22 marzo 2026

Mercurio: Luca Angeloni in mostra allo Spazio TORRSO di Pesaro

di

Spazio TORRSO presenta la rassegna Flatness – Sulla pittura, che animerà lo spazio espositivo da febbraio ad agosto 2026. Luca Angeloni è il protagonista della prima mostra in programma, intitolata “Mercurio”

Luca Angleoni, Spazio TORRSO, Pesato

Il progetto di Spazio Torrso si sviluppa attraverso un calendario articolato in tre mostre e una residenza, con l’obiettivo di interrogare il linguaggio pittorico contemporaneo da diverse prospettive. La rassegna prende avvio da una riflessione teorica che attraversa il Novecento e giunge fino al presente: nel 1960 il critico americano Clement Greenberg, nel saggio Modernist Painting, individuava nella flatness, ovvero nella bidimensionalità della superficie, la caratteristica specifica della pittura moderna. Dall’altra parte dell’Atlantico, nel 1981, il filosofo Gilles Deleuze dedicava un intero corso universitario alla pittura, affrontandola da un punto di vista radicalmente filosofico e mettendo in discussione la relazione tra immagine, materia e percezione.

La traduzione, relativamente recente, di questi due testi fondamentali (nel 2011 quello di Greenberg e nel 2024 quello di Deleuze) dimostra quanto sia vivo l’interesse per il ritorno alla pittura negli ultimi anni in Italia e non solo. In questo contesto teorico si inserisce la rassegna programmata da Spazio TORRSO, che si propone di mettere alla prova la pittura contemporanea attraverso alcune categorie centrali rappresentate da struttura e materia, rappresentazione e presenza, processo e racconto. L’obiettivo è verificare quanto le pratiche pittoriche attuali siano vicine, lontane o persino indifferenti ai grandi dibattiti teorici del secolo scorso. La residenza artistica indagherà invece la pittura come medium installativo, in un’indagine che proverà a spiegare che cosa accade quando il quadro viene collocato lontano dalla parete e inserito nello spazio in modo inconsueto, trasformando così anche la percezione dello spettatore.

La prima mostra della rassegna, intitolata “Mercurio”, è dedicata a Luca Angeloni, artista nato nel 2000 a Massa-Carrara, qui alla sua prima personale. Il progetto espositivo si concentra sul tema della materia, intesa non solo come componente tecnica della pittura ma come vero e proprio motore del processo creativo.

Luca Angleoni, Spazio TORRSO, Pesato

Angeloni concepisce il dipinto come una sorta di processo industriale. Dapprima investe la tela di materiale grezzo che, attraverso una sequenza di stratificazioni, cancellazioni e trasformazioni, viene progressivamente raffinato. Nel corso di questo procedimento assumono particolare importanza i cosiddetti passaggi di stato, momenti in cui la materia si disgrega e genera forme impreviste. Angeloni definisce questi episodi “malfunzionamenti”, errori o deviazioni che interrompono la linearità del processo ma che, proprio per questo, aprono nuove possibilità di significato. In tali fratture la figura si scompone e si ricompone in frammenti, senza mai tornare completamente alla sua forma originaria.

Nella pittura di Angeloni la figurazione emerge attraverso una costruzione concreta, quasi architettonica. Il quadro si configura come un cantiere in cui materiali, strutture e superfici si accumulano e si trasformano, si stratificano. La relazione di Angeloni con la materia è legata anche al territorio in cui è cresciuto, ai piedi delle Alpi Apuane, zona nella quale l’estrazione del marmo segna profondamente il paesaggio. Le montagne, continuamente scavate dalle cave, appaiono come ciò che rimane dopo il taglio della pietra. Questo rapporto con una materia che viene estratta, frantumata e trasformata radicalmente si riflette nella sua pittura, con il quadro che si fa luogo in cui frammenti si mescolano, minerale e detrito convivono in una nuova composizione. Il gesto pittorico sembra voler agire sulla materia nel momento stesso in cui essa è ancora instabile, come se fosse metallo allo stato liquido. Alla fine emerge una figura compatta, un peso reale che si impone sulla superficie.

Il lavoro di Angeloni sembra evocare l’immagine descritta da Francis Ponge nel testo L’ostrica, dove un oggetto chiuso e ruvido nasconde al suo interno un universo inatteso. Allo stesso modo, la sua pittura si presenta inizialmente come una superficie opaca e resistente ma, attraverso un lavoro insistente operato su di essa, si apre rivelando strati, riflessi e profondità. Talvolta, come scrive Ponge, “una formula imperla la gola madreperlata”, riferimento a un momento raro in cui dalla materia emerge una forma inattesa, capace di trasformarsi in ornamento. È proprio in questa tensione tra opacità e rivelazione, costruzione e rottura, che la pittura di Luca Angeloni trova la sua forza. Il quadro diviene, alla fine del processo, un organismo vivo, pulsante, nato dall’attrito tra materia e gesto. Un nuovo universo viene a crearsi e in esso l’immagine non è semplice rappresentazione ma si afferma come presenza concreta, dinamica e in costante rinnovamento. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui