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Alfonso Lentini – Approssimazioni di albedo
In questa nuova esposizione Lentini propone alcune realizzazioni inedite che Francesca Brandes, nell’intervento di presentazione, definisce “scatole magiche”
Comunicato stampa
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Sabato 10 marzo alle ore 18.00, con un intervento di Francesca Ruth Brandes, sarà inaugurata a Venezia, nello spazio espositivo “Françoise Calcagno Art Studio”, la mostra personale di Alfonso Lentini “Approssimazioni di Albedo”. In questa nuova esposizione Lentini propone alcune realizzazioni inedite che Francesca Brandes, nell’intervento di presentazione, definisce “scatole magiche” dove “nulla è astrazione” e che lo stesso artista descrive come “minimi scatti fotografici puntati sul nulla, ma forse di valenza cubica, capaci cioè di sfuggire all’appiattimento e tuttavia deputati a nascondere piuttosto che svelare”.
“Stanno le cose…” aggiunge Brandes:” ripulite con cura, opaco dissonante inventario. Stanno nel teatro nascosto, foderato da camera oscura. Come le biglie di un tempo nella latta, lo spago, la fionda. Sono quasi sublimate particelle di un’opera al bianco nel suo farsi, volenterose, vagamente affaticate. “La meraviglia sta nel detrito, nel ciarpame da tandlmark surrealista, in cui ogni oggetto proietta un’ombra notturna… un’ansia d’opera acre, implacabile divora la scena, sulle note di un valzer zoppo. L’impresa proviene dai sogni derelitti, epica coazione a ripetere con quel veleno nigro che zampilla dalle storie, e fa eco”.
Alfonso Lentini, di origine siciliana, vive a Belluno.
Insegnante, opera nel campo delle arti visive, della scrittura e della ricerca verbo-visuale.
Fra i suoi libri: il romanzo-saggio La chiave dell’incanto (Pungitopo, Messina 1997), il testo poetico Mio minimo oceano di croci (Anterem, Verona 2000), Piccolo inventario degli specchi (Stampa Alternativa, Viterbo 2003) e il romanzo Un bellunese di Patagonia (id., 2004).
Ha realizzato libri d’artista in edizione manufatta fra cui Con le palpebre accese e Mazzi di labbra ( Pulcinoelefante, 2006).
Collabora con “L’indice”, “Stilos”, L’immaginazione”.
Testi creativi in numerose riviste (“Anterem”, “Atelier”, “Bollettario”, “Caffè Michelangelo”, “Erba d’Arno”, “Fuorivista”, “Graphie”, “Testuale”…).
Ha curato esposizioni nazionali ed internazionali di carattere verbo-visuale.
Sue esperienze artistiche insieme a utenti di Centri Salute Mentale si sono concretizzate nelle mostre “Irregolarmente” (Feltre, Palazzo Cingolati) e “Segnali irregolari” (Belluno, Palazzo Crepadona).
Una sua poesia “oggetualizzata” è stata esposta alla 49° Biennale di Venezia, nel “Bunker poetico” curato dell’artista Marco Nereo Rotelli.
“Stanno le cose…” aggiunge Brandes:” ripulite con cura, opaco dissonante inventario. Stanno nel teatro nascosto, foderato da camera oscura. Come le biglie di un tempo nella latta, lo spago, la fionda. Sono quasi sublimate particelle di un’opera al bianco nel suo farsi, volenterose, vagamente affaticate. “La meraviglia sta nel detrito, nel ciarpame da tandlmark surrealista, in cui ogni oggetto proietta un’ombra notturna… un’ansia d’opera acre, implacabile divora la scena, sulle note di un valzer zoppo. L’impresa proviene dai sogni derelitti, epica coazione a ripetere con quel veleno nigro che zampilla dalle storie, e fa eco”.
Alfonso Lentini, di origine siciliana, vive a Belluno.
Insegnante, opera nel campo delle arti visive, della scrittura e della ricerca verbo-visuale.
Fra i suoi libri: il romanzo-saggio La chiave dell’incanto (Pungitopo, Messina 1997), il testo poetico Mio minimo oceano di croci (Anterem, Verona 2000), Piccolo inventario degli specchi (Stampa Alternativa, Viterbo 2003) e il romanzo Un bellunese di Patagonia (id., 2004).
Ha realizzato libri d’artista in edizione manufatta fra cui Con le palpebre accese e Mazzi di labbra ( Pulcinoelefante, 2006).
Collabora con “L’indice”, “Stilos”, L’immaginazione”.
Testi creativi in numerose riviste (“Anterem”, “Atelier”, “Bollettario”, “Caffè Michelangelo”, “Erba d’Arno”, “Fuorivista”, “Graphie”, “Testuale”…).
Ha curato esposizioni nazionali ed internazionali di carattere verbo-visuale.
Sue esperienze artistiche insieme a utenti di Centri Salute Mentale si sono concretizzate nelle mostre “Irregolarmente” (Feltre, Palazzo Cingolati) e “Segnali irregolari” (Belluno, Palazzo Crepadona).
Una sua poesia “oggetualizzata” è stata esposta alla 49° Biennale di Venezia, nel “Bunker poetico” curato dell’artista Marco Nereo Rotelli.
10
marzo 2007
Alfonso Lentini – Approssimazioni di albedo
Dal 10 al 21 marzo 2007
arte contemporanea
Location
CALCAGNO ART STUDIO
Venezia, Campo del Ghetto, 2918, (Venezia)
Venezia, Campo del Ghetto, 2918, (Venezia)
Orario di apertura
dalle ore 15.30 alle ore 18.30 e su appuntamento
Vernissage
10 Marzo 2007, ore 18
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