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1950-2005 Piazza del Popolo e dintorni…
artisti che si sono frequentati, confrontati o più semplicemente che hanno attraversato dagli anni ’50 ai giorni nostri le vie che abbracciano il centro di Roma
Comunicato stampa
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Perché Piazza del Popolo e dintorni ... Una buona ragione per soffermarci e riconoscere le opere di artisti che si sono frequentati, confrontati o più semplicemente che hanno attraversato dagli anni ’50 ai giorni nostri le vie che abbracciano il centro di Roma, come in un grande salotto aperto sì alla mondanità dell’Arte ma anche all’intimità dell’Uomo.
Attraverso le diciassette opere esposte alla Fondazione Museo Venanzo Crocetti di Roma, gettiamo un ponte immaginario sull’Arte Moderna e Contemporanea, dalle premesse degli anni ’50 con un’opera di Sironi, quasi un preludio informale, al chiarismo di Virgilio Guidi, dagli amici del cuore di piazza del Popolo, Schifano, Angeli, Festa, Giosetta Fioroni, Renato Mambor, fino al milanese Bonalumi, riuniti in storiche collettive romane tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60.
In quegli anni s’incontravano a Roma Concetto Pozzati, Dorazio e Rotella, con Arman presentati da Pierre Restany. Nel cuore delle neo-avanguardie degli anni ’60-’70 scopriamo un Mimmo Germanà che, a Roma dal 1970, recupera una figurazione, riscoprendo in pieno il piacere della pittura, alla fine degli anni ’70 lo ritroviamo con la nascita della Transavanguardia.
Nello stesso periodo opera Riccardo Licata, attraverso un’inesauribile tessitura di segni, legato da affinità e amicizia ad Ennio Finzi, con le sue raffinate ricerche otticovisive.
Avventurandoci tra le pieghe di Cesare Berlingeri, concettuale, già negli anni ’80 a Roma, scopriamo che le sue opere vivono in continua tensione, come le onde, un concetto spaziale che cresce tra le pieghe del colore, la vita è luce e ombra, mistero da svelare.
Nel salotto di Piazza del Popolo, a cavallo del XXI° secolo la nuova generazione artistica si presenta con Mirko Pagliacci, in un informale post-moderno, un affresco di comunicazione mediatica attraverso una contaminazione di linguaggi diversi, sintesi d’esperienze visive e di una comunicazione globale.
A chiudere il ciclo dei diciassette artisti esposti, citiamo Mauro Martoriati, dalla personalità vivace, inquieta che con la pittura e la scultura indaga e sperimenta su nuove verità artistiche. Linea, forma e colore, una pittura narrativa del mondo che lo circonda, in un immaginario tra idea e sensibilità .
Più di cinquanta anni di Pittura attraverso due secoli, un filo comune che lega le opere attraverso una ricerca artistica, un confronto, un dialogo, e una città: la Città Eterna, in una piazza simbolo, punto di passaggio sempre di moda, del bel mondo che la frequenta e che accoglie grandi Uomini e Artisti che lasceranno una traccia sicura del loro passaggio.
Mehran Zelli
Attraverso le diciassette opere esposte alla Fondazione Museo Venanzo Crocetti di Roma, gettiamo un ponte immaginario sull’Arte Moderna e Contemporanea, dalle premesse degli anni ’50 con un’opera di Sironi, quasi un preludio informale, al chiarismo di Virgilio Guidi, dagli amici del cuore di piazza del Popolo, Schifano, Angeli, Festa, Giosetta Fioroni, Renato Mambor, fino al milanese Bonalumi, riuniti in storiche collettive romane tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60.
In quegli anni s’incontravano a Roma Concetto Pozzati, Dorazio e Rotella, con Arman presentati da Pierre Restany. Nel cuore delle neo-avanguardie degli anni ’60-’70 scopriamo un Mimmo Germanà che, a Roma dal 1970, recupera una figurazione, riscoprendo in pieno il piacere della pittura, alla fine degli anni ’70 lo ritroviamo con la nascita della Transavanguardia.
Nello stesso periodo opera Riccardo Licata, attraverso un’inesauribile tessitura di segni, legato da affinità e amicizia ad Ennio Finzi, con le sue raffinate ricerche otticovisive.
Avventurandoci tra le pieghe di Cesare Berlingeri, concettuale, già negli anni ’80 a Roma, scopriamo che le sue opere vivono in continua tensione, come le onde, un concetto spaziale che cresce tra le pieghe del colore, la vita è luce e ombra, mistero da svelare.
Nel salotto di Piazza del Popolo, a cavallo del XXI° secolo la nuova generazione artistica si presenta con Mirko Pagliacci, in un informale post-moderno, un affresco di comunicazione mediatica attraverso una contaminazione di linguaggi diversi, sintesi d’esperienze visive e di una comunicazione globale.
A chiudere il ciclo dei diciassette artisti esposti, citiamo Mauro Martoriati, dalla personalità vivace, inquieta che con la pittura e la scultura indaga e sperimenta su nuove verità artistiche. Linea, forma e colore, una pittura narrativa del mondo che lo circonda, in un immaginario tra idea e sensibilità .
Più di cinquanta anni di Pittura attraverso due secoli, un filo comune che lega le opere attraverso una ricerca artistica, un confronto, un dialogo, e una città: la Città Eterna, in una piazza simbolo, punto di passaggio sempre di moda, del bel mondo che la frequenta e che accoglie grandi Uomini e Artisti che lasceranno una traccia sicura del loro passaggio.
Mehran Zelli
01
ottobre 2005
1950-2005 Piazza del Popolo e dintorni…
Dal primo al 15 ottobre 2005
arte contemporanea
Location
MUSEO FONDAZIONE VENANZO CROCETTI
Roma, Via Cassia, 492, (Roma)
Roma, Via Cassia, 492, (Roma)
Orario di apertura
dal giovedì al lunedì 10-17
Vernissage
1 Ottobre 2005, ore 18
Autore

