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Agnes Waruguru – From What We Are
Casa Masaccio continua il suo percorso di ricerca multidisciplinare e multiculturale, presentando, per la prima volta in un museo pubblico in Italia, la mostra personale dell’artista kenyota Agnes Waruguru.
Comunicato stampa
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Inaugura sabato 24 gennaio 2026 a Casa Masaccio | centro per l’arte contemporanea, la mostra From What We Are di Agnes Waruguru. L’esposizione, a cura di Alessandro Romanini è stata realizzata grazie al supporto del progetto regionale Toscanaincontemporanea2025 e alla collaborazione con la galleria d’arte VISTAMARE Milano | Pescara.
Agnes Waruguru (1994), reduce da un ciclo di importanti mostre a livello internazionale – tra cui la partecipazione alla Biennale di Venezia 2024, curata da Adriano Pedrosa, e allo Stedelijk Museum Schiedam nei Paesi Bassi, oltre a esposizioni in spazi pubblici e privati a Los Angeles, Istanbul, Parigi, San Paolo e Hong Kong – riunisce, in quella che fu la casa del grande artista rinascimentale, una selezione di opere recenti in grado di rappresentare la complessità delle dinamiche espressive che caratterizzano la sua poetica e di integrarsi con l’architettura e la ricca eredità storico-artistica dello spazio espositivo toscano.
A questa serie si aggiunge un ciclo di opere plastiche in ceramica, realizzate per volontà dell’artista in Toscana, con l’obiettivo di coinvolgere materiali e metodi produttivi tipici del territorio che la ospita, coinvolgendo allo stesso tempo il saper-fare e il genius loci del comprensorio. Per l’artista kenyota, infatti, tecniche e materiali assumono un ruolo centrale nell’ambito della sua processualità creativa e si caricano di significati e valenze multiple connesse a identità, memoria e relazione, come sottolinea il titolo della mostra (From What We Are / da cosa siamo).
In occasione dell’inaugurazione sarà possibile approfondire la conoscenza del lavoro di Waruguru grazie a una serie di appuntamenti: dalle ore 16.00, presso Casa Masaccio, l’artista si confronterà con giovani artisti locali; alle ore 17.00 incontrerà il pubblico per un artist talk in dialogo con il curatore Alessandro Romanini, prima dell’inaugurazione delle ore 18.00.
Il percorso espositivo concepito per Casa Masaccio illustra la sua attitudine postmediale, che la porta a lavorare con numerosi medium espressivi: per questo il visitatore si troverà di fronte a opere realizzate con tecniche che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla stampa al disegno per arrivare all’installazione. I lavori esposti, le tecniche e i materiali impiegati – su tutti il cotone – sono strumenti per indagare la dimensione identitaria e, allo stesso tempo, vettori per esprimere contenuti appartenenti alla sfera personale, biografica.
Nell’universo creativo dell’artista, i processi pittorici vengono combinati con atti produttivi, che traducono un saper-fare appreso ed ereditato dalla madre e dalla nonna, divenendo elementi simbolici della dimensione gender e degli equilibri socio-politici. Cucito, ricamo, lavori realizzati dall’assemblaggio di perline, tessitura di maglieria ecc, vengono incorporate nei processi creativi assieme alla pittura, alla lavorazione del vetro e della ceramica, collegandosi intimamente con l’universo dell’identità personale e allo stesso tempo con quello della tradizione del lavoro femminile, con tutti i risvolti di ordine economico, sociale e della sfera dei diritti paritari. Quella dell’artista kenyota non è un’opera di rivendicazione militante ma la volontà di contribuire a una presa di coscienza e provocare una riflessione, coinvolgere l’osservatore in un processo di pensiero e di costruzione di significato.
In questo contesto le sue opere e l’allestimento con cui vengono presentate, coinvolgono tutti gli aspetti della sintassi dello spazio, dai volumi agli odori, dal percorso alle relazioni con l’esterno (il territorio urbano) ecc.. coinvolgendo il fruitore in un’esperienza totale, che supera la semplice contemplazione. Seguendo un progetto ben definito che prevede il coinvolgimento attivo dell’osservatore come elemento integrante del processo di costruzione di senso delle singole opere e della mostra nel suo complesso, Agnes Waruguru realizza lavori che fungono da dispositivi, nel senso foucaultiano del termine, “forzando” il visitatore a un atteggiamento critico e riflessivo, affrancato dalla fruizione passiva tipica dei mass media.
Si ringrazia per la collaborazione Simone Guideri.
Agnes Waruguru (1994), reduce da un ciclo di importanti mostre a livello internazionale – tra cui la partecipazione alla Biennale di Venezia 2024, curata da Adriano Pedrosa, e allo Stedelijk Museum Schiedam nei Paesi Bassi, oltre a esposizioni in spazi pubblici e privati a Los Angeles, Istanbul, Parigi, San Paolo e Hong Kong – riunisce, in quella che fu la casa del grande artista rinascimentale, una selezione di opere recenti in grado di rappresentare la complessità delle dinamiche espressive che caratterizzano la sua poetica e di integrarsi con l’architettura e la ricca eredità storico-artistica dello spazio espositivo toscano.
A questa serie si aggiunge un ciclo di opere plastiche in ceramica, realizzate per volontà dell’artista in Toscana, con l’obiettivo di coinvolgere materiali e metodi produttivi tipici del territorio che la ospita, coinvolgendo allo stesso tempo il saper-fare e il genius loci del comprensorio. Per l’artista kenyota, infatti, tecniche e materiali assumono un ruolo centrale nell’ambito della sua processualità creativa e si caricano di significati e valenze multiple connesse a identità, memoria e relazione, come sottolinea il titolo della mostra (From What We Are / da cosa siamo).
In occasione dell’inaugurazione sarà possibile approfondire la conoscenza del lavoro di Waruguru grazie a una serie di appuntamenti: dalle ore 16.00, presso Casa Masaccio, l’artista si confronterà con giovani artisti locali; alle ore 17.00 incontrerà il pubblico per un artist talk in dialogo con il curatore Alessandro Romanini, prima dell’inaugurazione delle ore 18.00.
Il percorso espositivo concepito per Casa Masaccio illustra la sua attitudine postmediale, che la porta a lavorare con numerosi medium espressivi: per questo il visitatore si troverà di fronte a opere realizzate con tecniche che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla stampa al disegno per arrivare all’installazione. I lavori esposti, le tecniche e i materiali impiegati – su tutti il cotone – sono strumenti per indagare la dimensione identitaria e, allo stesso tempo, vettori per esprimere contenuti appartenenti alla sfera personale, biografica.
Nell’universo creativo dell’artista, i processi pittorici vengono combinati con atti produttivi, che traducono un saper-fare appreso ed ereditato dalla madre e dalla nonna, divenendo elementi simbolici della dimensione gender e degli equilibri socio-politici. Cucito, ricamo, lavori realizzati dall’assemblaggio di perline, tessitura di maglieria ecc, vengono incorporate nei processi creativi assieme alla pittura, alla lavorazione del vetro e della ceramica, collegandosi intimamente con l’universo dell’identità personale e allo stesso tempo con quello della tradizione del lavoro femminile, con tutti i risvolti di ordine economico, sociale e della sfera dei diritti paritari. Quella dell’artista kenyota non è un’opera di rivendicazione militante ma la volontà di contribuire a una presa di coscienza e provocare una riflessione, coinvolgere l’osservatore in un processo di pensiero e di costruzione di significato.
In questo contesto le sue opere e l’allestimento con cui vengono presentate, coinvolgono tutti gli aspetti della sintassi dello spazio, dai volumi agli odori, dal percorso alle relazioni con l’esterno (il territorio urbano) ecc.. coinvolgendo il fruitore in un’esperienza totale, che supera la semplice contemplazione. Seguendo un progetto ben definito che prevede il coinvolgimento attivo dell’osservatore come elemento integrante del processo di costruzione di senso delle singole opere e della mostra nel suo complesso, Agnes Waruguru realizza lavori che fungono da dispositivi, nel senso foucaultiano del termine, “forzando” il visitatore a un atteggiamento critico e riflessivo, affrancato dalla fruizione passiva tipica dei mass media.
Si ringrazia per la collaborazione Simone Guideri.
24
gennaio 2026
Agnes Waruguru – From What We Are
Dal 24 gennaio 2026 al 15 marzo 2025
arte contemporanea
Location
CASA MASACCIO
San Giovanni Valdarno, Corso Italia, 83, (Arezzo)
San Giovanni Valdarno, Corso Italia, 83, (Arezzo)
Orario di apertura
lunedì: chiuso
martedì - venerdì: 15-19
sabato, domenica e festivi: 10-13; 15-19
Sito web
Autore
Curatore


