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Affective Frequencies
Affective Frequecies è la prima mostra personale di Elena Callegari dedicata a Giovanni Lo Porto. Il progetto si costituisce di tre isole e avamposti di ascolto. Progetto a cura di g. olmo stuppia , esitoo del premio Isole Isole Isole. Site based project l’ex Birrificio Dreher di Venezia
Comunicato stampa
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Affective Frequecies (Frequenze affettive) è la prima mostra personale di Elena Callegari
(@elobbaby) in uno spazio di 190 metri quadrati di Spazio Spuma, una ricongiunzione come un
soffio tra suono e architettura post industriale. Cobitando e pulsando vita all’interno dell’ex
Complesso Dreher della Giudecca. Affective Frequencies, a cura di g. olmo stuppia restituisce il
Premio ISOLE ISOLE ISOLE in tre ambienti sonori e tre sculture in pietra lavica dell’Etna , vetro da
scarti di Murano estratti durante Sposare la notte Ep. I, poliuretano le ricerche radicali e intensive
realizzate in Sicilia e Venezia con Cassata Drone Expaded Archive grazie al supporto di
Domenico Palmeri, Greta Mullaj e Alessandro Grasso, Carmelo di Bartolo e al sistema sonoro
messo a punto assieme ad Audiocare di Jacopo Scarpis
AF è la restituzione intima e collettiva insieme del premio di arte e scienza Isole Isole Isole,
dedicato a Giovanni Lo Porto, ucciso da un drone semi automatico Reaper MQ-9 dell’USAF nel
2012 e ci riporta ad un duro conteggio col reale: l’Italia è una colonia proxy di Trump?. Frequenze
affettive si stratifica come Venezia e come la Sicilia tra sensi quotidiani, sacri, tra eterno e
istante come in un soffio.
La mostra si configura in tre ambienti effusivi, ed è un progetto al crocevia tra arte, scienza e
attivismo, che si sviluppa tra Sicilia e Venezia, immaginato come un archivio di gesti e vitalità,
sulla soglia del noise e del geopolitico, dello sconfinamento, per decolonizzare l’ethos armato
anglosassone e ritrovare la parola di mediazione Mediterranea. Ricordandosi che anche Venezia
e l’Italia, dall’Austria in avanti non hanno cessato di sentire il peso di politiche ed economie altrui
sul proprio territorio. Il progetto si perfonde alla sensibilità del pubblico (ad ingresso gratuito)
come una soglia sonora e abbacinante. Come ricongiunzione tra carne e vibrazione elaborando
una trama che connetta due antiche città isola: Venezia e Palermo, la Laguna e i Vulcani, il fluire
delle acque e le complicazioni generate dalla cultura guerrafondaia con le sue ‘nominalita’
ossessiva, la sua smania di produzione e controllo senza fine come già in opere di Hyto Steyerl,
Sigmar Polker, Martha Rosler, il Pavone, James Bridle, Emilio Vavarella , Gregoire Chamayou e
altre l’opera Affective Frequecies di Callegari ‘trafigge’ metaforicamente Spazio Spuma con una
delicatezza infinita, aurorale, riportando l’abisso del suono nel campo del sacro e riverberano sui
mattoni, sulle risalite saline, estendendo ancora di più la modularità dello spazio di Venice Art
Factory in Giudecca.
Il progetto prende forma da un’acuta osservazione, percezione sonica da parte di Callegari, e
presenta tre soglie, tre sculture plastiche e in pietra, destabilizzando le estetiche della certezza
capitalista e del controllo. Un trittico di ambienti poetici, avvolge il pubblico e forma come un
ambiente sonoro performativo composto da tre isole di ascolto.
Ove ascolto è dorato silenzio, ripulitura, omaggio al margine, trapasso e ronzio da decostruire in
senso comune.
Tre isole tra ascolto e tensione plastica, tre Isole che tracciano un passaggio dall’intimità
affettiva che “cucia” , faccia la pace dalla fredda e viscida distanza tecnologica, riportando la
tecknè nell’alveo del Diritto Internazionale, della Cooperazione e dell’Arte intesa come archivio
nomade di pratice per rimodulare il sé, creare un comportamento che sia opera totale, oltre il
classismo e dentro le contraddizioni del presente. L’ascolto diventa qui un gesto politico, capace
di rendere sensibile la transizione dalla presenza incarnata alla guerra invisibile e all’attivazione
continua delle pratiche neoliberali che penetrano e omologano l’essere portandolo alla frenesia o
alla depressione. Affective Frequencies è una cura taumaturgica alla catastrofe e genera
ambienti ampi, profondi, ramificati dove l’elemento della campionatura e del segnale è principe.
L’isola emerge come soglia percettiva e politica: uno spazio temporaneamente isolato in cui il
suono raggiunge il corpo prima del linguaggio, attivando una tensione tra presenza e controllo,
memoria e sorveglianza. In questo territorio sospeso, la vibrazione precede il significato e
l’ascolto diventa un atto di persistenza creatrice, “lava sonica” , Etna e Laguna
. Un crepuscolo infinito, per delle rinascite interiori. Un intervento di Martina Fiori e Federico Gentile coabita e si
ibrida nell’opera Affective Frequencies, ramificando l’eterna rete del tempo non lineare, un soffio di vita dentro la catastrofe e la distopia del mondo post nucleare e hyper illuminato dalla violenza sistemica. Scrive la poetessa Rita Bonfiglio: “Lettere-soffi, nomi soffi, li riceviamo, li portiamo sulle labbra, nella parola una meditazione costante” (Lieve Enciclopedia, p. 281).
(@elobbaby) in uno spazio di 190 metri quadrati di Spazio Spuma, una ricongiunzione come un
soffio tra suono e architettura post industriale. Cobitando e pulsando vita all’interno dell’ex
Complesso Dreher della Giudecca. Affective Frequencies, a cura di g. olmo stuppia restituisce il
Premio ISOLE ISOLE ISOLE in tre ambienti sonori e tre sculture in pietra lavica dell’Etna , vetro da
scarti di Murano estratti durante Sposare la notte Ep. I, poliuretano le ricerche radicali e intensive
realizzate in Sicilia e Venezia con Cassata Drone Expaded Archive grazie al supporto di
Domenico Palmeri, Greta Mullaj e Alessandro Grasso, Carmelo di Bartolo e al sistema sonoro
messo a punto assieme ad Audiocare di Jacopo Scarpis
AF è la restituzione intima e collettiva insieme del premio di arte e scienza Isole Isole Isole,
dedicato a Giovanni Lo Porto, ucciso da un drone semi automatico Reaper MQ-9 dell’USAF nel
2012 e ci riporta ad un duro conteggio col reale: l’Italia è una colonia proxy di Trump?. Frequenze
affettive si stratifica come Venezia e come la Sicilia tra sensi quotidiani, sacri, tra eterno e
istante come in un soffio.
La mostra si configura in tre ambienti effusivi, ed è un progetto al crocevia tra arte, scienza e
attivismo, che si sviluppa tra Sicilia e Venezia, immaginato come un archivio di gesti e vitalità,
sulla soglia del noise e del geopolitico, dello sconfinamento, per decolonizzare l’ethos armato
anglosassone e ritrovare la parola di mediazione Mediterranea. Ricordandosi che anche Venezia
e l’Italia, dall’Austria in avanti non hanno cessato di sentire il peso di politiche ed economie altrui
sul proprio territorio. Il progetto si perfonde alla sensibilità del pubblico (ad ingresso gratuito)
come una soglia sonora e abbacinante. Come ricongiunzione tra carne e vibrazione elaborando
una trama che connetta due antiche città isola: Venezia e Palermo, la Laguna e i Vulcani, il fluire
delle acque e le complicazioni generate dalla cultura guerrafondaia con le sue ‘nominalita’
ossessiva, la sua smania di produzione e controllo senza fine come già in opere di Hyto Steyerl,
Sigmar Polker, Martha Rosler, il Pavone, James Bridle, Emilio Vavarella , Gregoire Chamayou e
altre l’opera Affective Frequecies di Callegari ‘trafigge’ metaforicamente Spazio Spuma con una
delicatezza infinita, aurorale, riportando l’abisso del suono nel campo del sacro e riverberano sui
mattoni, sulle risalite saline, estendendo ancora di più la modularità dello spazio di Venice Art
Factory in Giudecca.
Il progetto prende forma da un’acuta osservazione, percezione sonica da parte di Callegari, e
presenta tre soglie, tre sculture plastiche e in pietra, destabilizzando le estetiche della certezza
capitalista e del controllo. Un trittico di ambienti poetici, avvolge il pubblico e forma come un
ambiente sonoro performativo composto da tre isole di ascolto.
Ove ascolto è dorato silenzio, ripulitura, omaggio al margine, trapasso e ronzio da decostruire in
senso comune.
Tre isole tra ascolto e tensione plastica, tre Isole che tracciano un passaggio dall’intimità
affettiva che “cucia” , faccia la pace dalla fredda e viscida distanza tecnologica, riportando la
tecknè nell’alveo del Diritto Internazionale, della Cooperazione e dell’Arte intesa come archivio
nomade di pratice per rimodulare il sé, creare un comportamento che sia opera totale, oltre il
classismo e dentro le contraddizioni del presente. L’ascolto diventa qui un gesto politico, capace
di rendere sensibile la transizione dalla presenza incarnata alla guerra invisibile e all’attivazione
continua delle pratiche neoliberali che penetrano e omologano l’essere portandolo alla frenesia o
alla depressione. Affective Frequencies è una cura taumaturgica alla catastrofe e genera
ambienti ampi, profondi, ramificati dove l’elemento della campionatura e del segnale è principe.
L’isola emerge come soglia percettiva e politica: uno spazio temporaneamente isolato in cui il
suono raggiunge il corpo prima del linguaggio, attivando una tensione tra presenza e controllo,
memoria e sorveglianza. In questo territorio sospeso, la vibrazione precede il significato e
l’ascolto diventa un atto di persistenza creatrice, “lava sonica” , Etna e Laguna
. Un crepuscolo infinito, per delle rinascite interiori. Un intervento di Martina Fiori e Federico Gentile coabita e si
ibrida nell’opera Affective Frequencies, ramificando l’eterna rete del tempo non lineare, un soffio di vita dentro la catastrofe e la distopia del mondo post nucleare e hyper illuminato dalla violenza sistemica. Scrive la poetessa Rita Bonfiglio: “Lettere-soffi, nomi soffi, li riceviamo, li portiamo sulle labbra, nella parola una meditazione costante” (Lieve Enciclopedia, p. 281).
18
febbraio 2026
Affective Frequencies
Dal 18 febbraio al primo marzo 2026
arte contemporanea
Location
SPUMA – Space for the Arts
Venezia, Fondamenta San Biagio, 800, (VE)
Venezia, Fondamenta San Biagio, 800, (VE)
Orario di apertura
15-19
Vernissage
18 Febbraio 2026, 18-21
Sito web
Editore
POSTMEDIABOOKS
Ufficio stampa
Camille Orny - Cassata Drone Expanded Archive
Autore
Curatore
Allestimento
Progetto grafico
Produzione organizzazione




