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Allegra Hicks con Tristano di Robilant – Tra acqua e luce
Mostra personale di Allegra Hicks. Per questa occasione, l’artista ha invitato lo scultore Tristano di Robilant a dialogare con il suo universo creativo attraverso l’inserimento di alcune opere in vetro di Murano, creando una risonanza visiva tra la fluidità dell’acquerello e la plasticità del vetro
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Gallerie Riunite è lieta di presentare “TRA ACQUA E LUCE”, una mostra personale di Allegra Hicks. Per questa occasione speciale, l’artista ha invitato lo scultore Tristano di Robilant a dialogare con il suo universo creativo attraverso l’inserimento di alcune opere in vetro di Murano, creando una risonanza visiva tra la fluidità dell'acquerello e la plasticità del vetro.
Ci sono mostre che occupano uno spazio, e altre che lo trasformano in un’esperienza percettiva. L’incontro tra gli acquarelli di Allegra Hicks e i vetri di Tristano di Robilant appartiene a questa seconda categoria: non una semplice giustapposizione, ma un dialogo sottile tra due sensibilità unite da una comune tensione verso la leggerezza, intesa come disciplina dello sguardo.
Nella pratica di Hicks, l’acquarello rinuncia al controllo assoluto. L’acqua dilata il pigmento, lo guida verso esiti inattesi. In questa apparente fragilità si rivela una forza silenziosa: il colore non copre, lascia filtrare la luce, e proprio nella trasparenza prende forma l’immagine. Le composizioni, intime ma rigorose, si costruiscono per sottrazione, in un equilibrio misurato tra pieni e vuoti.
Anche il vetro di di Robilant è materia insieme solida e instabile. Non occupa semplicemente un volume: lo modula attraverso la luce. Le sue opere catturano e rifrangono lo spazio circostante, trasformandolo. La tecnica, raffinata ma mai esibita, diventa strumento per interrogare la trasparenza e i suoi limiti.
Il punto di incontro tra questi due linguaggi è la luce. Negli acquarelli emerge dalla carta; nei vetri si fa corpo, attraversa la materia e la rende vibrante. In entrambi i casi, ciò che vediamo nasce da una relazione tra superficie e ambiente.
La mostra si costruisce come una costellazione di rimandi: acqua e fuoco, fluidità e struttura, accoglienza dell’imprevisto e ricerca della forma. In un tempo dominato dall’eccesso visivo, queste opere scelgono la misura. Non cercano l’effetto, ma invitano a rallentare, offrendo uno spazio di contemplazione dove occhio e mente possono ritrovarsi.
Ci sono mostre che occupano uno spazio, e altre che lo trasformano in un’esperienza percettiva. L’incontro tra gli acquarelli di Allegra Hicks e i vetri di Tristano di Robilant appartiene a questa seconda categoria: non una semplice giustapposizione, ma un dialogo sottile tra due sensibilità unite da una comune tensione verso la leggerezza, intesa come disciplina dello sguardo.
Nella pratica di Hicks, l’acquarello rinuncia al controllo assoluto. L’acqua dilata il pigmento, lo guida verso esiti inattesi. In questa apparente fragilità si rivela una forza silenziosa: il colore non copre, lascia filtrare la luce, e proprio nella trasparenza prende forma l’immagine. Le composizioni, intime ma rigorose, si costruiscono per sottrazione, in un equilibrio misurato tra pieni e vuoti.
Anche il vetro di di Robilant è materia insieme solida e instabile. Non occupa semplicemente un volume: lo modula attraverso la luce. Le sue opere catturano e rifrangono lo spazio circostante, trasformandolo. La tecnica, raffinata ma mai esibita, diventa strumento per interrogare la trasparenza e i suoi limiti.
Il punto di incontro tra questi due linguaggi è la luce. Negli acquarelli emerge dalla carta; nei vetri si fa corpo, attraversa la materia e la rende vibrante. In entrambi i casi, ciò che vediamo nasce da una relazione tra superficie e ambiente.
La mostra si costruisce come una costellazione di rimandi: acqua e fuoco, fluidità e struttura, accoglienza dell’imprevisto e ricerca della forma. In un tempo dominato dall’eccesso visivo, queste opere scelgono la misura. Non cercano l’effetto, ma invitano a rallentare, offrendo uno spazio di contemplazione dove occhio e mente possono ritrovarsi.
19
marzo 2026
Allegra Hicks con Tristano di Robilant – Tra acqua e luce
Dal 19 marzo al 30 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Gallerie Riunite
Napoli, Via Cavallerizza a Chiaia, 57, (NA)
Napoli, Via Cavallerizza a Chiaia, 57, (NA)
Orario di apertura
da martedì a venerdì ore 16-19.30
sabato ore 11-13.30
Vernissage
19 Marzo 2026, dalle ore 19.00 alle 21.00
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