31 gennaio 2026

Alla galleria Noero la mostra di Mario García Torres rilegge il Messico rivoluzionario

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Fino al 14 febbraio 2026 la Galleria Franco Noero di Torino ospita Oils, la personale di Mario García Torres: una mostra che intreccia politica, geologia e astronomia, rileggendo il Messico rivoluzionario di Modotti, Mella e Rivera

Installation View, Oils, Mario García Torres. Credit Sebastiano Pellion di Persano

Una trama narrativa riflette il concetto teatrale di spettacolarizzazione attraverso la rappresentazione pittorica di tre vicende che hanno scosso la collettività durante i primi cinquant’anni del Novecento. Tre eventi riconducibili ad ambiti differenti diventano metafora della forza della natura, personificata dalla centralità della figura di Tina Modotti (Udine, 1896 – Città del Messico, 1942). Trasversalmente Mario García Torres (Monclova, 1975) esplora il concetto di “verità della rappresentazione” dipingendo, con personali modifiche, una selezione di immagini d’archivio dedicate all’omicidio di Julio Antonio Mella. Le fonti fotografiche provengono dal repertorio di Tina Modotti, realizzate per ristabilire chiarezza sull’episodio dell’omicidio di Mella, a cui era legata sentimentalmente. La figura ribelle e risoluta della Modotti viene equiparata dall’artista alla forza fenomenale di una cometa e alla potenza di un vulcano, metafore ataviche di luce e imprevedibilità.

Installation View, Oils, Mario García Torres. Credit Sebastiano Pellion di Persano

Mario García Torres è un artista di fama internazionale conosciuto per l’approccio concettuale e multidisciplinare dedicato al rapporto tra l’essere umano, la comunicazione visiva e testuale e le dinamiche storiche, politiche e culturali del mondo contemporaneo. Se i suoi media principali sono il video e l’installazione, per questa occasione si confronta per la prima volta con tecnica dell’olio, con una serie di opere non datate. Mario García Torres utilizza i materiali d’archivio come documento di partenza per realizzare la sua trama narrativa. Tre dipinti sono dedicati al vulcano Paricutín, documentando la sua nascita, una delle ultime esplosioni e una bomba vulcanica scagliata dal vulcano, ritratta come una natura morta. Paricutín è il vulcano più giovane del mondo, nato in Messico nel 1943 in un campo di granturco, e rimasto attivo fino al 1952.

Il terzo filone narrativo è dedicato al passaggio della Cometa Halley, nel 1910, che scatenò un episodio di isteria di massa dovuto al cianogeno della sua coda. Torres ritrae la cometa immortalata da varie parti del mondo, dall’Italia, da Cuba, da Malta, dall’URSS, e gruppi di persone con gli occhi al cielo, uniti dalla paura e dallo stupore. I fenomeni naturali dell’esplosione vulcanica e del passaggio della cometa sono scelti dall’artista come rimandi metaforici della necessità di chiarire la storia dell’imprevedibilità degli eventi.

Installation View, Oils, Mario García Torres. Credit Sebastiano Pellion di Persano

La scelta di Mario García Torres di rievocare una vicenda politica è un tentativo di sintonizzarsi con lo spirito del tempo, indagando un particolare capitolo della sua terra d’origine, continuando ad analizzare una vicenda irrisolta fortemente legata alla cultura e alla politica messicana.

Al centro della prima sala, un neon di grandi dimensioni riproduce la caricatura di Antonio Mella, attribuita ad un disegno di Diego Rivera (Messico, 1886 – 1957). Julio Antonio Mella è riconoscibile attraverso dei segni particolari, gli occhiali tondi da intellettuale e la salopette caratteristica da operaio.

Installation View, Oils, Mario García Torres. Credit Sebastiano Pellion di Persano

Portando avanti la sua personale ricerca sulla relazione tra ricerca documentale e libertà della pratica artistica, Torres altera intenzionalmente alcune delle scene delle rievocazioni ritratte dalla Modotti, offrendo una visione personale sul “concetto di verità”, e sul limite tra il vero e il falso. Né dalle fotografie della Modotti, né da quelle di Torres è possibile avere una inequivocabile certezza delle dinamiche che hanno coinvolto il politico messicano Mella.

Con l’installazione Storia fittizia sull’indagine sul crimine di Julio Antonio Mella (Solo perché gli hotel mi fanno immediatamente immaginare narrazioni legate alle cose a cui sto pensando), Mario García Torres ricostruisce la sua personale inchiesta sull’omicidio del politico messicano. Utilizzando varie carte intestate dell’hotel in cui viveva Mella, traccia su di esse appunti e mappe degli spostamenti del politico prima del suo delitto. Le ricerche di Torres sono esposte in una teca al centro dell’ultima sala espositiva. La realtà è letta da Mario García Torres come una sfumatura di interpretazioni influenzate dal tempo che passa, dalla storia raccontata e dalla memoria collettiva. I quadri da lui realizzati hanno tutti un corrispettivo documento d’archivio, tranne Tina Modotti come una forza della natura (1896-1942) che chiude il percorso espositivo. L’opera è dedicata alla fotografa italiana, emigrata in Messico negli anni Venti, raffigurata come una forza della natura.

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