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Alessandro Rietti – A Grandi Linee
Perfettamente in linea con la proiezione futurista, artistica e letteraria, di Valerio Evangelisti, Alessandro Rietti, giovane artista e avanguardista abruzzese, alleste “A grandi linee”
Comunicato stampa
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Linee immaginifiche
Nel suo divertentissimo Black Flag, Valerio Evangelisti narra di un futuro in cui il concetto di malattia mentale diviene talmente pervasivo che ad ognuno degl’esseri umani viene attribuito un certo grado di psicolabilità. Gli uomini son quindi "catalogati", non più in base alle diverse etnie ma, viceversa, in base alla differenti psicopatologie.
Perfettamente in linea con la proiezione futurista, artistica e letteraria, di Valerio Evangelisti, Alessandro Rietti, giovane artista e avanguardista abruzzese, alleste “A grandi linee”, una mostra difficilmente ‘catalogabile’ - fatta di ricerca di idee e di materiali e di sperimentazione di soluzioni geometriche a metà strada tra pittura e scultura - ma d'evidente valore estetico e concettuale.
La mostra è accompagnata da una poesia di Freak Antoni, anche lui - come del resto l’Evangelisti - elemento centrale e distintivo dei recenti motti culturali di quella Bologna a cui Rietti ama, artisticamente, ispirarsi.
Due solamente i pezzi esposti.
Un quadro ed un installazione di circa 15 metri che avvolgerà buona parte delle pareti di Ecoteca e che Alessandro desidera dedicare a tutti i ciclotimici, per rimarcare, a voce alta, quanto sia sottile, se mai esistente, il divario tra disturbo e normalità.
L'opera si rivela ai nostri occhi densa di quella emotività che soltanto un determinato minimalismo è in grado d'esprimere, mentre l’intervento estetico dell’artista si sviluppa su di un insolente fondo fatto di grigi e trasparenze. Il tutto, di tanto in tanto, si tinge appena di rosso.
Lo sforzo è proteso ad un unico fine: attenersi a quella disciplinarietà, tipicamente perseguita nelle scuole d'arte moderne più nobili, per cui si cerca di ottenere il massimo risultato attraverso la massima astinenza espressiva. Un rigore che, nel nostro caso, è quasi assoluto.
Fatto è che l’atto del Rietti risulta limpido, elegante e colmo di fascino e il suo gesto si veste d’evidente esemplarità.
Luigi Pagliarini
Nel suo divertentissimo Black Flag, Valerio Evangelisti narra di un futuro in cui il concetto di malattia mentale diviene talmente pervasivo che ad ognuno degl’esseri umani viene attribuito un certo grado di psicolabilità. Gli uomini son quindi "catalogati", non più in base alle diverse etnie ma, viceversa, in base alla differenti psicopatologie.
Perfettamente in linea con la proiezione futurista, artistica e letteraria, di Valerio Evangelisti, Alessandro Rietti, giovane artista e avanguardista abruzzese, alleste “A grandi linee”, una mostra difficilmente ‘catalogabile’ - fatta di ricerca di idee e di materiali e di sperimentazione di soluzioni geometriche a metà strada tra pittura e scultura - ma d'evidente valore estetico e concettuale.
La mostra è accompagnata da una poesia di Freak Antoni, anche lui - come del resto l’Evangelisti - elemento centrale e distintivo dei recenti motti culturali di quella Bologna a cui Rietti ama, artisticamente, ispirarsi.
Due solamente i pezzi esposti.
Un quadro ed un installazione di circa 15 metri che avvolgerà buona parte delle pareti di Ecoteca e che Alessandro desidera dedicare a tutti i ciclotimici, per rimarcare, a voce alta, quanto sia sottile, se mai esistente, il divario tra disturbo e normalità.
L'opera si rivela ai nostri occhi densa di quella emotività che soltanto un determinato minimalismo è in grado d'esprimere, mentre l’intervento estetico dell’artista si sviluppa su di un insolente fondo fatto di grigi e trasparenze. Il tutto, di tanto in tanto, si tinge appena di rosso.
Lo sforzo è proteso ad un unico fine: attenersi a quella disciplinarietà, tipicamente perseguita nelle scuole d'arte moderne più nobili, per cui si cerca di ottenere il massimo risultato attraverso la massima astinenza espressiva. Un rigore che, nel nostro caso, è quasi assoluto.
Fatto è che l’atto del Rietti risulta limpido, elegante e colmo di fascino e il suo gesto si veste d’evidente esemplarità.
Luigi Pagliarini
05
febbraio 2006
Alessandro Rietti – A Grandi Linee
Dal 05 al 25 febbraio 2006
arte contemporanea
Location
ECOTECA
Pescara, Via Giovanni Caboto, 19, (Pescara)
Pescara, Via Giovanni Caboto, 19, (Pescara)
Orario di apertura
martedì-sabato 18,30-02. Domenica 17,30-02
Vernissage
5 Febbraio 2006, ore 21
Autore
Curatore


