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Alessandro Dupont – Luci d’Africa
solo quattro piccole tele, che di fatto inaugurano l’attuale rassegna, accolgono tracce di quel recente passato parafigurale.
Comunicato stampa
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La pittura di Alessandro Dupont procede da sempre per cicli, per avvicendamenti che coinvolgono le storie e i respiri del nostro tempo. L’ultimo suo impegno espositivo del 2002 raccoglieva, sotto il titolo di Emozioni d’Africa , un magma in impetuoso divenire di sollecitazioni timbriche suscitate dai terribili e sovente sottaciuti conflitti in atto da decenni nel Continente Nero. I dipinti d’impianto informale, sovente incisi da vampate di rosso, mantenevano talora frammenti di ricordi figurali, transiti di fantasmi e di simboli, come se il fuoco o la notte o la fuga delle coscienze non fossero ancora riusciti a neutralizzare del tutto l’impronta della memoria.
Da quel momento il suo segno ha assunto una libertà ancora maggiore: solo quattro piccole tele, che di fatto inaugurano l’attuale rassegna, accolgono tracce di quel recente passato parafigurale. In verità queste prove di collegamento e di transito evidenziano alcune sovrapposizioni quasi calligrafiche su una base che ha già decisamente intrapreso un nuovo percorso giocato sempre di più sulla libertà gestuale.
Se una certa regola compositiva dettava la struttura della precedente serie, ora è l’irruenza della spatolata o della pennellata, ora è la trasparenza offerta da certe velature, ora è la sorvegliata colatura del colore a decretare i ritmi della crescita, dell’esplosione (o dell’implosione) di certe manifestazioni magmatiche che paiono eruttate da un divenire inarrestabile di emozioni. Non a caso egli ha chiamato un simile percorso, avviatosi un paio di anni fa luci d’Africa. Perché? Perché in lui sopravvive e si ripropone con insistenza quel lontano seme che gli ha procurato le precedenti sollecitazioni combinatorie. E, anche in questo caso è la luce a guidare lo sguardo, una luce ora radente, ora interiore, ora più decisa, ora emessa dai gialli e dai verdi dilavati che emergono dalle penombre. Come sempre è l’idea della foresta e degli alberi a produrre tali incantamenti da ritorcersi talora in ferite, in violenti riverberi o in silenzi di pacatezza e di smarrimento.
Da quel momento il suo segno ha assunto una libertà ancora maggiore: solo quattro piccole tele, che di fatto inaugurano l’attuale rassegna, accolgono tracce di quel recente passato parafigurale. In verità queste prove di collegamento e di transito evidenziano alcune sovrapposizioni quasi calligrafiche su una base che ha già decisamente intrapreso un nuovo percorso giocato sempre di più sulla libertà gestuale.
Se una certa regola compositiva dettava la struttura della precedente serie, ora è l’irruenza della spatolata o della pennellata, ora è la trasparenza offerta da certe velature, ora è la sorvegliata colatura del colore a decretare i ritmi della crescita, dell’esplosione (o dell’implosione) di certe manifestazioni magmatiche che paiono eruttate da un divenire inarrestabile di emozioni. Non a caso egli ha chiamato un simile percorso, avviatosi un paio di anni fa luci d’Africa. Perché? Perché in lui sopravvive e si ripropone con insistenza quel lontano seme che gli ha procurato le precedenti sollecitazioni combinatorie. E, anche in questo caso è la luce a guidare lo sguardo, una luce ora radente, ora interiore, ora più decisa, ora emessa dai gialli e dai verdi dilavati che emergono dalle penombre. Come sempre è l’idea della foresta e degli alberi a produrre tali incantamenti da ritorcersi talora in ferite, in violenti riverberi o in silenzi di pacatezza e di smarrimento.
15
gennaio 2005
Alessandro Dupont – Luci d’Africa
Dal 15 gennaio al 02 febbraio 2005
arte contemporanea
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 16.30-19. Chiuso lunedì e festivi
Vernissage
15 Gennaio 2005, ore 17
Autore
Curatore

