12 ottobre 2023

Kader Attia ed Elizabeth Peyton, artisti in residenza al Louvre di Parigi

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Kader Attia ed Elizabeth Peyton sono i due artisti che avranno la possibilità di allestire il proprio studio negli spazi del Louvre di Parigi, nell’ambito di un più ampio progetto d’arte contemporanea

Sono ormai diffusissime le iniziative che prevedono l’organizzazione di residenze artistiche ma, in questo caso, il luogo è veramente d’eccezione: Kader Attia ed Elizabeth Peyton potranno infatti allestire il proprio studio nel cuore del Louvre di Parigi, lavorando nel museo – che quest’anno celebra i 230 anni di vita – da dicembre 2023 a giugno 2025. Le residenze fanno parte del progetto d’arte contemporanea Les Hôtes du Louvre, gli ospiti del Louvre.

«Quando il Museo del Louvre aprì, nel 1793, gli artisti furono il suo primo pubblico», spiegano dal museo. «In occasione del suo 230mo anniversario, il museo rinnova il suo approccio al contemporaneo e annuncia una pluralità di proposte. Invitando gli artisti ad abitare i suoi spazi fisici e immaginari, ci incoraggia a guardare il patrimonio conservato al Louvre con un occhio sempre nuovo e a riconsiderare il museo come patrimonio». «Il contemporaneo al Louvre ha oggi un nuovo significato», ha dichiarato Laurence des Cars, Presidente e Direttrice del Museo del Louvre, «Apparteniamo a un’epoca in cui esistono molteplici forme di creazione, nel museo e altrove. Devono essere legati, con rigore e generosità, al museo. Il Louvre non è il luogo dell’arte contemporanea, è il luogo contemporaneo dell’arte».

Kader Attia ed Elizabeth Peyton, chi sono gli artisti in residenza al Louvre

Nato nel 1970 a Dugny da genitori algerini e cresciuto a Parigi, Kader Attia ha trascorso diversi anni in Africa e Sud America e oggi vive e lavora tra Berlino e la Francia. Nel 2016 aprì uno spazio di tre piani nella capitale francese, chiamato La Colonie. Lo spazio, che si proponeva come un laboratorio artistico per lo scambio di idee incentrato sulla decolonizzazione, ha chiuso i battenti nel 2019 ma Attia spera di riaprirlo in futuro. «Ho visitato molti musei e collezioni etnografiche, ho visto archivi e fatto ricerche. Ti devo dire che gli artisti hanno un rapporto con l’etnologia, e in particolare con gli oggetti, che è molto diverso da quello dell’antropologo, anzi forse li disturbiamo», così ci raccontava Attia, in una nostra intervista.

Nel 2016 ha vinto il prestigioso Prix Marcel Duchamp, uno dei premi d’arte contemporanea più significativi al mondo, mentre l’anno scorso ha curato la Biennale di Berlino. Come artista, Attia ha esposto alla 12ma Biennale di Shanghai, alla 12ma Biennale di Gwangju e a dOCUMENTA (13) a Kassel. In Italia l’abbiamo visto a Manifesta 12, a Palermo, e alla 57ma Biennale di Venezia. Le sue opere sono presentate in musei quali il MoMA di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou d Parigi.

Kader Attia, ph. Michael Danner

Originaria degli Stati Uniti, Elizabeth Peyton è conosciuta per la sua approfondita ricerca sul ritratto, che include tanto amici intimi quanto personaggi storici e icone della cultura contemporanea, da Napoleone e Luigi XVI a Greta Thunberg. Una delle sue prime mostre New York City si tenne in una stanza del mitico Hotel Chelsea, nel 1993. Nel 2009, Peyton ha collaborato con Matthew Barney per Blood of Two, un progetto artistico sull’isola greca di Hydra. Nel 2019 è diventata la prima artista ad avere una mostra personale alla National Portrait Gallery di Londra e ha esposto in numerose mostre in tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia del 1995 alla Whitney Biennial del 2004, oltre che in istituzioni come il Museo Nazionale d’Arte di Osaka, il Castello di Rivoli a Torino e l’Accademia di Francia Villa Medici a Roma.

Elizabeth Peyton

Les Conversations du Louvre, di Hans Ulrich Obrist

Ma quella delle residenze non sarà l’unica iniziativa d’arte contemporanea del Louvre, che pubblicherà una nuova edizione dei famosi Dialoghi degli anni ’70, in cui il grande critico d’arte Pierre Schneider intervistava alcuni dei più grandi artisti del suo tempo, come Marc Chagall, Joan Miró, Barnett Newman e Saul Steinberg tra i molti altri, in passeggiate dentro e attorno al museo. A più di 50 anni di distanza, il Louvre ripubblica il libro e in questa occasione ha invitato Hans Ulrich Obrist a riprendere il filo della storia. Il critico e curatore, direttore artistico delle Serpentine Galleries di Londra, ne ha tratto ispirazione per Les Conversations du Louvre, con gli artisti Kader Attia, Daniel Buren, Barbara Chase-Riboud, Julien Creuzet, Dominique Gonzalez-Foerster, Simone Fattal, Sheila Hicks, Anselm Kiefer,  Lee Ufan, Annette Messager, Philippe Parreno, che ci parleranno della loro idea di museo e di come la collezione del Louvre abbia influito nella loro ricerca e nella loro vita.

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