14 dicembre 2023

Amalia Vekri, On Becoming: da Cascina I.D.E.A. a Viafarini

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Dopo l’inaugurazione nelle campagne del novarese, la mostra di Amalia Vekri, On Becoming, si sposta a Milano: questa sera, 14 dicembre, in occasione della conclusione del ciclo di residenza autunnale, Viafarini apre le sue porte al progetto di residenze di Nicoletta Rusconi Art Projects, Cascina I.D.E.A.

Amalia Vekri, I woke up but you were not there, 2023

Sei tele, originarie del ciclo pittorico che Amalia Vekri – ispirandosi alla figura della ninfa Anguana – ha creato nel periodo trascorso in residenza a Cascina I.D.E.A. di Nicoletta Rusconi Art Projects, sono esposte questa sera (dalle 17 alle 21) nello storico spazio di Viafarini, in Via Carlo Farini 35 a Milano. 

Metà donna e metà pesce (o rettile), la ninfa ispiratrice di Amalia Vekri vive nelle zone lacustri e vicino alle cascate, protegge le acque e mantiene un profondo legame con la sua animalità e con tutto il mondo naturale, sviluppando un radicato legame con la spiritualità. A tal proposito, proprio Amalia Vekri ci raccontava (qui l’intervista) che: «Gli esseri femminili dei miei dipinti sono alla ricerca della spiritualità. Cercano di esplorare ed espandere i loro limiti carnali e psichici, di liberarsi dai loro confini umani entrando in un mondo immateriale e senza tempo. Cercano di staccarsi dalla logica comune e di aprire il proprio io trascendendo in un’altra sfera che supera e unifica le contraddizioni che ci circondano». 

Amalia Vekri, On Becoming. Installation view at Cascina I.D.E.A. Ph. Maurangelo Quagliarella

Se proviamo a chiedere ad Amalia che cosa sia per lei la spiritualità, ci spiega: «Per me la spiritualità consiste nel cercare di capire se stessi e la propria posizione nel mondo. Si tratta anche di cercare di afferrare e assaporare tutte le cose mistiche che formano questo mondo. Credo che sia una ricerca che inizia quando si nasce e che si rafforza man mano che si cresce». E come, le chiediamo, questa ricerca della spiritualità è entrata nella sua vita? E, ancora, come l’ha tradotta, in termini artistici sulla tela? «Credo che sia una ricerca che inizia quando si nasce e che si rafforza man mano che si cresce. Per me la pittura è come un’immagine magica. Hai sempre una prima idea, ma non sei mai sicuro del risultato finale. C’è qualcosa di interiore che viene fuori sulla tela e che molto spesso è difficile da spiegare».

Viafarini Open Studio. Mattia Barbieri, exhibition view

In Viafarini le opere di Vekri sono esposte come metafore della potenza e dell’energia femminile insieme ai lavori degli artisti che da settembre a oggi hanno condiviso gli studi. Mattia Barbieri indaga con ironia il concetto di icona, Ana Julia Vilela riflette su un’idea di pittura espansa, Fabio Perino e le suggestioni poetiche nascono dall’incontro di oggetti comuni, Carolina Papetti lavora sulla performatività del corpo, Cecilia Maran esplora le potenzialità dell’incisione contemporanea, Eva Chiara Trevisan percorre le qualità materiche del pigmento. E poi Kristian Sverdrup fissa con l’acquerello piccole epifanie urbane, Viktoria Kurnicki indirizza il suo lavoro su linguaggio, memoria e identità, Markus Lauterbach dà forma in realtà aumentata al tema della violenza domestica, Shaikha Al Salman Hassana Arif filmaker si interrogano sulla sostenibilità sociale del fare arte, Kalina Horon indaga sulla matrice del segno in pittura, Weronika Grzes lavora su ritratto e identità e Alessia Armeni fissa su tela il suo raffinato inventario di forme e colori. Presso l’Archivio alla Fabbrica del Vapore Elettra Gorni ricerca sull’educazione attraverso il fare artistico, Fabiana Lanza studia stilemi e identità delle comunità urbane e Nick Landucci presenta la sua installazione site specifc in dialogo con l’intelligenza artificiale.

Viafarini Open Studio. Carolina Papetti, dettaglio installazione

Amalia Vekri e gli artisti in residenza si incontrano, le loro ricerche e le loro opere si toccano. Su quel terreno delle relazioni umane, che fluttuano come gli individui coinvolti. La maggior parte della figurazione di Amalia si concentra sul viaggio. Quale? – le chiediamo. «Il viaggio attraverso la vita stessa, con tutte le sue imprevedibilità e sorprese. Crescendo ci si trova in un’infinità di situazioni che creano maggiore consapevolezza e conoscenza e, a seconda delle informazioni/esperienze accumulate, segnano chi diventiamo in ogni diversa fase del nostro essere. È un viaggio continuo fino alla fine», conclude Amalia. 

Amalia Vekri, On Becoming. Installation view at Cascina I.D.E.A. Ph. Maurangelo Quagliarella

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