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Alfredo Beltrame
In mostra venticinque dipinti ad olio e una selezione di acquerelli e tempere realizzati dall’artista dagli anni trenta agli anni settanta
Comunicato stampa
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Giovedì 19 gennaio 2006 ore 18, alla Galleria Ponte Rosso (via Brera 2, Milano) si inaugura, a dieci anni dalla scomparsa dell’artista, la mostra retrospettiva di ALFREDO BELTRAME. In mostra venticinque dipinti ad olio e una selezione di acquerelli e tempere realizzati dall’artista dagli anni trenta agli anni settanta.
Alfredo Beltrame, di origine friulana, nasce nel 1901 a Lipsia. Nel 1915 ritorna con la sua famiglia in Italia e si stabilisce a Milano. Nel 1917 inizia i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Brera e, sotto la guida di Ambrogio Alciati, termina i corsi di pittura nel 1923 meritando il primo premio. Nel 1924 espone alla mostra del “Ritratto femminile” alla Villa Reale di Monza. L’anno successivo, al concorso del “Pensionato Artistico Nazionale di Roma”, viene scelto dalla Commissione dell’Accademia di Milano. Nello stesso anno espone per la prima volta alla Biennale Nazionale di Brera, ed in seguito sarà presente alle massime esposizioni regionali e nazionali di Milano, Roma, Venezia. La sua prima personale avviene nel 1938 alla galleria parigina “Pétridès” ed il successo è tale che a Beltrame si aprono le porte del prestigioso “Salon des Tuileries”. Dal 1952 al 1968 esegue delle decorazioni sui transatlantici “Andrea Doria” e “Leonardo Da Vinci”, pitture murali e mosaici in edifici pubblici ed alcune vetrate di Arte Sacra. Nel 1969 gli viene conferito il premio “Giovanni Eigenmann”. Muore a Milano nel 1996.
Scrive Carlo Adelio Galimberti:
L’opera di Alfredo Beltrame riunita in questa mostra è la persuasiva testimonianza di una vita d’artista condotta con l’acume e l’attenzione rivolta alle sollecitazioni poetiche del tempo in cui il pittore è vissuto. Una vita lunga tutto il secolo scorso, iniziata in quegli anni in cui il dipingere aveva ormai abbandonato gli orizzonti stilistici dell’arida accademia per volgersi alle più espressive poetiche delle avanguardie storiche del Novecento.
Dopo i sicuri esordi caratterizzati da una figurazione classica che esibiva un avvincente e robusto mestiere, Beltrame comprende l’angustia espressiva dell’accademismo e si volge sicuro e deciso verso le feconde maniere delle avanguardie, che l’artista frequenta nei suoi itinerari per l’Europa. È soprattutto nei suoi lunghi soggiorni parigini che assorbe innanzitutto la lezione cezanniana che fa del solo colore lo strumento per la costruzione delle forme, restituendo così al corpo delle cose, degli ambienti e delle figure quello squillo tonale che trasfigura i volumi in canto poetico. Ma Beltrame non si sofferma sull’importanza della costruzione cromatica delle sue composizioni. Avverte l’urgenza che i soggetti del suo lavoro abbiano un protagonismo maggiore rispetto alla gradevolezza del loro apparire. Beltrame vuole che ogni cosa possa sprigionare il senso poetico dell’esistente, e comprende come la lezione delle avanguardie (l’espressionismo dei Fauves con alcune tracce di cubismo sintetico) possa vestire di quel prepotente tripudio cromatico che sa evocare la vita pulsante sotto la superficie apparente d’ogni cosa ritratta.
Ed è qui che la maestria di Beltrame ci si mostra sicura e persuasiva, mostrandoci l’abilità dell’armonico convivere di toni saturi e decisi che l’artista serenamente governa, accompagnandoci sui sentieri della seduzione che la pittura sa offrirci, quando le concediamo il tempo perché apra il suo canto. Ecco allora la vivacità dei paesaggi che sposano l’esuberanza della natura così come nelle nature morte risuona vivace il tono locale degli oggetti, il tutto a pretesto per esibire il suadente apparire d’una festa pittorica. Ma soprattutto è nei dipinti di interni, i più matissiani dell’opera di Beltrame, che ritroviamo i percorsi più persuasivi dell’itinerario dell’artista. È in quegli ambienti, da cui si aprono finestre su paesaggi e città, che l’artista ci invita, per compiere quel tragitto suggerito dall’invito accattivante della pittura, che vuole così spalancarci lo spettacolo dell’esistente suggerendoci il senso vitale che ogni cosa custodisce, che Beltrame sa cogliere ascoltandone il segreto pulsare e vestendolo con lo spettacolo della sua maestria.
Alfredo Beltrame, di origine friulana, nasce nel 1901 a Lipsia. Nel 1915 ritorna con la sua famiglia in Italia e si stabilisce a Milano. Nel 1917 inizia i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Brera e, sotto la guida di Ambrogio Alciati, termina i corsi di pittura nel 1923 meritando il primo premio. Nel 1924 espone alla mostra del “Ritratto femminile” alla Villa Reale di Monza. L’anno successivo, al concorso del “Pensionato Artistico Nazionale di Roma”, viene scelto dalla Commissione dell’Accademia di Milano. Nello stesso anno espone per la prima volta alla Biennale Nazionale di Brera, ed in seguito sarà presente alle massime esposizioni regionali e nazionali di Milano, Roma, Venezia. La sua prima personale avviene nel 1938 alla galleria parigina “Pétridès” ed il successo è tale che a Beltrame si aprono le porte del prestigioso “Salon des Tuileries”. Dal 1952 al 1968 esegue delle decorazioni sui transatlantici “Andrea Doria” e “Leonardo Da Vinci”, pitture murali e mosaici in edifici pubblici ed alcune vetrate di Arte Sacra. Nel 1969 gli viene conferito il premio “Giovanni Eigenmann”. Muore a Milano nel 1996.
Scrive Carlo Adelio Galimberti:
L’opera di Alfredo Beltrame riunita in questa mostra è la persuasiva testimonianza di una vita d’artista condotta con l’acume e l’attenzione rivolta alle sollecitazioni poetiche del tempo in cui il pittore è vissuto. Una vita lunga tutto il secolo scorso, iniziata in quegli anni in cui il dipingere aveva ormai abbandonato gli orizzonti stilistici dell’arida accademia per volgersi alle più espressive poetiche delle avanguardie storiche del Novecento.
Dopo i sicuri esordi caratterizzati da una figurazione classica che esibiva un avvincente e robusto mestiere, Beltrame comprende l’angustia espressiva dell’accademismo e si volge sicuro e deciso verso le feconde maniere delle avanguardie, che l’artista frequenta nei suoi itinerari per l’Europa. È soprattutto nei suoi lunghi soggiorni parigini che assorbe innanzitutto la lezione cezanniana che fa del solo colore lo strumento per la costruzione delle forme, restituendo così al corpo delle cose, degli ambienti e delle figure quello squillo tonale che trasfigura i volumi in canto poetico. Ma Beltrame non si sofferma sull’importanza della costruzione cromatica delle sue composizioni. Avverte l’urgenza che i soggetti del suo lavoro abbiano un protagonismo maggiore rispetto alla gradevolezza del loro apparire. Beltrame vuole che ogni cosa possa sprigionare il senso poetico dell’esistente, e comprende come la lezione delle avanguardie (l’espressionismo dei Fauves con alcune tracce di cubismo sintetico) possa vestire di quel prepotente tripudio cromatico che sa evocare la vita pulsante sotto la superficie apparente d’ogni cosa ritratta.
Ed è qui che la maestria di Beltrame ci si mostra sicura e persuasiva, mostrandoci l’abilità dell’armonico convivere di toni saturi e decisi che l’artista serenamente governa, accompagnandoci sui sentieri della seduzione che la pittura sa offrirci, quando le concediamo il tempo perché apra il suo canto. Ecco allora la vivacità dei paesaggi che sposano l’esuberanza della natura così come nelle nature morte risuona vivace il tono locale degli oggetti, il tutto a pretesto per esibire il suadente apparire d’una festa pittorica. Ma soprattutto è nei dipinti di interni, i più matissiani dell’opera di Beltrame, che ritroviamo i percorsi più persuasivi dell’itinerario dell’artista. È in quegli ambienti, da cui si aprono finestre su paesaggi e città, che l’artista ci invita, per compiere quel tragitto suggerito dall’invito accattivante della pittura, che vuole così spalancarci lo spettacolo dell’esistente suggerendoci il senso vitale che ogni cosa custodisce, che Beltrame sa cogliere ascoltandone il segreto pulsare e vestendolo con lo spettacolo della sua maestria.
19
gennaio 2006
Alfredo Beltrame
Dal 19 gennaio al 12 febbraio 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA PONTE ROSSO
Milano, Via Brera, 2, (Milano)
Milano, Via Brera, 2, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato 10-12.30 e 15.30-19, domenica 15.30-19
Vernissage
19 Gennaio 2006, ore 18
Autore


