Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
51 Biennale. Marya Kazoun – Personal Living Space
Marya Kazoun, artista libano-canadese, che attualmente vive a New York, partecipa per la prima volta alla Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia con il progetto “Personal Living Space”: un’installazione in movimento di proporzioni straordinarie che rapirà i sensi e stimolerà la mente
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Curatore: Jackie Winsor
Co-curatori: Arwa Seifeddine, Lynn Del Sol
Artista: Marya Kazoun
Organizzazione: Mjelby Konstmuseum, Arte Communications
Marya Kazoun, artista libano-canadese, che attualmente vive a New York, partecipa per la prima volta alla Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia con il progetto "Personal Living Space": un'installazione in movimento di proporzioni straordinarie che rapirà i sensi e stimolerà la mente.
L’installazione, basata sull’idea centrale di uno spazio privato e personale, è radicata in una visione trascendentale emozionale che si sviluppa dall’interno all’esterno. “Personal Living Space” funge da incubatrice delle aspirazioni psicologiche della Kazoun: elimina la consapevolezza dello scorrere del tempo e stempera le angosce del mondo esterno aprendo uno spiraglio per un rifugio sicuro.
Dai pilastri, insieme ad anelli giganteschi sospesi nello spazio, si sollevano lievi dalle tele i fili che si attaccano sulla pelle di chiunque passi o si soffermi a guardare l’installazione dall’esterno, fino a sospingere lo spettatore, in un crescendo di tensione, nello spazio vitale e personale dell’artista. Marya è seduta lì, tra le tele, e tesse. “Cosa stai tessendo?” “Ti racconterò dei complessi intrecci tra culture diverse. Se vuoi, tesserò per te”. È lì (pietrificata!), e impietrisce lo spettatore come il mito di Medusa, con i suoi gesti ancestrali continui e ripetitivi. La sua arte emula i serpenti…
Da ogni angolo giungono sottili trefoli che impercettibilmente danzano sospesi nell’aria, come capelli sottacqua. Un bimbo impagliato, intrappolato nel groviglio di rocchetti di lana, si dibatte nell’organicità di colonne e pali. Un filo nero spesso scorre come un fiotto di sangue esacerbando una scena già di per sé sconvolgente, rendendola ancor più reale. È possibile sentire ogni singola cucitura, percepire ciò che lei ha provato mentre creava ogni elemento.
L'opera, nella sua genialità, stimola lo spettatore ad accettare i rapporti umani per ciò che sono, creando nuovi ideali dove la bellezza e l’insuccesso coesistono nella società. Marya crea un’opera corposa e lieve e sfida lo spettatore a non definirla pura bellezza. La sua opera riconosce il proprio valore ed è consapevole del fatto che la bellezza non potrà mai essere cancellata.
“Personal Living Space” serve a ricordare a tutti noi il rispetto che dobbiamo al nostro legame con gli altri esseri umani. Abbiamo ignorato le nostre reciproche esigenze per troppo tempo.
Testo a cura di
Lynn del Sol, curatrice
Co-curatori: Arwa Seifeddine, Lynn Del Sol
Artista: Marya Kazoun
Organizzazione: Mjelby Konstmuseum, Arte Communications
Marya Kazoun, artista libano-canadese, che attualmente vive a New York, partecipa per la prima volta alla Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia con il progetto "Personal Living Space": un'installazione in movimento di proporzioni straordinarie che rapirà i sensi e stimolerà la mente.
L’installazione, basata sull’idea centrale di uno spazio privato e personale, è radicata in una visione trascendentale emozionale che si sviluppa dall’interno all’esterno. “Personal Living Space” funge da incubatrice delle aspirazioni psicologiche della Kazoun: elimina la consapevolezza dello scorrere del tempo e stempera le angosce del mondo esterno aprendo uno spiraglio per un rifugio sicuro.
Dai pilastri, insieme ad anelli giganteschi sospesi nello spazio, si sollevano lievi dalle tele i fili che si attaccano sulla pelle di chiunque passi o si soffermi a guardare l’installazione dall’esterno, fino a sospingere lo spettatore, in un crescendo di tensione, nello spazio vitale e personale dell’artista. Marya è seduta lì, tra le tele, e tesse. “Cosa stai tessendo?” “Ti racconterò dei complessi intrecci tra culture diverse. Se vuoi, tesserò per te”. È lì (pietrificata!), e impietrisce lo spettatore come il mito di Medusa, con i suoi gesti ancestrali continui e ripetitivi. La sua arte emula i serpenti…
Da ogni angolo giungono sottili trefoli che impercettibilmente danzano sospesi nell’aria, come capelli sottacqua. Un bimbo impagliato, intrappolato nel groviglio di rocchetti di lana, si dibatte nell’organicità di colonne e pali. Un filo nero spesso scorre come un fiotto di sangue esacerbando una scena già di per sé sconvolgente, rendendola ancor più reale. È possibile sentire ogni singola cucitura, percepire ciò che lei ha provato mentre creava ogni elemento.
L'opera, nella sua genialità, stimola lo spettatore ad accettare i rapporti umani per ciò che sono, creando nuovi ideali dove la bellezza e l’insuccesso coesistono nella società. Marya crea un’opera corposa e lieve e sfida lo spettatore a non definirla pura bellezza. La sua opera riconosce il proprio valore ed è consapevole del fatto che la bellezza non potrà mai essere cancellata.
“Personal Living Space” serve a ricordare a tutti noi il rispetto che dobbiamo al nostro legame con gli altri esseri umani. Abbiamo ignorato le nostre reciproche esigenze per troppo tempo.
Testo a cura di
Lynn del Sol, curatrice
09
giugno 2005
51 Biennale. Marya Kazoun – Personal Living Space
Dal 09 giugno al 06 novembre 2005
arte contemporanea
Location
PALAZZO PESARO PAPAFAVA
Venezia, Cannaregio, 3764, (Venezia)
Venezia, Cannaregio, 3764, (Venezia)
Orario di apertura
10.00 – 18.00, chiuso il lunedì (escluso lunedì 13 giugno 2005)
Vernissage
9 Giugno 2005, ore 18
Autore
Curatore


