Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Sandra Vasquez de la Horra – Aguas profundas
Il Museo Novecento inaugura la prima mostra personale in un museo italiano dell’artista cilena Sandra Vásquez de la Horra (Viña del Mar, Cile, 1967),
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Il Museo Novecento inaugura la prima mostra
personale in un museo italiano dell’artista cilena Sandra Vásquez de
la Horra (Viña del Mar, Cile, 1967), a cura di Rubina Romanelli. La
mostra (aperta al pubblico dal 12 luglio al 17 ottobre 2019), all’interno
dello spazio Room, prosegue il ciclo di mostre di artiste donne iniziato
con Maria Lai e proseguito successivamente con il duo Goldschmied &
Chiari. Vásquez de la Horra ha studiato con Jannis Kounellis e
Rosemarie Trockel e ha vinto premi importanti come il Prix de dessin
Daniel & Florence Guerlain. L’esposizione al Museo Novecento è
un’occasione unica per osservare un corpus di lavori appartenenti alla
produzione degli ultimi anni. Inoltre, alcune opere sono state
realizzate appositamente per l’occasione, dopo che l’artista si è
lasciata ispirare dalle opere di Mario Sironi presenti nella collezione
permanente.
Sandra Vásquez de la Horra lavora col medium del disegno che
immerge poi nella cera e da questa è per sempre “sigillato”,
conferendogli una pelle translucente ed un senso di profondità. Le
potenti immagini che abitano i suoi lavori provengono dall’inconscio,
dalla memoria, da una ricerca trasversale interculturale, da una
visione sincretica delle religioni e da un suo approccio quasi
antropologico verso il mondo.
L’artista è cresciuta in una famiglia cattolica conservatrice durante la
sanguinosa dittatura di Augusto Pinochet (1973- 1990). I suoi disegni
hanno spesso come protagoniste delle donne o delle figure, che
appaiono in un ambiente vuoto, senza sfondo, in posizioni o situazioni
surreali o fantastiche, di rischio, talvolta erotiche. L’ampio vocabolario
simbolico da cui attinge evoca anche la complessa storia
latinoamericana, fatta spesso di scontri brutali e sottomissioni che
drammaticamente perseverano tutt’oggi. I disegni, inchiodati
direttamente alle pareti, nella loro nudità non lasciano scampo e si
impongono allo spettatore spiazzandolo, imponendo un dialogo
diretto e talvolta violento. Il suo stile e il suo vocabolario simbolico
sono altamente riconoscibili. Mentre in passato ha lavorato su disegni
di piccole dimensioni collocandoli sulle pareti in composizioni e
giustapposizioni, nel lavoro più recente ha sviluppato grandi formati
che vengono qui presentati insieme ai recenti sviluppi tridimensionali
del suo lavoro: le “case” e i “leporelli”. Questi subiscono lo stesso
trattamento dei disegni, vengono prima disegnati, poi immersi nella
cera e hanno la caratteristica di unire due medium che raramente
convivono: il disegno e la scultura. La prima casa è stata concepita
partendo dalla memoria dell’abitazione modernista a Viña del Mar in
cui l’artista abitò da bambina e che è ancora fonte di grande
ispirazione. Al Museo Novecento viene presentato un ulteriore
sviluppo del suo lavoro: la sua prima casa “aperta”, realizzata per
questa mostra e nata ispirandosi a Mario Sironi di cui l’artista ha
ammirato il lavoro durante il suo primo sopralluogo al Museo
Novecento. Questa, diversamente dalle precedenti, è disegnata nel
suo interno e simile ad un teatrino, con un uso cromatico decisamente
più vario rispetto ai lavori del passato e ispirata, dice l’artista, anche
dalla permanenza fiorentina e dai canoni prospettici rinascimentali. I
leporelli, che consistono in fogli di carta piegati a fisarmonica, sono dei
libri/sculture che verticalmente si annunciano al mondo. È presentata
anche la piccola scultura “Yo soy Casa”, ultimissima produzione
dell’artista e prima di una nuova serie mai esposta prima.
In “Lazarus”, un Lazzaro dalle sembianze asiatiche ormai risvegliato
che cammina affiancato da due cani, evoca il movimento migratorio
cinese verso l’America Latina. Allo stesso modo il disegno “América sin
Fronteras” mostra una madre terra da cui entrano ed escono
liberamente dei personaggi, in una fluidità di confini. “You Are Always
on My Mind” potrebbe fare riferimento alla famosa canzone degli anni
’70 interpretata anche da Elvis Presley e che parla di un amore
nostalgico, o forse fa riferimento all’ossessione che coglie l’artista nella
sua ricerca. “Aguas Profundas” rappresenta un uomo che cade a
capofitto, un salto pindarico o forse il destino ignoto verso cui ognuno
di noi è costretto ad andare; potrebbe anche metterci davanti a un
frammento di quell’oscuro momento della storia in cui i prigionieri,
chiamati poi desaparecidos, venivano lanciati ancora in vita dagli aerei.
Sicuramente è desiderio di Sandra Vásquez de la Horra andare più a
fondo, alla ricerca di significati, nelle acque profonde.
Sandra Vásquez de la Horra è nata nel 1967 a Viña del Mar, Cile. Vive e
lavora a Berlino. Si è laureata in Visual Communications alla University
of Design di Viña del Mar (1994). Ha studiato alla Künstakademie di
Düsseldorf con Jannis Kounellis (1995- 1996) e Rosemarie Trockel
(1999-2002). Nel 2009 ha vinto il prestigioso Prix de dessin Daniel &
Florence Guerlain e nel 2013 il premio Kunstfonds Bonn Foundation. Il
suo lavoro è stato mostrato in varie gallerie e musei internazionali tra
cui: David Nolan Gallery, New York (2018, 2016, 2013, 2012, 2009);
Kewenig Galerie, Palma (2015, 2011), Berlino (2014) e Colonia (2007);
Thaddeus Ropac, Parigi (2013, 2010), Salisburgo (2011); Sprovieri
Gallery, Londra (2007); The Parkview Museum, Singapore (2017);
Museum für moderne Kunst, Bremen (2016); S.M.A.K., Gent (2015);
Albertina, Vienna (2019, 2015); Mona, Tasmania (2013); Oldenburger
Kunstverein, Germania (2012); Musée d’Art Moderne, St-Etienne
(2011); Bonnefantenmuseum, Maastricht (2010); the Centre Georges
Pompidou, Parigi (2017, 2013, 2011, 2009) e Museum Kunstpalast,
Düsseldorf (2008). Il suo lavoro è nelle collezioni di importanti musei e
collezioni pubbliche tra cui: Museum of Modern Art, New York; Musée
National dʼArt Moderne, Centre Pompidou, Parigi; Musée d'art
moderne et contemporain, Saint-Étienne; Kupferstichkabinett,
Staatliche Museen, Berlino; The Art Institute of Chicago; Denver Art
Museum; Bonnefantenmuseum, Maastricht; Pinakothek der Moderne,
Monaco; The Morgan Library & Museum, New York; Daniel & Florence
Guerlain Contemporary Art Foundation, Parigi; Philadelphia Museum
of Art; Museum of Art, Rhode Island School of Design, Providence;
National Gallery of Victoria, Australia; e UBS Art Collection, Zurigo.
personale in un museo italiano dell’artista cilena Sandra Vásquez de
la Horra (Viña del Mar, Cile, 1967), a cura di Rubina Romanelli. La
mostra (aperta al pubblico dal 12 luglio al 17 ottobre 2019), all’interno
dello spazio Room, prosegue il ciclo di mostre di artiste donne iniziato
con Maria Lai e proseguito successivamente con il duo Goldschmied &
Chiari. Vásquez de la Horra ha studiato con Jannis Kounellis e
Rosemarie Trockel e ha vinto premi importanti come il Prix de dessin
Daniel & Florence Guerlain. L’esposizione al Museo Novecento è
un’occasione unica per osservare un corpus di lavori appartenenti alla
produzione degli ultimi anni. Inoltre, alcune opere sono state
realizzate appositamente per l’occasione, dopo che l’artista si è
lasciata ispirare dalle opere di Mario Sironi presenti nella collezione
permanente.
Sandra Vásquez de la Horra lavora col medium del disegno che
immerge poi nella cera e da questa è per sempre “sigillato”,
conferendogli una pelle translucente ed un senso di profondità. Le
potenti immagini che abitano i suoi lavori provengono dall’inconscio,
dalla memoria, da una ricerca trasversale interculturale, da una
visione sincretica delle religioni e da un suo approccio quasi
antropologico verso il mondo.
L’artista è cresciuta in una famiglia cattolica conservatrice durante la
sanguinosa dittatura di Augusto Pinochet (1973- 1990). I suoi disegni
hanno spesso come protagoniste delle donne o delle figure, che
appaiono in un ambiente vuoto, senza sfondo, in posizioni o situazioni
surreali o fantastiche, di rischio, talvolta erotiche. L’ampio vocabolario
simbolico da cui attinge evoca anche la complessa storia
latinoamericana, fatta spesso di scontri brutali e sottomissioni che
drammaticamente perseverano tutt’oggi. I disegni, inchiodati
direttamente alle pareti, nella loro nudità non lasciano scampo e si
impongono allo spettatore spiazzandolo, imponendo un dialogo
diretto e talvolta violento. Il suo stile e il suo vocabolario simbolico
sono altamente riconoscibili. Mentre in passato ha lavorato su disegni
di piccole dimensioni collocandoli sulle pareti in composizioni e
giustapposizioni, nel lavoro più recente ha sviluppato grandi formati
che vengono qui presentati insieme ai recenti sviluppi tridimensionali
del suo lavoro: le “case” e i “leporelli”. Questi subiscono lo stesso
trattamento dei disegni, vengono prima disegnati, poi immersi nella
cera e hanno la caratteristica di unire due medium che raramente
convivono: il disegno e la scultura. La prima casa è stata concepita
partendo dalla memoria dell’abitazione modernista a Viña del Mar in
cui l’artista abitò da bambina e che è ancora fonte di grande
ispirazione. Al Museo Novecento viene presentato un ulteriore
sviluppo del suo lavoro: la sua prima casa “aperta”, realizzata per
questa mostra e nata ispirandosi a Mario Sironi di cui l’artista ha
ammirato il lavoro durante il suo primo sopralluogo al Museo
Novecento. Questa, diversamente dalle precedenti, è disegnata nel
suo interno e simile ad un teatrino, con un uso cromatico decisamente
più vario rispetto ai lavori del passato e ispirata, dice l’artista, anche
dalla permanenza fiorentina e dai canoni prospettici rinascimentali. I
leporelli, che consistono in fogli di carta piegati a fisarmonica, sono dei
libri/sculture che verticalmente si annunciano al mondo. È presentata
anche la piccola scultura “Yo soy Casa”, ultimissima produzione
dell’artista e prima di una nuova serie mai esposta prima.
In “Lazarus”, un Lazzaro dalle sembianze asiatiche ormai risvegliato
che cammina affiancato da due cani, evoca il movimento migratorio
cinese verso l’America Latina. Allo stesso modo il disegno “América sin
Fronteras” mostra una madre terra da cui entrano ed escono
liberamente dei personaggi, in una fluidità di confini. “You Are Always
on My Mind” potrebbe fare riferimento alla famosa canzone degli anni
’70 interpretata anche da Elvis Presley e che parla di un amore
nostalgico, o forse fa riferimento all’ossessione che coglie l’artista nella
sua ricerca. “Aguas Profundas” rappresenta un uomo che cade a
capofitto, un salto pindarico o forse il destino ignoto verso cui ognuno
di noi è costretto ad andare; potrebbe anche metterci davanti a un
frammento di quell’oscuro momento della storia in cui i prigionieri,
chiamati poi desaparecidos, venivano lanciati ancora in vita dagli aerei.
Sicuramente è desiderio di Sandra Vásquez de la Horra andare più a
fondo, alla ricerca di significati, nelle acque profonde.
Sandra Vásquez de la Horra è nata nel 1967 a Viña del Mar, Cile. Vive e
lavora a Berlino. Si è laureata in Visual Communications alla University
of Design di Viña del Mar (1994). Ha studiato alla Künstakademie di
Düsseldorf con Jannis Kounellis (1995- 1996) e Rosemarie Trockel
(1999-2002). Nel 2009 ha vinto il prestigioso Prix de dessin Daniel &
Florence Guerlain e nel 2013 il premio Kunstfonds Bonn Foundation. Il
suo lavoro è stato mostrato in varie gallerie e musei internazionali tra
cui: David Nolan Gallery, New York (2018, 2016, 2013, 2012, 2009);
Kewenig Galerie, Palma (2015, 2011), Berlino (2014) e Colonia (2007);
Thaddeus Ropac, Parigi (2013, 2010), Salisburgo (2011); Sprovieri
Gallery, Londra (2007); The Parkview Museum, Singapore (2017);
Museum für moderne Kunst, Bremen (2016); S.M.A.K., Gent (2015);
Albertina, Vienna (2019, 2015); Mona, Tasmania (2013); Oldenburger
Kunstverein, Germania (2012); Musée d’Art Moderne, St-Etienne
(2011); Bonnefantenmuseum, Maastricht (2010); the Centre Georges
Pompidou, Parigi (2017, 2013, 2011, 2009) e Museum Kunstpalast,
Düsseldorf (2008). Il suo lavoro è nelle collezioni di importanti musei e
collezioni pubbliche tra cui: Museum of Modern Art, New York; Musée
National dʼArt Moderne, Centre Pompidou, Parigi; Musée d'art
moderne et contemporain, Saint-Étienne; Kupferstichkabinett,
Staatliche Museen, Berlino; The Art Institute of Chicago; Denver Art
Museum; Bonnefantenmuseum, Maastricht; Pinakothek der Moderne,
Monaco; The Morgan Library & Museum, New York; Daniel & Florence
Guerlain Contemporary Art Foundation, Parigi; Philadelphia Museum
of Art; Museum of Art, Rhode Island School of Design, Providence;
National Gallery of Victoria, Australia; e UBS Art Collection, Zurigo.
11
luglio 2019
Sandra Vasquez de la Horra – Aguas profundas
Dall'undici luglio al 17 ottobre 2019
arte contemporanea
Location
MUSEO NOVECENTO
Firenze, Piazza Di Santa Maria Novella, 10, (Firenze)
Firenze, Piazza Di Santa Maria Novella, 10, (Firenze)
Vernissage
11 Luglio 2019, ore 18
Autore
Curatore




