25 febbraio 2024

Arte funzionale: Francesco Maria Messina e il design artistico che sorprende

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Dalle inaspettate architetture dei minerali, al fascino del legno fossilizzato. Dall’allarmante scioglimento dei ghiacciai, alle perfette geometrie che disegnano le gocce quando cadono su uno specchio d’acqua. Sulle tracce del nuovo fenomeno del "collectible design", ambito di confine che unisce la funzionalità del design con l'attitudine artistica

La natura è da sempre fonte di immensa ispirazione per gli animi e le menti creative, dal momento che custodisce i segreti della vita sul pianeta. È uno scrigno di tesori che soddisfano tanto i bisogni primari degli esseri umani quanto la loro sete di bellezza. Tale dualismo appare evidente nelle creazioni di Francesco Maria Messina. Con le sue opere di collectible design, il designer toscano riesce a catturare il fascino degli elementi naturalistici e a trasformarli in complementi d’arredo funzionali.

Chi è Francesco Maria Messina?

Nato a Pisa nel 1991, il giovane designer ha conseguito una formazione umanistica su scala internazionale, studiando e praticando come architetto soprattutto tra la Francia, gli Stati Uniti e l’isola Mauritius. È qui che la sua vocazione per il mondo del design emerge: durante la sua permanenza, gli viene chiesto di partecipare al lancio di un marchio di mobili di lusso, che verrà battezzato Cypraea. Il successo è immediato. Oltre al marchio mauriziano, tra il 2018 e il 2020 Messina dà vita a cinque linee di design, che gli garantiscono un riconoscimento importante grazie a esposizioni presso la prestigiosa Galleria Rossana Orlandi a Milano e la fiera Collect di Londra. I traguardi raggiunti lo spingono a tornare nella sua Toscana, terra di maestranze artigiane senza pari e sede di alcuni dei più grandi e storici intagliatori di pietra del paese. Stabilisce il proprio studio di design a Pisa, punto strategico tra Volterra, Firenze e Carrara. I materiali e le lavorazioni tipiche di queste località costituiscono il cuore del lavoro di Messina. È da lì che concepisce i progetti e li porta avanti, mantenendo il focus sull’ispirazione originaria, per ottenere risultati (le sue creazioni) coerenti.

Plinio lamp

 

Al confine tra contemplazione e pragmatismo

Le sue collezioni Mineralia e Fossilia, le serie Glacies e Re-plastic e ancora la collezione De-Architettura ruotano attorno al concetto di functional art. Una denominazione che indica l’intenzione di fa assumere alle forme d’arte delle funzioni pratiche e dove il confine tra opera d’arte e oggetto di design si fa sempre più labile. Ispirazioni provenienti dalla natura si fondono a echi dell’antichità classica, in un continuo gioco di scambio tra le esperienza di vita di Messina e la sua educazione. Materiali antichi e ricercati associati a un design d’avanguardia. Passato e presente, verso il futuro.

Tavolo Plinio

«Parto sempre da un concetto iniziale che possa giocare con l’effetto sorpresa. Mi piace percorrere il confine tra l’apparire e il funzionare, realizzare qualcosa il cui contrasto tra come si presenta e come si utilizza possa stupire. Un po’ come fare un trucco illusionista. È il caso della consolle Re-floatable, per esempio. Si tratta di una consolle realizzata in vetro a effetto acqua, in cui è immersa una boa sospesa e la cui catena cade fino a terra. Quando ci si avvicina, però, si nota che la catena è un oggetto rigido che in realtà funge da supporto. Mi piace molto sfruttare queste illusioni ottiche. Voglio che il pezzo riesca sempre a sorprendere, che non sia mai ciò che ci si aspetta. Questo è il motivo per cui le mie opere sono oggetti da vivere, si mostrano nella loro bellezza attraverso l’esperienza tattile e fisica e non rendono in foto». Continua: «C’è anche tutto un discorso di materialità, di texture e di colori, tutti aspetti che si possono apprezzare solo dal vivo». In questa direzione vanno anche il tavolo Plinio, che rimanda a un vulcano, e il mobile-pirite. Nel primo caso, avvicinandosi ci si rende conto che il tavolo di 2m è incredibilmente sostenuto da una base di solamente 10cm. Il risultato di un gioco di equilibri e di pesi che dà la sensazione che il tavolo sia a un soffio dal collassare. Il mobile-pirite invece comprende ben due effetti sorpresa: il primo consiste nel fatto di essere una scultura esteticamente compatta che invece si può aprire in diversi scomparti. Contemplazione e funzionalità. E quest’ultima costituisce un aspetto molto importante per il complemento perché il suo volume interno è davvero significativo. La seconda caratteristica sorprendente è che anche questo mobile poggia esclusivamente su una pietra decentrata rispetto al suo intero baricentro. E quindi ancora l’effetto di sbalzo, di equilibrio apparentemente precario.

Tavolo Plinio

«Attualmente ho mille idee per la testa che mi piacerebbe realizzare, ma dal momento che ho dato vita a uno studio di design, chiaramente devo costituire e portare avanti un linguaggio coerente oltre che originale. Sia per una questione di serialità, da un punto di vista pratico, che per motivi di continuità. Penso di aver trovato il mio linguaggio attraverso l’utilizzo di materiali naturali, oltre che in questa rappresentatività naturale-architettonica». Un linguaggio personale che è anche una sfida, dal momento che ogni concetto di partenza viene veicolato tramite nuove ricerche, nuovi materiali e nuove lavorazioni. «Ogni pezzo mi mette a confronto con nuove tecniche, nuove realtà. È un’evoluzione continua. Non mi concentro su un unico aspetto che continuo a rielaborare. Cambio di volta in volta. Questo mi permette di sperimentare e dar vita alle mie idee e ai miei interessi, mantenendo una continuità con i progetti precedenti, nonostante siano sempre così diversi tra loro», prosegue: «creare diverse le collezioni a sé stanti mi aiuta ad affrontare i diversi ambiti a cui sono interessato e proseguire nell’esplorazione di tecniche, di artigianalità e di materiali che non ancora non conosco. Riuscire a trasformare un’idea, un concetto in un oggetto bello e utile. Questo è ciò che davvero mi interessa. Se così non fosse, banalmente mi annoierei».

Francesco Maria Messina, Glacies collection

La natura e la crisi ambientale e climatica

L’interesse verso il tema della crisi climatica e ambientale è uno dei pilastri dello Studio FMM, che fin dalle origini si prodiga per trovare soluzioni innovative e concrete per realizzare e diffondere le proprie creazioni. «Cerco sempre di evitare di utilizzare resine o materiali nocivi. La maggior parte delle mie realizzazioni sono in pietra, marmo, legno e metallo, tranne che per alcune rare eccezioni, come sono i tavolini in acrilico. Ma sto continuando a cercare aziende che si muovano nella mia stessa direzione. In occasione dell’esibizione Guiltless plastic, avvenuta presso la Galleria Rossana Orlandi durante il Salone del Mobile 2023, ho presentato una libreria interamente realizzata con un acrilico certificato green. Si tratta di un acrilico colato da materiale riciclato e riciclabile al 100%. La difficoltà, in quel caso, è stata ottenere una lastra che fosse davvero trasparente, perché solitamente il materiale riciclato è più opaco e ha caratteristiche estetiche meno appaganti. Quella per me è stata davvero una conquista».

https://fmm.design

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