04 aprile 2026

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

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A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione ridefiniscono l’esperienza sensibile dello spazio

Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view

Ha inaugurato negli spazi di AlbumArte, centro indipendente attivo nella produzione e nella ricerca artistica contemporanea, Palpita, nuova mostra di Pedro Torres a cura di Carolina Ciuti. Curatrice e ricercatrice attiva nel campo delle arti visive contemporanee, Carolina Ciuti indaga il concetto di tempo attraverso prospettive culturali, politiche, economiche e sociali, un interesse condiviso con Pedro Torres che ha dato origine a diverse collaborazioni, tra cui Clathratus (Spazio Volta a Bergamo) e alcune nel contesto di LOOP Barcelona Festival, di cui è stata direttrice fino al 2022.

Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view

Pedro Torres (Gloria de Dourados, Brasile, 1982) indaga le intersezioni tra ambito scientifico e sensibilità poetica, con particolare attenzione al tempo come dimensione complessa e mutevole; una tensione che si ritrova anche in lavori precedenti come Fisura, presentato nel 2024 alla Real Academia de España en Roma, incentrato sulle dinamiche percettive della luce e sul rapporto tra essa e la materia. Torres ha esposto in mostre personali e ha partecipato a collettive e biennali in Spagna, Francia, Italia, Ecuador, Colombia, Argentina, Messico, Turchia e Cina. Il progetto Palpita, visitabile fino al 13 maggio, è stato realizzato con il supporto di Institut Ramon Llull e l’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) e in collaborazione con la Real Academia de España en Roma e AlbumArte.

Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view

La mostra propone una riflessione sul concetto di tempo come materia vibrante che parte dagli studi sulle onde gravitazionali: vibrazioni infinitesimali dello spazio-tempo generate da eventi cosmici enormi ed estremamente lontani. Il progetto nasce dall’interesse per l’interferometria, come strumento in grado di rendere accessibili fenomeni altrimenti invisibili all’esperienza umana, concretizzato da un dialogo con i ricercatori dell’Osservatorio di Cascina, in provincia di Pisa, che ospita uno dei tre rivelatori di onde gravitazionali del pianeta, l’esperimento Virgo.

Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view

Nello spazio di AlbumArte, Palpita assume l’aspetto di un ambiente site-specific in cui luce, suono, materia e immagine costruiscono un’esperienza di risonanze e spostamenti percettivi. Disposte come una costellazione priva di centro, le opere esplorano i limiti della percezione, conducendo il pubblico a una maggiore consapevolezza del proprio corpo nello spazio, in una dimensione sospesa tra visibile e invisibile dove l’esperienza si costruisce attraverso soste e continue calibrature di udito e vista. I media impiegati da Torres – installazione, video, suono, scultura e collage – diventano mezzi per dialogare con la scienza e indagare l’inesprimibilità del tempo, che, come sostiene Carlo Rovelli in L’ordine del tempo, è un’illusione percettiva.

Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view

Palpita è l’installazione site-specific che in maniera rizomatica prende forma in varie zone della mostra, dandole il titolo. È composta da materiali tecnici come fibra di vetro, proveniente dall’osservatorio gravitazionale, laser, fili tesi dal soffitto al pavimento e specchi: supporti ultra sensibili impiegati nell’interferometria per rilevare le onde gravitazionali che creano uno spazio di attenzione per l’invisibile. La imposibilidad de la forma: el presente è una serie di sculture sferiche in argilla disposte sul pavimento, la cui forma finale, determinata dalle condizioni atmosferiche, presenta fratture che assumono qui il ruolo di rappresentazione della volatilità dell’attimo presente. Il dialogo che questa ricerca apre nei confronti del territorio di Roma genera un’ulteriore profondità in cui il tempo cosmico incontra quello archeologico della città. Rovine, tracce e residui emergono, suggerendo che la fragilità non appartiene solo al passato, così nelle sfere di argilla il presente si apre mostrando possibili sviluppi.

Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view

Pedro Torres trova nella fisica quantistica, oltre che materia di studio, una possibilità poetica, un modo per rendere tangibile l’invisibile e vivere il tempo come traccia di accadimenti già avvenuti, eppure ancora in propagazione. In questo contesto, Palpita è una dimensione che evoca il battito come pulsazione impercettibile ma vitale, che attraversa lo spazio e continua a propagarsi nel presente, rivelando l’emergere della forma e il reagire della materia.

Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view

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