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Stefano Canto
uno spazio espositivo trasversale, puntato sulle intersezioni creative, sui linguaggi misti, su ricerche dalle combinazioni fortemente attuali. L¹evento di apertura vedrà una selezione di oggetti firmati dallo stesso Stefano Canto. Un percorso tra creatività scultorea e funzionalità trasversale.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
SC come STEFANO CANTO, artefice di uno spazio espositivo trasversale,
puntato sulle intersezioni creative, sui linguaggi misti, su ricerche dalle
combinazioni fortemente attuali. SCO2 si orienterà verso proposte di design
fuori dai limiti industriali, verso artisti che si muovono su territori
anomali, verso giovani architetti di alto profilo etico, verso percorsi
radicali del video.
L¹evento di apertura, curato da Gianluca Marziani e Stefania Miscetti, vedrà
una selezione di oggetti firmati dallo stesso Stefano Canto. Un percorso tra
creatività scultorea e funzionalità trasversale. Frutto di progetti che
nascono dal ricontestualizzare materie con scarso pregio apparente:
marmitte, catene, camere d¹aria, alghe, cortecceS solo alcuni dei materiali
³vivi² di cui si nutre un viaggio tra scultura, design ed architettura.
Lo spazio di Piazza de¹ Ricci è frutto di un rigoroso progetto
architettonico, ideato da Stefano Canto e Stefania Miscetti in relazione
alla memoria del luogo e alle esigenze polifunzionali della struttura.
Per l¹inaugurazione verrà anche presentato un volume, curato da Gianluca
Marziani, che percorre l¹operazione di Stefano Canto con i suoi oggetti
scultorei, i taccuini architettonici ed altre sorprese creative.
Seguendo il testo di Marziani, si parla di ³SUno scambio con la realtà dove
vince il senso poetico di ogni atto formale. Per Canto il recupero
rappresenta una selezione emotiva nell¹oceano di resti metropolitani. Non si
tratta di scelte casuali ma di una felice lungimiranza estetica, connessa ai
significati che l¹oggetto porta nel suo genoma. Ogni forma materica aiuta
così la visione poetica di architetture domestiche dalla postura scultorea.
Un tronco dal taglio futurista si incastra con un semplice ferro e diventa
sedia: sottile e spiazzante, sottolinea la poesia del contrasto tecnologico.
Ricordandoci le compatibilità tra natura e progresso, i dialoghi tra lingue
distanti. Parti di legno e plexiglas si uniscono a ruote funzionanti per un
tavolo che ripensa quello di Gae Aulenti, dando muscoli e vene ad un
capolavoro di leggerezza e poesia. Catene da bicicletta girano in un vortice
crescente, creando vassoi dove l¹energia industriale armonizza i colori e
ammorbidisce la materia. Telai con transistor perdono la loro funzione
elettronica per contenere oggetti in un rigoroso microedificio del recupero.
Camere d¹aria coi loro tappini metallici si tramutano in posacenere. Una
marmitta arrugginita e la gomma da pneumatico si ritrovano assieme per una
lampada da tavoloS²
Completa il progetto un video su Stefano Canto ideato e diretto da Emanuele
Marziani, curatore della Videolibrary che animerà SC02 con progetti video
italiani ed internazionali.
puntato sulle intersezioni creative, sui linguaggi misti, su ricerche dalle
combinazioni fortemente attuali. SCO2 si orienterà verso proposte di design
fuori dai limiti industriali, verso artisti che si muovono su territori
anomali, verso giovani architetti di alto profilo etico, verso percorsi
radicali del video.
L¹evento di apertura, curato da Gianluca Marziani e Stefania Miscetti, vedrà
una selezione di oggetti firmati dallo stesso Stefano Canto. Un percorso tra
creatività scultorea e funzionalità trasversale. Frutto di progetti che
nascono dal ricontestualizzare materie con scarso pregio apparente:
marmitte, catene, camere d¹aria, alghe, cortecceS solo alcuni dei materiali
³vivi² di cui si nutre un viaggio tra scultura, design ed architettura.
Lo spazio di Piazza de¹ Ricci è frutto di un rigoroso progetto
architettonico, ideato da Stefano Canto e Stefania Miscetti in relazione
alla memoria del luogo e alle esigenze polifunzionali della struttura.
Per l¹inaugurazione verrà anche presentato un volume, curato da Gianluca
Marziani, che percorre l¹operazione di Stefano Canto con i suoi oggetti
scultorei, i taccuini architettonici ed altre sorprese creative.
Seguendo il testo di Marziani, si parla di ³SUno scambio con la realtà dove
vince il senso poetico di ogni atto formale. Per Canto il recupero
rappresenta una selezione emotiva nell¹oceano di resti metropolitani. Non si
tratta di scelte casuali ma di una felice lungimiranza estetica, connessa ai
significati che l¹oggetto porta nel suo genoma. Ogni forma materica aiuta
così la visione poetica di architetture domestiche dalla postura scultorea.
Un tronco dal taglio futurista si incastra con un semplice ferro e diventa
sedia: sottile e spiazzante, sottolinea la poesia del contrasto tecnologico.
Ricordandoci le compatibilità tra natura e progresso, i dialoghi tra lingue
distanti. Parti di legno e plexiglas si uniscono a ruote funzionanti per un
tavolo che ripensa quello di Gae Aulenti, dando muscoli e vene ad un
capolavoro di leggerezza e poesia. Catene da bicicletta girano in un vortice
crescente, creando vassoi dove l¹energia industriale armonizza i colori e
ammorbidisce la materia. Telai con transistor perdono la loro funzione
elettronica per contenere oggetti in un rigoroso microedificio del recupero.
Camere d¹aria coi loro tappini metallici si tramutano in posacenere. Una
marmitta arrugginita e la gomma da pneumatico si ritrovano assieme per una
lampada da tavoloS²
Completa il progetto un video su Stefano Canto ideato e diretto da Emanuele
Marziani, curatore della Videolibrary che animerà SC02 con progetti video
italiani ed internazionali.
30
ottobre 2003
Stefano Canto
Dal 30 ottobre al 30 novembre 2003
design
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
SCZERODUE
Roma, Piazza De' Ricci, 127, (Roma)
Roma, Piazza De' Ricci, 127, (Roma)
Vernissage
30 Ottobre 2003, ore 18


