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Il Pritzker Prize 2026 assegnato all’architetto cileno Smiljan Radic Clarke: i suoi progetti
Architettura
di redazione
L’architetto cileno Smiljan Radić Clarke è il vincitore dell’edizione 2026 del Pritzker Architecture Prize, considerato il riconoscimento più prestigioso nel campo dell’architettura a livello internazionale. La giuria della 55ma edizione ha riconosciuto il valore di una ricerca progettuale sviluppata in oltre 30 anni di attività e caratterizzata da un’attenzione particolare alla dimensione esperienziale dell’architettura, alla relazione con il contesto e alla fragilità come condizione costitutiva dello spazio costruito.
Fondato nel 1979 da Jay A. Pritzker e dalla moglie Cindy Pritzker, il premio nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’architettura nella vita pubblica e di riconoscere figure capaci di contribuire in modo significativo allo sviluppo dell’ambiente costruito. I vincitori ricevono un premio di 100mila dollari, un certificato ufficiale e una medaglia in bronzo sulla quale sono riportati i principi dell’architetto romano Vitruvio che sintetizzano l’idea classica di equilibrio tra solidità, utilità e bellezza – firmitas, utilitas e venustas. Il primo vincitore fu Philip Johnson, seguito da figure iconiche come Luis Barragán (1980), Renzo Piano (1998) e Zaha Hadid (2004). Nel corso dei decenni, il premio ha riconosciuto approcci diversificati, dalla monumentalità di Frank Gehry alla sostenibilità di Shigeru Ban, fino all’architettura sociale di Francis Kéré (2022). Nel 2025 il Pritzker è stato vinto dall’architetto cinese Liu Jiakun.



Nato a Santiago del Cile nel 1965, Radić proviene da una famiglia di origini migranti: i nonni paterni erano croati, provenienti dall’isola di Brač, mentre quelli materni avevano radici britanniche. Questa dimensione culturale composita ha influenzato profondamente il suo modo di concepire l’architettura come processo di costruzione identitaria e come spazio aperto a molteplici riferimenti storici e culturali.
Dopo gli studi alla Pontificia Universidad Católica de Chile, completati nel 1989, Radić ha trascorso un periodo di formazione all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, esperienza che ha ampliato il suo interesse per la storia dell’architettura, la filosofia e le relazioni tra arti visive e progetto. Nel 1995 ha fondato a Santiago il suo studio, Smiljan Radić Clarke, mantenendo volutamente una struttura di dimensioni contenute e un approccio lontano da qualsiasi linguaggio formale ripetitivo, concepito come un’indagine autonoma.



Secondo la motivazione della giuria, il lavoro di Radić si colloca «All’incrocio tra incertezza, sperimentazione materiale e memoria culturale», privilegiando spesso forme che sembrano temporanee, instabili o volutamente incompiute. Questa apparente fragilità non implica però precarietà: al contrario, le sue architetture sono pensate come spazi protettivi e intensamente umani, capaci di generare esperienze emotive e di invitare chi le attraversa a rallentare e a osservare il mondo con maggiore attenzione.
Tra i progetti più noti, il Restaurant Mestizo (Santiago, 2006), la Pite House (Papudo, 2005) e il Teatro Regional del Biobío (Concepción, 2018), oltre alla House for the Poem of the Right Angle (Vilches, 2013), concepita come luogo di contemplazione e riflessione. Le sue opere sono spesso caratterizzate da un uso calibrato di materiali come cemento, pietra, legno e vetro, combinati per modulare luce, suono e percezione dello spazio.
Uno dei lavori che ha contribuito a consolidare la sua notorietà internazionale è il Serpentine Pavilion realizzato nel 2014 a Londra: una struttura temporanea costituita da un involucro in fibra di vetro semi-trasparente appoggiato su grandi massi di pietra, che offriva ai visitatori una forma di riparo senza separazione completa dall’ambiente circostante.



Nel corso della sua carriera Radić ha lavorato su diverse scale e tipologie, dalle abitazioni private agli edifici culturali, fino alle installazioni temporanee, in numerosi Paesi, tra cui Albania, Austria, Croazia, Francia, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Nel 2017 ha inoltre fondato a Santiago la Fundación de Arquitectura Frágil, una piattaforma di ricerca e scambio dedicata alla sperimentazione architettonica e al dialogo tra discipline.
Secondo Alejandro Aravena, presidente della giuria e vincitore del Pritzker nel 2016, il metodo di Radić «Risponde con radicale originalità a ogni progetto, tornando ai principi più essenziali dell’architettura e allo stesso tempo esplorando territori ancora inesplorati». La giuria ha anche evidenziato come la sua pratica riesca a dimostrare che l’architettura possa emergere anche da contesti percepiti come periferici e marginali, con una forza in grado di influenzare il dibattito internazionale.

La cerimonia ufficiale di consegna del premio si terrà, come di consueto, in un sito architettonico significativo scelto annualmente dalla fondazione Pritzker.










