14 giugno 2023

Arte tra le Dolomiti e oltre: Lorenzo Giusti è il curatore della Biennale Gherdëina 2024

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Sarà Lorenzo Giusti a curare la nona edizione della Biennale Gherdëina, che si terrà nel 2024 e che amplierà il suo raggio d’azione, portando l’arte contemporanea dalle Dolomiti alle Orobie bergamasche

LORENZO GIUSTI © Paolo Biava
LORENZO GIUSTI © Paolo Biava

Lorenzo Giusti sarà il curatore della nona edizione della Biennale Gherdëina, la manifestazione d’arte contemporanea ad alta quota, immersa nel paesaggio unico delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. La Biennale, dal titolo “Il Parlamento delle Marmotte”, si terrà dal 31 maggio al 1 settembre 2024, a Ortisei Urtijëi St. Ulrich e dintorni della Val Gardena Gherdëina Gröden. Il programma della manifestazione, tra le più originali nel settore, si inserirà in una più ampia rete di iniziative, che si estenderà anche al territorio bergamasco e alla catena montuosa delle Orobie, nell’ambito del progetto dal titolo “Pensare come una montagna”, nel biennio 2024-2025, insieme ad altre aree.

Fondata da Doris Ghetta nel 2008, la Biennale Gherdëina favorisce il dialogo tra l’innovazione e la rinomata tradizione della scultura in legno, che ha costituito il punto di partenza della manifestazione. Nel corso delle varie edizioni, la Biennale è cresciuta e ha collaborato con curatori come Filipa Ramos e Lucia Pietroiusti, Adam Budak, Luca Beatrice, Günther Oberhollenzer e ha prodotto o esposto opere di importanti artisti internazionali.

Lorenzo Giusti, una Biennale Gherdëina d’alleanza

Storico dell’arte e curatore italiano, Lorenzo Giusti è anche un appassionato di montagna e amante delle passeggiate negli spazi naturali. Attualmente direttore della GAMeC di Bergamo, ha curato diverse mostre personali e collettive di autori storicizzati e contemporanei, collaborando con istituzioni pubbliche e private, tra cui Art Dubai, Biennale di Venezia, Artissima Torino, Vienna Curated by Festival, Palazzo Grassi-Punta della Dogana di Venezia, OGR Torino, Biennale di Animazione di Shenzhen, FRAC Corse, Triennale di Milano, Palazzo Strozzi di Firenze, tra le altre. La sua ricerca curatoriale è rivolta all’indagine sul dialogo tra avanguardie storiche e linguaggi contemporanei, nonché sul rapporto tra pensiero ecologico e arti visive. È ideatore e condirettore della piattaforma digitale Radio GAMeC, fondata nel 2020 a Bergamo durante la pandemia.

«Quando mi è stato chiesto di curare la Biennale Gherdëina, ho ritenuto significativo proporre un’alleanza con il progetto che stavo portando avanti nell’ambito delle Orobie bergamasche», ha spiegato Lorenzo Giusti. «Le trasformazioni del pensiero ecologico legate al mito della natura selvaggia faranno da sfondo a una narrazione che, insieme alle diverse aree europee, coinvolgerà l’intero bacino del Mediterraneo – spazio di migrazioni ricorsive e multidirezionali di numerose specie del mondo vivente – collegandolo alle montagne in termini ideali».

Il Parlamento delle Marmotte

Il titolo della Biennale Gherdëina 2023, “Il Parlamento delle Marmotte”, fa riferimento a una delle più note leggende delle Dolomiti, che racconta la storia dei “Fanes”, popolo mite e pacifico il cui regno si estendeva oltre i sette monti fino al confine del mondo. Il segreto della prosperità dei Fanes risiedeva nell’alleanza con le marmotte che abitavano l’omonimo altopiano. Quando l’alleanza fu rotta a causa di una principessa, vergognandosi del loro patto con gli animali, i Fanes andarono incontro a disgrazie e conflitti che portarono al declino del regno.

Attraverso vari format – tra cui nuove produzioni per lo spazio pubblico, performance, mostre personali e collettive e workshop aperti al pubblico – la Biennale raccoglierà i contributi di artisti provenienti da diverse aree dell’Europa, del Nord Africa e del Medio Oriente, riunendo nella cornice naturale della Val Gardena una comunità poliedrica.

Nell’ambito della Biennale Gherdëina e parallelamente, verranno dunque sviluppate anche altre iniziative, sul biennio 2024-25, a partire da un’espressione coniata dal guardaboschi americano e scrittore ambientalista Aldo Leopold: Thinking Like a Mountain. Per Leopold, pensare come una montagna significa poter apprezzare tutti gli elementi del vivente e le loro relazioni profonde. Un invito a trascendere il punto di vista antropocentrico e contemplare l’ecosistema come organismo dotato di equilibrio e armonia, e la natura selvaggia come scrigno di meccanismi e processi rigenerativi da salvaguardare.

Le linee guida del progetto saranno presentate da Lorenzo Giusti, a Ortisei, il 22 luglio 2023, con l’accompagnamento di una performance dell’artista palestinese Mirna Bamieh. Inoltre, l’associazione Zënza Sëida organizzerà un simposio volto ad esplorare il rapporto tra il paesaggio montano e l’arte contemporanea, partendo dal caso specifico delle Dolomiti. Tra i relatori, Sabine Gamper (curatrice), Giovanna Melandri (ambientalista ed economista), Harald Pechlaner (economista), l’EURAC Center for Advanced Studies, Herwig Prinoth (paleontologo) e Ute Watzl (giornalista e scrittore), in un dibattito moderato da Traudi Messini.

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