla Galerie Diana Stigter di
Amsterdam, al Centraal Museum di Utrecht, oltre alla realizzazione di due
progetti a Berlino, alla Künstlerhaus Bethanien e nella S-Bahn Nordbahnhof.
Ultima in ordine di tempo la sua partecipazione - unico italiano invitato -
alla Biennale di Sidney, ove ha presentato proprio questa affascinante
installazione sonora, coprodotta dal Mart di Rovereto.
Lo sradicamento è il principio fondante del lavoro di Mario Rizzi: la sua
condizione di eterno viaggiatore in perenne partenza, in continuo transito.
La mancanza di radici rende l'artista libero di ricercare nei luoghi che
incontra stimoli e suggestioni, nelle relazioni antropologiche e culturali
che riesce a sondare; d'altro canto la precarietà, il senso del limite e il
sentimento attanagliante di nostalgia - per la mancanza di "una comunità di
riferimento" e di un rifugio sicuro - emergono evidenti in tutti i suoi
lavori, ricercando storie e persone "moralmente" nella sua stessa condizione
e dunque spesso realtà di "diversità " e di "emarginazione".
La sua opera nasce dall'incontro con gli altri, dalla relazione tra i suo
occhio esterno, il suo fare d'artista, e la realtà medesima, ovvero dai
continui interscambi tra chi ha pensato il progetto e la sua estensione.
"Il sofà di Jung" è la storia di una relazione, di una passione, ma è anche
lo specchio della passione di chi guarda e interagisce con l'ìnstallazione
che avvolge i visitatori attraverso vibrazioni e suoni.
Di primo acchito sembrano mobili di un alloggio d'epoca quelli collocati da
Rizzi: moquette e pareti in tono, mobili di modernariato; ma se si ascolta
attentamente si percepiscono voci che bisbigliano nell'aria.
In realtà il lavoro di Rizzi rievoca il famoso studio psichiatrico di Carl
Jung e in particolare ricorda il rapporto tra Sabina Spielrein - ebrea
russa, che a diciannove anni venne ricoverata a Zurigo nella clinica di
Jung, affetta da un grave forma di isteria - e il grande psichiatra
Ad ispirare Rizzi sono stati soprattutto i diari di Sabine, alcuni dei quali
rinvenuti a Zurigo solo nel 1977: fino ad allora poco si sapeva della donna
alla quale Jung diagnosticò l'isteria psicotica e che, guarita, si dedicò
alla medicina divenendo analista e psicologa infantile.
Sabine, uccisa dai nazisti nel 1942, corrispose lungamente con Jung e con il
suo maestro Sigmund Freud e influenzò notevolmente il dibattito
psicoanalitico di quegli anni.
10
dicembre 2004
Mario Rizzi – Il sofà di Jung
Dal 10 dicembre 2004 al 20 febbraio 2005
arte contemporanea
Location
MART – Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Rovereto, Corso Angelo Bettini, 43, (Trento)
Rovereto, Corso Angelo Bettini, 43, (Trento)
Biglietti
Intero: 8 Euro Ridotto: 5 Euro
Ridotto scolaresche: 1Euro a studente
Orario di apertura
martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica 10:00 - 18:00 - venerdì 10:00 - 21:00
Chiuso il lunedì
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