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Abitare il Cielo. Il poema delle nuvole di Alberto Bertoldi
La Galleria Biffi Arte accoglie dal 28 marzo la mostra personale di Alberto Bertoldi, pittore di origine piemontese ma da anni residente sul territorio piacentino. Bertoldi ha innervato una scelta tematica che negli anni è diventata la sua cifra connotativa privilegiata: il cielo e le nuvole.
Comunicato stampa
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Abitare il cielo Il poema delle nuvole di Alberto Bertoldi
A cura di Susanna Gualazzini
28 marzo - 16 maggio 2026
Inaugurazione sabato 28 marzo ore 17
Gli spazi della Galleria Biffi Arte, sia al piano terreno che nell’Antico Nevaio, accolgono da sabato 28 marzo la mostra personale di Alberto Bertoldi, pittore di origine piemontese ma da anni residente sul territorio piacentino. Interessato alle correnti artistiche contemporanee agli anni della sua prima giovinezza, Bertoldi ha scelto di guardare alla tradizione, sviluppando un linguaggio “classico-contemporaneo” che pur restituendo la sensazione di una realtà ritratta, si discosta dal fotorealismo contemporaneo grazie a un tipo di pittura che rimane tale, senza artifici. Ecco allora che su una solidissima base tecnica, Bertoldi ha innervato una scelta tematica che negli anni è diventata la sua cifra connotativa privilegiata: il cielo e le sue nuvole, con le loro trasformazioni, le loro metamorfosi, le nuvole intese come sistemi poetici di luce e di aria.
Osservare il cielo è una attività che ha accompagnato l’uomo fin dall’antichità e Bertoldi fa di questo gesto antico un potentissimo momento di agnizione, un invito allo sperdimento nella più irredimibile delle impermanenze in cui vedere, riconoscere qualcosa di noi stessi. Sono apparizioni, figure in bilico fra ciò che vediamo e ciò che la mente restituisce, sono un atto creativo, un delicato processo di attraversamento di quello spazio di grazia che la nuvola offre, varco fra il fuori e il dentro, fra la luce che cambia e la nostra capacità di accoglierla. Ecco allora che le opere pittoriche di Alberto Bertoldi non rappresentano il cielo, lo interrogano: ogni nube dipinta è una soglia oltre la quale le forme restano ambigue, sospese, mai del tutto risolte: spetta all’osservatore completarle e proiettarvi la propria storia emotiva.
Nasce un formidabile repertorio di paesaggi celesti, poetici e struggenti, in cui Bertoldi costruisce una palette cromatica da maestro fiammingo. Un osanna di azzurri e di bianchi, di grigi rosati intrisi di luce o di foschi perlacei invadono uno spazio che, prima di qualunque altra considerazione, è forma e figura del mutamento, spazio di possibilità in cui proiettare immagini, ricordi, assenze. Sono luogo di eventi teofanici che offrono al nostro sguardo un altro sapere: quello del molteplice e del possibile. E’ il sapere della metamorfosi, nella sua terribilità e nella sua abbacinante bellezza, luogo in cui da sempre siamo e in cui dobbiamo finalmente trovare dimora. E quando, talvolta, compare uno scampolo di mondo terreno (Ti attesi, La mia città) è solo per ricordarci il dove precario a cui temporaneamente apparteniamo.
Tutta l’opera di Bertoldi vive di questo ascolto, di questo “abitare il cielo” come prossimità all’origine: dopo aver provato il dolore e la caducità di tutte le cose, ci viene offerta una strana, enigmatica felicità: che essere qui è stupendo. Ma è anche una magistrale lezione di pazienza: con i suoi immensi spazi dell’erranza Bertoldi ci insegna la saggezza del lasciar andare, del non trattenere, che è poi, forse, il modo migliore per abitare la vita.
Alberto Bertoldi è nato nel 1955, si è dedicato alla pittura sin da giovanissimo ed è professionista da oltre trent’anni.
Con più di 70 mostre personali, la sua attività si estende oltre l’Italia (Parigi, Vichy, Londra, St Andrew, Dallas, Luxembourg City, Atene), così come varie istituzioni museali hanno ospitato sue antologiche: Villa Breda Padova, Fondazione un Paese Luzzara, Museo Alberoni Piacenza, Museo Diocesano Mantova. Le sue opere sono presenti in alcuni musei e in prestigiose collezioni (Peter Marino-NY, Nosnik-Dallas, Brock-Dallas, degli Azzoni Avogadro-Treviso, Soavi-Milano, Dressmann-Bruxelles, Katz-London, Moatti-London, Stassinopoulos-Athens, Bugno-Venezia, Consigli-Parma, Espinas-Paris, Azzi-Lugano/Nassau) e sono state trattate da importati case d’asta tra queste Sotheby’s Londra, Dorotheum Vienna, Massol Parigi, Il Ponte Milano.
Ha realizzato importanti opere su commissione, e recentemente un grande dipinto per lo show room di Christian Dior a Londra per il Peter Marino Studio di New York.
A cura di Susanna Gualazzini
28 marzo - 16 maggio 2026
Inaugurazione sabato 28 marzo ore 17
Gli spazi della Galleria Biffi Arte, sia al piano terreno che nell’Antico Nevaio, accolgono da sabato 28 marzo la mostra personale di Alberto Bertoldi, pittore di origine piemontese ma da anni residente sul territorio piacentino. Interessato alle correnti artistiche contemporanee agli anni della sua prima giovinezza, Bertoldi ha scelto di guardare alla tradizione, sviluppando un linguaggio “classico-contemporaneo” che pur restituendo la sensazione di una realtà ritratta, si discosta dal fotorealismo contemporaneo grazie a un tipo di pittura che rimane tale, senza artifici. Ecco allora che su una solidissima base tecnica, Bertoldi ha innervato una scelta tematica che negli anni è diventata la sua cifra connotativa privilegiata: il cielo e le sue nuvole, con le loro trasformazioni, le loro metamorfosi, le nuvole intese come sistemi poetici di luce e di aria.
Osservare il cielo è una attività che ha accompagnato l’uomo fin dall’antichità e Bertoldi fa di questo gesto antico un potentissimo momento di agnizione, un invito allo sperdimento nella più irredimibile delle impermanenze in cui vedere, riconoscere qualcosa di noi stessi. Sono apparizioni, figure in bilico fra ciò che vediamo e ciò che la mente restituisce, sono un atto creativo, un delicato processo di attraversamento di quello spazio di grazia che la nuvola offre, varco fra il fuori e il dentro, fra la luce che cambia e la nostra capacità di accoglierla. Ecco allora che le opere pittoriche di Alberto Bertoldi non rappresentano il cielo, lo interrogano: ogni nube dipinta è una soglia oltre la quale le forme restano ambigue, sospese, mai del tutto risolte: spetta all’osservatore completarle e proiettarvi la propria storia emotiva.
Nasce un formidabile repertorio di paesaggi celesti, poetici e struggenti, in cui Bertoldi costruisce una palette cromatica da maestro fiammingo. Un osanna di azzurri e di bianchi, di grigi rosati intrisi di luce o di foschi perlacei invadono uno spazio che, prima di qualunque altra considerazione, è forma e figura del mutamento, spazio di possibilità in cui proiettare immagini, ricordi, assenze. Sono luogo di eventi teofanici che offrono al nostro sguardo un altro sapere: quello del molteplice e del possibile. E’ il sapere della metamorfosi, nella sua terribilità e nella sua abbacinante bellezza, luogo in cui da sempre siamo e in cui dobbiamo finalmente trovare dimora. E quando, talvolta, compare uno scampolo di mondo terreno (Ti attesi, La mia città) è solo per ricordarci il dove precario a cui temporaneamente apparteniamo.
Tutta l’opera di Bertoldi vive di questo ascolto, di questo “abitare il cielo” come prossimità all’origine: dopo aver provato il dolore e la caducità di tutte le cose, ci viene offerta una strana, enigmatica felicità: che essere qui è stupendo. Ma è anche una magistrale lezione di pazienza: con i suoi immensi spazi dell’erranza Bertoldi ci insegna la saggezza del lasciar andare, del non trattenere, che è poi, forse, il modo migliore per abitare la vita.
Alberto Bertoldi è nato nel 1955, si è dedicato alla pittura sin da giovanissimo ed è professionista da oltre trent’anni.
Con più di 70 mostre personali, la sua attività si estende oltre l’Italia (Parigi, Vichy, Londra, St Andrew, Dallas, Luxembourg City, Atene), così come varie istituzioni museali hanno ospitato sue antologiche: Villa Breda Padova, Fondazione un Paese Luzzara, Museo Alberoni Piacenza, Museo Diocesano Mantova. Le sue opere sono presenti in alcuni musei e in prestigiose collezioni (Peter Marino-NY, Nosnik-Dallas, Brock-Dallas, degli Azzoni Avogadro-Treviso, Soavi-Milano, Dressmann-Bruxelles, Katz-London, Moatti-London, Stassinopoulos-Athens, Bugno-Venezia, Consigli-Parma, Espinas-Paris, Azzi-Lugano/Nassau) e sono state trattate da importati case d’asta tra queste Sotheby’s Londra, Dorotheum Vienna, Massol Parigi, Il Ponte Milano.
Ha realizzato importanti opere su commissione, e recentemente un grande dipinto per lo show room di Christian Dior a Londra per il Peter Marino Studio di New York.
28
marzo 2026
Abitare il Cielo. Il poema delle nuvole di Alberto Bertoldi
Dal 28 marzo al 16 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Galleria Biffi Arte
Piacenza, Via Chiapponi, 39, (PC)
Piacenza, Via Chiapponi, 39, (PC)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 10.30 - 12.30 e 15.30 - 19.30
Vernissage
28 Marzo 2026, Inaugurazione della mostra dalle ore 17
Autore
Curatore








