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La Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer farà un lungo viaggio in Giappone
Arte antica
di redazione
Il Mauritshuis ha annunciato che la Ragazza con l’orecchino di perla, opera realizzata nel 1665 da Johannes Vermeer e considerata uno dei capolavori della pittura del Secolo d’Oro olandese, sarà prestata al Nakanoshima Museum of Art di Osaka, in Giappone, per i mesi di agosto e settembre 2026, durante la chiusura del museo dell’Aia per lavori di ristrutturazione. Secondo il Mauritshuis, che conserva l’opera nelle sue collezioni fin dal 1902, la scelta di prestare il quadro alla città giapponese, in collaborazione con l’organizzazione Asahi Shimbun, rappresenta un’occasione unica per il pubblico locale di ammirare l’opera. Il prestito ha anche una funzione pratica: i fondi raccolti contribuiranno alle opere di rinnovamento del museo e alla creazione di un nuovo centro educativo dedicato all’arte.
Il Mauritshuis sottolinea che il quadro è assicurato e protetto con i più elevati standard di sicurezza e conservazione, fattori che rendono ogni prestito un’operazione complessa e costosa. La Ragazza con l’orecchino di perla è un’opera di piccole dimensioni – misura appena 44,5 × 39 cm – ma dalla straordinaria forza visiva: il volto illuminato della giovane, lo sfondo scuro e il luccichio della perla confermano il genio di Vermeer nel trattare luce e colore con una cifra che va al di là della pura resa pittorica. In effetti, non si tratta di un ritratto vero e proprio, quanto di un “tronie”, ovvero il dipinto di una figura immaginaria che rappresenti un tipo di persona o carattere. In questo caso, una ragazza in abiti esotici, con un turbante orientale e una perla fin troppo grande all’orecchio.
La decisione di concedere il prestito si inserisce inoltre in un quadro più ampio di diplomazia culturale, oggi sempre più centrale nelle strategie dei grandi musei europei. Non a caso, sull’eccezionalità del viaggio è intervenuto anche l’ambasciatore dei Paesi Bassi in Giappone, Gilles Beschoor Plug, che in un post su X ha sottolineato come La ragazza con l’orecchino di perla «Quasi non viaggi mai e, quando lo fa, è soltanto verso luoghi molto speciali», rimarcando implicitamente il valore simbolico e politico della scelta di Osaka come destinazione.

Il Nakanoshima Museum of Art è infatti uno dei principali poli museali del Giappone. Inaugurato nel 2022 e progettato dall’architetto Endo Katsuhiko, con la sua caratteristica e imponente facciata nera cubica che svetta nel paesaggio urbano, ospita mostre temporanee di respiro internazionale dedicate all’arte moderna e contemporanea, al design e alla cultura visiva, affiancate da una collezione permanente in costante crescita. La sua raccolta è incentrata sull’arte moderna e contemporanea globale, con opere di artisti come Amedeo Modigliani, Alberto Giacometti, Giorgio De Chirico, Umberto Boccioni, Constantin Brâncuși, Salvador Dalí, René Magritte, Jean-Michel Basquiat e Frank Stella, oltre ai giapponesi Tsuguharu Foujita, Ryūsei Kishida e Yayoi Kusama.
The Girl with the Pearl Earring almost never travels. And if she does, only to very special places. Such as #Osaka, where this masterwork by #Vermeer will be on display from 21 August to 27 September 2026, during a renovation of her home, the https://t.co/025NIJTl8S museum. pic.twitter.com/tfxeh9XfZV
— Dutch ambassador to Japan (@GillesBP) January 8, 2026
Nonostante la fama universale della Ragazza, il Mauritshuis concede l’opera in prestito solo in casi altamente eccezionali. Prima di questa tournée in Giappone, non sono state tantissime le occasioni n cui il dipinto ha lasciato l’Aia. Nel 2023 il capolavoro è stato temporaneamente trasferito al Rijksmuseum di Amsterdam per la più grande mostra mai dedicata a Vermeer, che ha riunito gran parte delle poco più di 30 opere sopravvissute del maestro olandese. Ma non è la prima volta che vola in Giappone, era successo già nel 2000, ancora a Osaka, ma al City Museum of Fine Art e, nel 2014, al Tokyo Art Museum, in occasione di una importante mostra itinerante che, tra le altre sedi, aveva toccato anche l’Italia, a Palazzo Fava di Bologna.












