24 gennaio 2024

Molestie sessuali durante la performance di Marina Abramovic: denunciato il MoMA

di

John Bonafede rimise in atto un'iconica performance di nudo di Marina Abramovic per la mostra del 2010 al MoMA ma il museo non avrebbe tutelato l’artista dalle molestie del pubblico: parte la denuncia

Imponderabilia, performance rimessa in atto alla Royal Academy of Arts, Londra

Mise in scena una performance di nudo di Marina Abramovic per la grande mostra che il MoMA di New York dedicò alla pioniera della performance nel 2010 ma, adesso, John Bonafede ha deciso di denunciare il museo, per non aver fatto nulla per impedire le molestie sessuali subite dai visitatori. Secondo quanto riportato da Artnews, la denuncia è stata presentata lunedì al tribunale di Manhattan, grazie all’Adult Survivors Act. Il provvedimento legislativo dello Stato di New York modifica la legge statale, per consentire alle presunte vittime di reati sessuali, per i quali è scaduto il termine di prescrizione, di avviare azioni civili. Attraverso questo strumento, sono stati denunciati molti reati di violenza sessuale sul posto di lavoro, alcuni dei quali hanno coinvolti anche celebrità come il produttore discografico Sean Diddy Combs, il comico Bill Cosby e il conduttore televisivo Russell Brand.

Pittore e artista performativo di base a New York, John Bonafede partecipò alla mostra Marina Abramović: The Artist is Present per riattivare l’iconica performance Imponderabilia. Eseguita per la prima volta nel giugno 1977, alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, da Marina Abramovic e dall’allora suo compagno Ulay, l’opera prevede il passaggio dei visitatori tra i due artisti nudi, posizionati frontalmente, ai due lati di una porta, con conseguente sfregamento tra i corpi.

«Siamo in piedi, nudi, sull’ingresso principale del Museo, una di fronte all’altro. Il pubblico che entra nel Museo deve oltrepassare, mettendosi di traverso, il piccolo spazio tra di noi. E ogni persona che passa deve scegliere chi di noi due affrontare», così descriveva la performance la stessa Abramovic, nel libro The Artist is present, pubblicato in occasione della mostra al MoMA.

Marina Abramović e Ulay, Imponderabilia, 1977, Galleria d’Arte Moderna, Bologna
Marina Abramović e Ulay, Imponderabilia, 1977, Galleria d’Arte Moderna, Bologna

Nella denuncia, Bonafede ha affermato di aver subito ripetute aggressioni sessuali da parte dei visitatori e che il museo ne era perfettamente a conoscenza, «Eppure con negligenza non hanno intrapreso azioni correttive per evitare che le aggressioni si ripetessero». Per la mostra, che fu la prima retrospettiva totalmente incentrata sull’arte performativa ospitata dal MoMA, erano stati coinvolti 38 artiste e artisti che, in turni di otto, a rotazione di due ore, dovevano rimettere in atto le opere più famose di Abramovic, come Relation in Time, in cui due performer siedono di spalle legati dai loro stessi capelli, oppure Point of Contact, in cui due corpi rimangono in piedi immobili per ore, toccandosi con la punta del dito indice.

In previsione della mostra, per prepararsi alle prove fisiche e mentali, tutti gli artisti parteciparono a un vero e proprio addestramento, condotto nello studio e rifugio spirituale che Abramovic ha nella Hudson Valley. Per cinque giorni, i performer condussero un’esistenza ascetica, digiunando e rimanendo in silenzio mentre eseguivano vari esercizi  per sviluppare l’autocontrollo, tra cui fare il bagno in uno stagno ghiacciato, camminare lentamente e contare chicchi di riso. Ma il contatto con il pubblico fu una prova difficile.

Già all’epoca, il New York Post e altri giornali riferirono di episodi simili, con artiste che raccontarono di aver subito palpeggiamenti, spinte e colpi da parte dei visitatori. Il museo rispose di essere «Ben consapevole delle sfide» affrontate dagli artisti che, per le performance, dovevano rimanere nudi per varie ore al contatto con il pubblico. Il MoMA assicurava di avere il controllo della situazione, con i trasgressori che venivano scortati fuori dalla sicurezza.

Nella denuncia, Bonafede ha affermato che le molestie sessuali subite per rimettere in atto la performance di Abramovic al MoMA hanno causato «Anni di disagio emotivo», danneggiando non solo la salute mentale e fisica ma anche l’immagine e la carriera. Ora l’artista richiesto al museo il pagame dei danni, il rimborso delle spese legali e altri risarcimenti da definire in tribunale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui