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L’Ecce Homo di Antonello da Messina va in tour: L’Aquila prima tappa
Beni culturali
di redazione
Nel 2026 l’Ecce Homo di Antonello da Messina avrà «Una residenza e tutta l’Italia come domicilio», così il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato, al Forum in Masseria Winter Edition di Saturnia, l’avvio di un tour espositivo nazionale per la tavola quattrocentesca recentemente acquisita dallo Stato italiano: prima tappa L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026.
«Quale può essere la residenza di Antonello da Messina quest’anno?», ha dichiarato il ministro. «Non può che essere L’Aquila a ospitare al Forte Spagnolo questa straordinaria tavola che ritorna in Italia. Dopodiché l’Ecce Homo apparirà a Messina, a Firenze, a Roma, in tutti i più importanti musei italiani e in tutti quei luoghi in cui le persone hanno bisogno di vedere bellezza e storia».
L’opera sarà esposta al Museo Nazionale d’Abruzzo, nel Castello Cinquecentesco – il Forte Spagnolo – recentemente restituito alla città dopo un complesso intervento di restauro. L’arrivo del dipinto è previsto entro circa 40 giorni, come anticipato dallo stesso Giuli.
L’Ecce Homo è stato acquistato dal Ministero della Cultura per 14,9 milioni di dollari (circa 12,6 milioni di euro) in trattativa privata, poco prima che fosse battuto all’asta Master Paintings di Sotheby’s a New York.
Il pannello bifacciale, databile all’inizio degli anni Sessanta del Quattrocento e di dimensioni ridotte (circa 19,5 x 14,3 cm), era stimato tra i 10 e i 15 milioni di dollari. Ritirato dalla vendita a seguito dell’interesse manifestato dall’Italia, rappresenta una delle pochissime opere dell’artista ancora in mani private fino a oggi. Negli ultimi decenni l’opera è stata esposta in sedi di rilievo internazionale, dalle Scuderie del Quirinale al Metropolitan Museum of Art, fino alla mostra del 2019 a Palazzo Reale di Milano.

Sul recto, l’intensa immagine del Cristo sofferente traduce l’iconografia bizantina dell’uomo dei dolori in una visione moderna e umanissima, segnata da una resa espressiva che Federico Zeri definì «Smorfia straordinaria». Sul verso compare San Girolamo in penitenza, la cui superficie consunta è stata interpretata come traccia di una devozione privata intensa: secondo la ricostruzione di Zeri, condivisa da Fiorella Sricchia Santoro, la tavola sarebbe stata oggetto di un uso reiterato, forse trasportata in una bisaccia e ripetutamente baciata. Un oggetto portatile, dunque, destinato alla meditazione individuale, che testimonia anche la diffusione in Italia della tecnica a olio di matrice fiamminga.
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha parlato di «Onore straordinario» per la città e per l’intera comunità, sottolineando il valore simbolico dell’esposizione al Munda come segnale di una nuova stagione culturale. Sulla stessa linea il direttore generale Musei Massimo Osanna, che ha indicato nella scelta dell’Aquila un gesto coerente con la strategia ministeriale di rafforzare luoghi di grande valore ancora parzialmente fuori dai principali flussi turistici. Dall’Aquila, ha spiegato Osanna, prenderà avvio un percorso di circolazione dell’opera in altri musei italiani, secondo un modello di accessibilità e condivisione che intende rendere ogni grande acquisizione patrimonio realmente nazionale.
Dopo la “residenza” abruzzese, il dipinto dovrebbe toccare Messina, Firenze e Roma, in un itinerario che assume un valore insieme simbolico e territoriale: dalla città natale dell’artista ai centri nevralgici del sistema museale italiano. Un tour che, nelle intenzioni dichiarate, intende coniugare valorizzazione del patrimonio e crescita economica.










