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Alfredo d’Andrade: scoperta e restauro della Sacra di San Michele
La Sacra di San Michele era nota, evidentemente, ai tempi di Alfredo d’Andrade ma è significativo parlare di “scoperta” in quanto i suoi meticolosi ed appassionati studi preparatori al restauro hanno svelato un monumento molto diverso da quello allora conosciuto.
Comunicato stampa
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Alfredo d’Andrade: scoperta e restauro della Sacra di San Michele
La Sacra di San Michele era nota, evidentemente, ai tempi di Alfredo d’Andrade ma è significativo parlare di “scoperta” in quanto i suoi meticolosi ed appassionati studi preparatori al restauro hanno svelato un monumento molto diverso da quello allora conosciuto.
Per contro, forse non tutti i visitatori attuali sanno che gli archi rampanti, che tanto caratterizzano il fianco sud della chiesa, sono stati ultimati solo nel 1936 proprio su disegno di d’Andrade. Si può anche aggiungere che questi grandi archi, perfetti nello stile e nella tecnica esecutiva medievale, non sono una ricostruzione di elementi andati perduti, ma un “perfezionamento” della fase gotica della Sacra ideato proprio da d’Andrade.
E’ importante quindi sottolineare come il progetto di restauro non fosse un completamento “neogotico” (se con tale termine intendiamo il revival dello stile gotico reinterpretato in epoca moderna), ma il frutto di un metodo di ricerca e di lavoro molto avanzato per l’epoca in cui è stato concepito. Lo testimoniano i minuziosi appunti e disegni per il rilevo metrico dell’edificio, i calchi in gesso degli apparati decorativi, il grandioso modello in scala 1:20 che visualizza quanto progettato.
La Sacra è stato il monumento più impegnativo con cui d’Andrade ha dovuto confrontarsi, tant’è che non ha visto la realizzazione finale il suo sogno. La vastità del cantiere, la collocazione dell’edificio, i tempi di esecuzione, le ingenti risorse finanziarie necessarie hanno fatto concludere il cantiere solo in tempi relativamente recenti. Non sono stati realizzati il completamento del campanile e la nuova facciata, ma in questo caso la storia ha impedito l’esecuzione di opere perfettamente concepibili nell’Ottocento, ma non più ammissibili nella attuale metodologia di restauro.
In ogni caso dobbiamo a d’Andrade la corretta conoscenza del monumento e la sua stessa conservazione. Il suo primo intervento fu determinato infatti da un forte terremoto che portò la Sacra molto vicino alla completa rovina; il nuovo regime statico da lui escogitato le permette ora di sfidare il tempo.
Fernando Delmastro
La Sacra di San Michele era nota, evidentemente, ai tempi di Alfredo d’Andrade ma è significativo parlare di “scoperta” in quanto i suoi meticolosi ed appassionati studi preparatori al restauro hanno svelato un monumento molto diverso da quello allora conosciuto.
Per contro, forse non tutti i visitatori attuali sanno che gli archi rampanti, che tanto caratterizzano il fianco sud della chiesa, sono stati ultimati solo nel 1936 proprio su disegno di d’Andrade. Si può anche aggiungere che questi grandi archi, perfetti nello stile e nella tecnica esecutiva medievale, non sono una ricostruzione di elementi andati perduti, ma un “perfezionamento” della fase gotica della Sacra ideato proprio da d’Andrade.
E’ importante quindi sottolineare come il progetto di restauro non fosse un completamento “neogotico” (se con tale termine intendiamo il revival dello stile gotico reinterpretato in epoca moderna), ma il frutto di un metodo di ricerca e di lavoro molto avanzato per l’epoca in cui è stato concepito. Lo testimoniano i minuziosi appunti e disegni per il rilevo metrico dell’edificio, i calchi in gesso degli apparati decorativi, il grandioso modello in scala 1:20 che visualizza quanto progettato.
La Sacra è stato il monumento più impegnativo con cui d’Andrade ha dovuto confrontarsi, tant’è che non ha visto la realizzazione finale il suo sogno. La vastità del cantiere, la collocazione dell’edificio, i tempi di esecuzione, le ingenti risorse finanziarie necessarie hanno fatto concludere il cantiere solo in tempi relativamente recenti. Non sono stati realizzati il completamento del campanile e la nuova facciata, ma in questo caso la storia ha impedito l’esecuzione di opere perfettamente concepibili nell’Ottocento, ma non più ammissibili nella attuale metodologia di restauro.
In ogni caso dobbiamo a d’Andrade la corretta conoscenza del monumento e la sua stessa conservazione. Il suo primo intervento fu determinato infatti da un forte terremoto che portò la Sacra molto vicino alla completa rovina; il nuovo regime statico da lui escogitato le permette ora di sfidare il tempo.
Fernando Delmastro
04
marzo 2011
Alfredo d’Andrade: scoperta e restauro della Sacra di San Michele
04 marzo 2011
incontro - conferenza
Location
MUSEO ALFREDO D’ANDRADE
Pavone Canavese, Via Giuseppe Quilico, 5, (Torino)
Pavone Canavese, Via Giuseppe Quilico, 5, (Torino)
Vernissage
4 Marzo 2011, ore 21



