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Il mercante d’arte David Nahmad dovrà restituire il Modgliani rubato da nazisti
Beni culturali
di redazione
Ci sono voluti più di dieci anni di udienze, migliaia di documenti legali e uno dei più grandi leak giornalistici della storia recente, ma alla fine il castello di carte della famiglia Nahmad è crollato e la sentenza è definitiva: l’opera Uomo seduto con un bastone (1918), capolavoro della maturità di Amedeo Modigliani, deve essere restituita a Philippe Maestracci, nipote ed erede del mercante d’arte ebreo Oscar Stettiner. Si chiude così un capitolo nero del mercato dell’arte contemporanea, che mette a nudo quanto sia ancora lunga la strada per la giustizia sulle razzie della Seconda Guerra Mondiale e che vede protagonista uno dei galleristi più influenti al mondo: David Nahmad.
La società-facciata di David Nahmad e la tragedia di Oscar Stettiner
La vicenda non è solo una questione di restituzione, ma un vero thriller finanziario. Al centro della contesa c’è la figura di David Nahmad, patriarca di una delle dinastie di mercanti più influenti e ricche del mondo, capace di muovere le quotazioni internazionali con un semplice cenno del capo. Per anni, i Nahmad hanno respinto ogni accusa di possedere il quadro, sostenendo che il legittimo proprietario fosse l’International Art Center (IAC), una misteriosa società con sede a Panama.
Il muro sembrava invalicabile fino al 2016, quando lo scandalo dei Panama Papers ha squarciato il velo: i documenti dello studio Mossack Fonseca hanno confermato che la IAC non era altro che una scatola vuota, una cosiddetta “shell company” interamente controllata dalla famiglia Nahmad. Quello che per anni era stato presentato come un legittimo acquisto in asta (avvenuto nel 1996 da Christie’s per 3,2 milioni di dollari) si è rivelato un tentativo di nascondere un bene dal passato a dir poco complesso.

Il pedigree dell’opera, del resto, non lasciava spazio a troppi dubbi interpretativi: il ritratto — un uomo elegante, dallo sguardo malinconico tipico della cifra stilistica modiglianesca — era stato confiscato dai nazisti a Parigi nel 1939, subito dopo la fuga di Oscar Stettiner dalla capitale francese. Mentre il mercante cercava disperatamente di salvare la propria famiglia, il suo patrimonio veniva liquidato in “aste farsa” organizzate dagli occupanti.
Dopo la guerra, Stettiner aveva tentato di recuperare il quadro, ma la traccia si era persa nei meandri del mercato nero europeo, per poi riemergere decenni dopo nel caveau di Ginevra dei Nahmad. La difesa del miliardario ha cercato fino all’ultimo di far valere la prescrizione e la “buona fede” dell’acquisto, ma la prova del saccheggio e la successiva strategia di occultamento tramite offshore hanno reso la sua posizione indifendibile davanti ai giudici.
Non solo Modigliani: i casi più celebri di arte “restituita” e non
Quello di Modigliani non è però di certo un caso isolato: è impossibile, infatti, non citare l’ormai celebre caso di Maria Altmann, che dopo anni di scontro con il governo austriaco riuscì a ottenere la restituzione di Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt, anch’esso sottratto dai nazisti.
Decisamente più controversa è stata invece la vicenda del Rue Saint-Honoré nel pomeriggio, effetto di pioggia, capolavoro di Camille Pissarro per anni al centro di una disputa tra la famiglia Cassirer e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. In quel caso, a differenza dei Nahmad, la giustizia spagnola e statunitense ha più volte protetto la permanenza dell’opera nel museo, basandosi su cavilli legati alla legislazione locale sulla “buona fede” dell’acquisto, scatenando aspre critiche da parte della comunità internazionale.

Il caso dei Nahmad, invece, dimostra che la due diligence e la provenienza sono diventate armi legali affilate, capaci di penetrare anche le schermature societarie più sofisticate. Il valore del quadro, oggi stimato intorno ai 25 milioni di dollari, è quasi secondario rispetto al valore simbolico della decisione.
Per anni Uomo seduto con un bastone è rimasto confinato nell’oscurità del porto franco di Ginevra. Ora, finalmente libero dai vincoli di un contenzioso decennale, il Modigliani “ritrovato” potrà tornare a essere visto. Resta da capire se gli eredi decideranno di affidarlo a un’istituzione museale o se l’opera tornerà sul mercato, questa volta con una storia di giustizia finalmente scritta sul suo retro.






